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IL CASO DI BORSA

Pirelli cerca di liberarsi dello scomodo socio cinese

Trattativa con Sinochem per ridurre la quota e salvaguardare l'accesso al mercato Usa. Il governo osserva con attenzione

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Le trattative tra Pirelli e il socio cinese Sinochem per risolvere il nodo della governance del gruppo italiano sono in corso, ma ancora senza un accordo definito. Le opzioni sul tavolo vanno dal totale disimpegno alla riduzione della quota fino al 10%, fino all’ipotesi di un congelamento dei diritti di voto. La soluzione più plausibile potrebbe essere la riclassificazione della partecipazione come investimento passivo, riducendo l’influenza del gruppo cinese e permettendo a Pirelli di evitare le restrizioni statunitensi sui componenti tecnologici riconducibili a interessi cinesi.

Secondo Bloomberg, un’altra possibilità sarebbe la vendita dell’intera partecipazione, un’opzione finora esclusa dagli ambienti vicini al conglomerato cinese ma che i rumors ripropongono periodicamente. Il Corriere della Sera segnala invece la possibilità di un ABB (accelerated bookbuild) per vendere il 10-15% del capitale o di un bond convertibile. Come sottolineano gli analisti di Equita, “è da chiarire se basterebbe sotto il 25% o sotto la quota di Camfin”, ma vedono la riduzione della quota come l’unica soluzione possibile.

Dieci anni di convivenza difficile

Dopo dieci anni, la convivenza tra il management italiano e Sinochem si è fatta complicata. Nel 2023 il governo italiano ha esercitato i poteri speciali del golden power, imponendo limiti al potere dei cinesi, che nel frattempo avevano raggiunto il 34,14% e ottenuto nove posti in cda. Nel 2025 lo scontro è diventato aperto, con la relazione finanziaria che ha dichiarato che “il controllo di Sinochem è venuto meno”. Da quel momento, ogni bilancio è stato approvato solo a maggioranza, mentre le diplomazie hanno continuato a lavorare per trovare una soluzione.

Il governo ha anche avviato un’indagine sul rispetto delle prescrizioni del golden power, chiusa a settembre con archiviazione perché non sono emersi elementi di violazione o compromissione dell’autonomia gestionale del gruppo.

L’importanza del mercato Usa

Per Pirelli, il mercato statunitense rappresenta circa un quinto dei ricavi, con il sistema Cyber Tyre centrale per i piani di crescita globali. Sinochem è il principale azionista con il 34% mentre Camfin detiene il 25,3%, con la possibilità di salire al 29,9%. La presenza di un socio statale cinese ha generato preoccupazioni negli Stati Uniti: il Bureau of Industry and Security ha infatti evidenziato che la partecipazione cinese potrebbe entrare in conflitto con le normative americane sui veicoli connessi, nonostante i poteri di veto italiani introdotti nel 2023.

Nonostante i tentativi del management milanese di trovare un compromesso prospettando diverse opzioni, Sinochem non si è ancora impegnata a definire la strada da seguire. Recentemente, il gruppo cinese ha nominato BNP Paribas come consulente per valutare eventuali opzioni di vendita. Il Financial Times evidenzia che se entro gennaio non si troverà un accordo, il governo Meloni potrebbe ricorrere alla sospensione dei diritti di voto, facendo leva sul golden power. Intanto, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato che l’Italia resta impegnata a riportare le parti al tavolo delle trattative.

Enrico Foscarini, 7 dicembre 2025

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