Oscar Farinetti, imprenditore noto per Eataly e per la sfortunata avventura di Fico-Grand Tour Italia, si prepara a una nuova sfida: la narrativa. A breve uscirà in libreria per Bompiani il suo nuovo romanzo La regola del silenzio. «Guai se non lo fossi. Prima delle aperture dei negozi non dormivo una settimana di fila», ha confidato al Corriere della Sera, spiegando l’emozione per questo esordio letterario.
Eatinvest e i dividendi milionari
Se sul piano imprenditoriale non sono mancati i rovesci, su quello finanziario Farinetti ha dimostrato abilità. Nel 2015 la cessione del 20% di Eataly a Club Deal gli fruttò un dividendo da 35 milioni di euro. Nel 2022 la vendita della maggioranza a Investindustrial di Andrea Bonomi ha portato altri 57 milioni, di cui 45 distribuiti come dividendi alla holding di famiglia, Eatinvest. In totale, Farinetti ha incassato circa 80 milioni di euro, trasformando le difficoltà aziendali in un successo personale di gestione finanziaria.
Le difficoltà di Eataly
Dal 2020 al 2022 Eataly ha accumulato quasi 100 milioni di perdite, con debiti che hanno superato i 300 milioni di euro. L’ingresso di Investindustrial ha cambiato il corso della società: chiusura dei negozi in perdita, focus su Nord America (oggi vale il 65% del fatturato) e un ritorno a margini industriali positivi. Nel 2024 i ricavi si sono attestati a 684 milioni, con un ebitda di 53 milioni. La perdita netta, ridotta a 12,6 milioni, è meno della metà rispetto al 2023.
Farinetti non è più al timone operativo, ma partecipa ancora agli aumenti di capitale: «Non sono più io a prendere decisioni, ma ho aderito volentieri all’aumento di capitale perché abbiamo già due Eataly Caffè, a New York, che funzionano molto bene. Ora contiamo di aprirne altri».
La chiusura di Verona e le polemiche
Tra le chiusure più discusse c’è stata quella dello store di Verona, che ha suscitato polemiche tra dipendenti e istituzioni locali. Per molti è stato il simbolo delle difficoltà italiane di Eataly, incapace di trovare un modello sostenibile fuori dalle grandi metropoli e dai contesti internazionali. Lo stesso Farinetti lo ha ammesso: «Quando chiudi è sempre brutto. Però forse più a Verona. Ma ormai devi aprire solo in centro, in aeroporto e nei centri commerciali».
Fico-Grand Tour Italia: un rosso che pesa
Anche il parco tematico nato a Bologna ha visto anni di difficoltà. Solo nel 2024 la perdita è stata di 4,7 milioni di euro, dopo un anno in cui è rimasto aperto appena quattro mesi. Farinetti difende le sue scelte: «Chi lo ha scritto si è dimenticato di dire che siamo stati aperti 4 mesi su 12. E che negli altri otto ho comunque pagato le bollette e non ho messo nessuno in cassa integrazione. Anzi, quando alcuni partner hanno dovuto farlo, io ho aggiunto la differenza sugli stipendi».
Il patron di Eataly si dice comunque fiducioso: «Forse non ancora, ma non perderò più così tanto», risponde a chi gli chiede se nel 2026 Grand Tour Italia tornerà in utile.
Tra caffè, libri e futuro
Nell’intervista al Corriere, Farinetti ha parlato anche di caffè, settore su cui Eataly punta molto: «Io avevo premesso che se si tenesse conto dei costi, vale a dire macchina, macina e lavoro del barista, dovrebbe costare molto di più. In Italia il prezzo resterà calmierato, ma in America un caffè al bar costa 4 dollari».
Tra progetti finanziari, la gestione di Grand Tour Italia e il debutto come romanziere, Farinetti dimostra ancora una volta la sua capacità di reinventarsi. Anche se, almeno per ora, più da narratore e gestore di dividendi che da imprenditore vincente.
Enrico Foscarini, 10 settembre 2025
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