Economia e Logistica

TASSATORI SCORTESI

Tasse sui Paperoni, il Pd ne propone di nuove

Mentre la Francia di Macron attacca l’Italia sulla flat tax, Misiani (Pd) risponde con nuove tasse comunali per i Paperoni esteri

schlein macron Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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La Francia ci accusa di “dumping fiscale” per le tasse forfettarie dedicate agli impatriati, ma il Partito Democratico non coglie l’occasione per difendere l’Italia. Antonio Misiani, responsabile economico del Pd e fedelissimo di Elly Schlein, pur definendo “fuori luogo e fuori tempo” le critiche francesi, propone l’ennesima soluzione a senso unico: più tasse.

Nel corso di un’intervista a MF-Milano Finanza, Misiani ha ricordato che i beneficiari di questo regime “sono sempre pochissimi, meno di 2 mila”, ma ha ribadito la sua linea: introdurre una sovraimposta comunale. La misura, già presentata dal Pd al Senato con un disegno di legge firmato da Cristina Tajani, prevede un’aliquota tra il 12,5% e il 15% sul regime agevolato per i Paperoni stranieri, destinando il gettito ai comuni.

Ecco le parole di Misiani:

“Speriamo ottenga un sostegno politico ampio […] I super ricchi che usufruiscono della flat tax a 200 mila euro producono un gettito fiscale interamente incamerato dallo Stato e non pagano invece l’addizionale comunale […] Con la sovraimposta invece i comuni incasserebbero risorse aggiuntive per finanziare politiche sociali e abitative per la città”.

Una proposta che, nelle intenzioni dem, dovrebbe ridurre la “disparità di trattamento rispetto a tutti gli altri contribuenti” e riequilibrare l’impatto sociale dell’arrivo dei grandi patrimoni, soprattutto nei centri urbani. Misiani denuncia infatti che l’afflusso dei super-ricchi “ha comportato un’impennata dei prezzi degli immobili di pregio e un peggioramento della polarizzazione sociale”.

Il Pd, insomma, resta fedele al suo copione: davanti a ogni questione fiscale, la risposta è sempre aumentare le tasse. Anche se questo significa rischiare di compromettere la competitività dell’Italia proprio nel momento in cui altri Paesi competono per attrarre investimenti.

La norma italiana

La flat tax per i Paperoni stranieri era stata introdotta nel 2017 con l’obiettivo di rendere l’Italia più attrattiva per i grandi patrimoni, puntando su consumi e investimenti aggiuntivi. Ma il Pd sembra vedere in questa leva non un’opportunità, bensì un terreno fertile per introdurre nuovi prelievi, ignorando che queste politiche fiscali aggressive rischiano di allontanare chi potrebbe portare ricchezza e sviluppo.

L’opzione di cui all’art. 24-bis TUIR consente ai neo-residenti di pagare una imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all’estero: l’importo è stato portato a 200.000 euro annui per chi ha trasferito la residenza dopo il 10 agosto 2024 (con €25.000 aggiuntivi per ciascun familiare). La misura dura fino a 15 anni per la versione “neo-residenti” di cui si parla oggi.

Le tasse sostitutive coprono solo i redditi di fonte estera; eventuali redditi prodotti in Italia restano soggetti a Irpef e alle addizionali regionali/comunali: perciò l’affermazione di Misiani «non pagano l’addizionale comunale» è vera solo per i redditi esteri coperti dalla sostitutiva, non in assenza di redditi di fonte italiana.

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Le cifre

Dalla documentazione ufficiale e dalle indagini giornalistiche il fenomeno è certamente in crescita e le stime più accreditate parlano di migliaia di soggetti: ad esempio fonti di mercato e rapporti stampa citano un aggregato di 2.700 contribuenti tra il 2017 e il 2022 più un aumento nel 2023 di circa 1.500 persone che porta il totale oltre i 4.000 beneficiari dal 2017.

La platea non è enorme rispetto alla popolazione italiana ed è cresciuta specialmente dopo l’abolizione del regime non-dom in Gran Bretagna.

Cosa accade in altri Paesi europei

Spagna, la “Beckham law”

Che cos’è: il regime speciale per i lavoratori trasferiti in Spagna (cosiddetta “Beckham law”, art. 93 e successive modifiche) permette ai beneficiari di essere tassati in modo agevolato sui redditi di fonte spagnola con un’aliquota fissa (tipicamente 24% fino a un certo tetto) e di non essere tassati in Spagna sui redditi esteri in determinate condizioni. Durata tipica: fino a 6 anni per molti beneficiari.

Dimensione del fenomeno: testate autorevoli hanno riportato numeri importanti: ad esempio El País segnala che nel 2023 circa 16.733 contribuenti hanno usufruito del regime (dato di forte portata). Il regime è sorvegliato dall’Agenzia Tributaria per eventuali abusi e/o omessi versamenti delle tasse.

Impatto comparato: la Spagna offre un’agevolazione che, per certe categorie (sportivi, manager), risulta spesso più favorevole e stabile nel breve periodo; la platea è ampia, perciò è una concorrenza concreta per attrarre individui ad alto reddito.

Grecia, regime “lump sum”

Che cos’è: la Grecia ha introdotto un regime che consente a individui molto facoltosi di optare per una tassazione forfettaria annua di 100.000 euro (con opzione di estensione a familiari pagando 20.000 euro aggiuntivi per persona) su tutte le renten estere, per un periodo fino a 15 anni; sono previste condizioni di investimento minimale/resa di residenza.

Perché attrae: il costo fisso annuo è relativamente basso rispetto all’IRPEF elevata e consente prevedibilità fiscale; la Grecia si è promossa come location conveniente (costo della vita più basso, climi, ecc.).

Portogallo, l’evoluzione dell’NHR

Cosa è successo: il regime NHR (Non-Habitual Resident), avviato nel 2009, è stato oggetto di contrasti politici e dal bilancio 2024 è stato formalmente dismesso nella versione originaria; il governo ha poi introdotto misure sostitutive/ri-calibrate (il cosiddetto IFICI / “NHR 2.0” in alcuni documenti) mirate a professioni ad alto valore aggiunto, con aliquota 20% su redditi qualificati e esenzioni mirate su alcuni redditi esteri per periodi transitori. Esistono regole transitorie per chi è divenuto residente nel 2024 (termine di registrazione: marzo 2025 per alcune opzioni).

Impatto pratico: Il Portogallo rimane competitivo ma ha spostato il focus verso attrarre talenti qualificati (ricerca, alta tecnologia) escludendo in molte proposte i pensionati/ricchi passivi e limitando le agevolazioni sui capitali/dividendi.

Non disperdere un vantaggio

Quello italiano non è certo il miglior regime per impatriati esistente in Europa, eppure la Francia ha puntato il dito contro Roma anziché contro Madrid e Atene che sono molto più “generose” verso i Paperoni che immigrano. Oltre all’amore per qualsiasi tipo di tassa, la critica principale che si può muovere al Pd è quella di voler modificare un regime fiscale creando incertezza nei potenziali fruitori. Anche se il gettito non è elevatissimo, si tratta di persone che con le loro famiglie contribuiscono ad aumentare i consumi di beni (anche e soprattutto di lusso) in Italia favorendo la crescita economica. Cambiare tutto all’ultimo minuto perché i Comuni non riescono a gestire qualche migliaio di persone in più non sembra una grande trovata.

Enrico Foscarini, 3 settembre 2025


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