Finanza

IL CASO DI BORSA

Delfin, Leonardo Maria Del Vecchio al 37,5%

Approvato il riassetto tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio: Leonardo Maria sale al 37,5% della holding con un’operazione da 10 miliardi

Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

A quasi quattro anni dalla scomparsa di Leonardo Del Vecchio, cambia in modo significativo l’equilibrio della cassaforte finanziaria di famiglia. L’assemblea dei soci di Delfin, riunita in Lussemburgo, ha approvato a maggioranza il trasferimento delle quote detenute da Luca e Paola Del Vecchio a Leonardo Maria Del Vecchio, che diventa così il principale azionista individuale della holding con una partecipazione pari al 37,5% del capitale.

L’operazione, dal valore stimato intorno ai 10 miliardi di euro, è passata con il voto favorevole di sei soci su otto, segnando una svolta cruciale nel riassetto della governance familiare. Contrari Claudio Del Vecchio e Rocco Basilico, mentre sul fronte della nuova politica dei dividendi solo Basilico ha espresso voto negativo.

Più dividendi e nuova strategia per Delfin

L’assemblea ha inoltre approvato una revisione significativa della distribuzione degli utili, aprendo alla possibilità di erogare fino all’80% degli utili nel triennio 2025-2027. Una decisione che aumenta la capacità di remunerazione degli azionisti e rafforza la sostenibilità finanziaria delle nuove operazioni societarie.

Questo passaggio rappresenta un cambio di passo importante nella strategia della holding, storicamente costruita per mantenere un delicato equilibrio tra gli otto eredi del fondatore. Sebbene Leonardo Maria aumenti notevolmente il proprio peso, non raggiunge comunque la maggioranza assoluta, elemento che continua a rendere necessarie alleanze interne per influenzare le decisioni strategiche.

Il maxi finanziamento e il progetto di Leonardo Maria

Per completare l’acquisizione del 25% aggiuntivo, Leonardo Maria si appoggia alla sua società veicolo Lmdv Fin, sostenuta da un maxi finanziamento bancario da circa 10 miliardi, con il supporto di un pool di istituti internazionali tra cui UniCredit, BNP Paribas e Crédit Agricole.

L’obiettivo è duplice: consolidare la propria posizione nella holding e offrire una possibile via d’uscita agli eredi meno interessati a mantenere una partecipazione diretta nel gruppo. Una strategia che potrebbe semplificare la struttura azionaria di Delfin e favorire una governance più fluida.

Francesco Milleri resta il regista industriale

Parallelamente al riassetto azionario, rimane centrale il ruolo di Francesco Milleri, presidente di Delfin e amministratore delegato di EssilorLuxottica, incaricato di proseguire la visione strategica del fondatore.

Sotto la sua guida, Delfin continua a rafforzare il proprio profilo industriale e finanziario, con partecipazioni strategiche in EssilorLuxottica, Generali, Mediobanca, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena. Il patrimonio della holding beneficia oggi di flussi di cassa in forte crescita, con incassi previsti per circa 1,5 miliardi di euro nel 2025, rispetto ai 300 milioni del 2022.

Delfin protagonista nel consolidamento finanziario italiano

La holding resta uno degli attori più influenti nel risiko bancario e assicurativo italiano. Più che orientata a dismissioni, Delfin appare interessata a sfruttare le proprie partecipazioni per giocare un ruolo chiave nei futuri processi di consolidamento del settore.

Le quote in istituzioni come Generali e Mps potrebbero diventare leve strategiche in operazioni di fusione o rafforzamento, confermando la filosofia di lungo periodo voluta da Leonardo Del Vecchio: costruire campioni nazionali solidi e competitivi su scala globale.

Successione più vicina a una svolta

Il nuovo assetto non chiude definitivamente le tensioni tra gli eredi, ma rappresenta un passo concreto verso una possibile razionalizzazione della successione. Ridurre il numero di soci attivi e favorire una maggiore convergenza strategica potrebbe migliorare la stabilità della governance e valorizzare ulteriormente il patrimonio familiare.

In questo scenario, Leonardo Maria emerge come figura centrale, ma il futuro di Delfin continuerà a dipendere dalla capacità dei soci di trovare accordi condivisi, nel rispetto dell’eredità imprenditoriale lasciata dal fondatore.

Enrico Foscarini, 27 aprile 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni