Il dibattito sul caro energia torna puntualmente a riempire la scena politica, ma a gridare allo scandalo sono spesso gli stessi leader che hanno avuto in mano le leve del governo senza però usarle davvero. Ieri Giuseppe Conte ha denunciato un tessuto produttivo «sommerso dalle tasse e dal caro energia», ma il paradosso è evidente: proprio sotto i governi da lui guidati non furono affrontate le riforme strutturali indispensabili per evitare l’attuale emergenza. Le imprese erano in sofferenza allora come oggi, eppure l’esecutivo si limitò a misure tampone, rinunciando a intervenire sul disaccoppiamento tra elettricità e gas e ostacolando infrastrutture come il gasdotto Poseidon/East Med, che oggi sarebbero un aiuto concreto.
Non è diverso il copione recitato dal resto dell’opposizione di centrosinistra. Elly Schlein ripete che in Italia «abbiamo il costo più alto d’Europa», ma evita accuratamente di ricordare che il percorso verso la fine del mercato tutelato, ora così duramente contestato, fu avviato proprio dal governo sostenuto da Pd e M5s. Le scelte che oggi si fingono imposte dall’esterno sono in realtà frutto di decisioni prese all’interno delle maggioranze che gli stessi leader guidavano o appoggiavano.
Il passato che torna: esempi che parlano da soli
Le contraddizioni non si fermano qui. Matteo Renzi, che nel 2025 invoca una «legge contro il caro-bollette per famiglie e pmi», fu lo stesso premier che non esitò a tagliare incentivi cruciali rallentando la transizione energetica. Un freno che oggi si traduce in minore autonomia e maggiore dipendenza dai mercati internazionali. Lo stesso Renzi che nel 2022 chiedeva «tetti ai costi» è il leader che spinse con decisione verso il mercato libero, contribuendo al quadro che oggi contesta.
Così, mentre dal centrosinistra arrivano proclami e richieste di soluzioni drastiche, ciò che emerge è una costante: la distanza tra ciò che si dice all’opposizione e ciò che non si è voluto fare al governo. Le misure che oggi vengono evocate come urgenti erano già sul tavolo negli anni in cui PD, M5S e Italia Viva guidavano o sostenevano l’esecutivo, ma non fu trovato il coraggio politico per adottarle. E ora, di fronte alla crisi energetica, le stesse forze che non hanno agito provano a riscrivere la storia presentandosi come paladine delle famiglie e delle imprese.
Un copione logoro
La narrazione del centrosinistra continua a ignorare una verità semplice: chi oggi denuncia il caro energia è spesso lo stesso che non ha voluto prevenire l’emergenza quando ne aveva il potere. Si tratta di un copione logoro, in cui i protagonisti cambiano tono a seconda del ruolo del momento. E mentre la propaganda corre, le imprese e i cittadini restano con bollette pesanti e un sistema energetico che avrebbe potuto essere più solido, se solo chi oggi accusa avesse scelto di intervenire quando governava.
Enrico Foscarini, 4 dicembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


