Il nuovo Dl Carburanti Bis approvato dal Consiglio dei ministri proroga il taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio e introduce una serie di interventi a sostegno di imprese, agricoltura ed esportazioni in una fase segnata da tensioni internazionali e aumento dei costi energetici. Si tratta di un provvedimento articolato che punta a contenere l’impatto dei rincari sull’economia reale, utilizzando risorse già disponibili e maggiori entrate fiscali legate all’aumento dei prezzi energetici.
Il decreto arriva dopo un Consiglio dei ministri rapido ma significativo e si inserisce nella linea già tracciata a marzo, con l’obiettivo di stabilizzare il prezzo dei carburanti e sostenere i settori più esposti alla volatilità dei mercati internazionali. In un contesto in cui i margini di manovra sono inevitabilmente limitati dai vincoli europei e dalla pressione sui conti pubblici, l’intervento rappresenta comunque uno sforzo concreto per alleggerire il peso dell’energia su famiglie e imprese.
Una misura che sostiene tutti
Il cuore del decreto è la proroga del taglio delle accise sui carburanti, con una riduzione di circa 20 centesimi al litro che, considerando l’Iva, si traduce in un risparmio finale di circa 24,4 centesimi alla pompa. La misura resterà in vigore fino al 1° maggio e comporta un costo complessivo intorno ai 500 milioni di euro.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che “l’onere è intorno ai 500 milioni. Per 200 milioni c’è l’autocopertura che deriva dall’incremento del gettito Iva, per altri 300 milioni sono risorse recuperate dalle risorse Ets non ancora utilizzate”, chiarendo come il governo abbia scelto di finanziare l’intervento senza aumentare la pressione fiscale generale.
Si tratta di una misura che ha il pregio di essere semplice, immediata e universale, perché il taglio delle accise beneficia chiunque utilizzi carburante, senza creare nuove distorsioni o sistemi complessi di redistribuzione. Proprio questa caratteristica rende l’intervento particolarmente efficace nel breve periodo, in quanto incide direttamente sui prezzi e sostiene consumi e attività economiche.
Un decreto che guarda anche alle imprese
Accanto al taglio delle accise, il Dl Carburanti Bis rafforza il sostegno alle imprese attraverso il potenziamento della Transizione 5.0 e nuovi contributi per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Le aziende che avevano presentato progetti ammissibili ma rimasti senza copertura potranno ottenere un contributo fino all’89,77% degli investimenti, mentre vengono incentivati anche gli impianti di produzione energetica interna e i sistemi di accumulo.
L’obiettivo è chiaro: ridurre la dipendenza energetica e aumentare la competitività del sistema produttivo in una fase in cui i costi dell’energia rappresentano uno dei principali fattori di rischio per la crescita. Anche il sostegno all’internazionalizzazione va in questa direzione, con l’aumento del fondo perduto fino al 20% per le imprese colpite dalla crisi energetica o dal calo del fatturato legato alle tensioni internazionali.
In questo quadro, il decreto non si limita a tamponare l’emergenza ma prova a rafforzare la capacità delle imprese italiane di competere sui mercati globali, utilizzando strumenti già esistenti e risorse disponibili senza creare nuovi squilibri strutturali.
Aiuti all’agricoltura
Particolare attenzione è riservata al settore agricolo, con l’estensione del credito d’imposta del 20% sul gasolio acquistato a marzo anche alle imprese agricole, misura inizialmente prevista solo per la pesca. Il provvedimento, con una copertura di 30 milioni di euro, punta a sostenere un comparto che sta affrontando l’aumento dei costi energetici proprio nel periodo delle semine primaverili.
Il ministro Francesco Lollobrigida ha parlato di “sostegno concreto al settore primario italiano”, sottolineando come l’intervento consenta alle aziende agricole di attenuare l’impatto dei rincari. Le organizzazioni di categoria hanno accolto positivamente la misura, pur evidenziando la necessità di ulteriori interventi nei mesi successivi per garantire stabilità alla filiera agroalimentare.
Il provvedimento viene considerato una risposta utile in una fase particolarmente complessa, con il caro gasolio e l’aumento dei fertilizzanti che rischiano di incidere sulla competitività e sui prezzi finali dei prodotti agricoli. In questo senso, il credito d’imposta rappresenta una boccata d’ossigeno che aiuta a mantenere in equilibrio il sistema produttivo.
Margini stretti ma intervento concreto
Uno degli aspetti più rilevanti del Dl Carburanti Bis riguarda le coperture finanziarie, costruite attraverso una combinazione di maggiori entrate Iva, utilizzo di fondi ETS, risorse già stanziate e rimodulazioni di bilancio. Il meccanismo consente di sostenere il taglio delle accise e gli altri interventi senza ricorrere a nuovo deficit.
In un contesto in cui l’Italia deve muoversi sotto la pressione dei vincoli europei e della disciplina di bilancio, la scelta di utilizzare risorse esistenti e maggiori entrate appare una soluzione pragmatica. Non è la rivoluzione fiscale che molti auspicano, ma rappresenta comunque un tentativo di intervenire rapidamente per proteggere economia e consumatori in una fase di forte instabilità.
Un utile intervento emergenziale
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato che “è una misura necessaria per fronteggiare una fase particolarmente delicata, segnata da tensioni internazionali che stanno producendo effetti concreti sui costi dell’energia e sull’economia”, aggiungendo che il governo continuerà a monitorare la situazione per eventuali nuovi interventi.
Il Dl Carburanti Bis si configura quindi come un provvedimento emergenziale ma utile, che non risolve tutti i problemi strutturali del sistema fiscale italiano ma interviene su uno dei nodi più urgenti: il costo dell’energia. Sarebbe stato preferibile intervenire prima e in modo più strutturale sulla pressione fiscale, ma in una fase segnata da vincoli europei, instabilità geopolitica e margini di bilancio limitati, la proroga del taglio delle accise e il sostegno a imprese e agricoltura rappresentano comunque uno sforzo significativo.
Enrico Foscarini, 4 aprile 2026
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