John Elkann, presidente di Stellantis e ad della cassaforte Exor, ha versato almeno 175 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate per regolarizzare la sua posizione tributaria relativa all’eredità Agnelli. Un versamento volto a sanare tutte le contestazioni mosse dalla Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta che, dallo scorso anno, coinvolge lui e i fratelli Lapo e Ginevra Elkann per presunti reati di evasione fiscale e truffa ai danni dello Stato.
Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, oltre 110 milioni sarebbero già stati versati, garantiti da istituti bancari italiani ed esteri. Il saldo finale, previsto nelle prossime settimane, dovrebbe riguardare il mancato pagamento dell’imposta di successione legata ai beni riconducibili alla nonna Marella Caracciolo Agnelli, vedova di Gianni Agnelli.
L’inchiesta sull’eredità Agnelli e la falsa residenza in Svizzera
L’indagine, coordinata dalla Procura di Torino, è nata dall’esposto di Margherita Agnelli, madre di John, Lapo e Ginevra. Al centro del procedimento vi sono presunti “artifizi e raggiri” messi in atto dal 2010 per simulare una residenza fittizia in Svizzera della nonna Marella, scomparsa nel 2019, al fine di evitare la tassa di successione in Italia e sottrarre l’eredità alla madre Margherita.
I magistrati, a settembre scorso, avevano già disposto un sequestro preventivo da 74,8 milioni di euro nei confronti dei tre fratelli Elkann, del commercialista Gianluca Ferrero (attuale presidente Juventus) e del notaio svizzero Urs von Grünigen, indagati per dichiarazione fraudolenta e truffa ai danni dello Stato.
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La posizione ufficiale dei fratelli Elkann
Un portavoce dei fratelli Elkann ha confermato che John, Lapo e Ginevra hanno raggiunto un accordo complessivo con l’Agenzia delle Entrate per chiudere “rapidamente e definitivamente una vicenda dolorosa sul piano personale e familiare”.
La definizione dell’accordo, precisa il portavoce, è avvenuta “senza alcuna ammissione, neppure tacita o parziale, della fondatezza delle contestazioni inizialmente ipotizzate”.
Interlocuzioni ancora in corso con la Procura di Torino
Sebbene la partita con il Fisco sia ormai chiusa, resta ancora aperto il fronte penale. “Sono in atto interlocuzioni con la Procura della Repubblica di Torino, il cui esito non è al momento definito”, fanno sapere gli Elkann. “Nel rispetto di tutti gli organi coinvolti, non abbiamo commenti da rilasciare sul procedimento, che è tuttora in corso”.
L’obiettivo di John Elkann sembrerebbe ora quello di ottenere la “messa alla prova”, una misura alternativa che prevede attività di pubblica utilità per almeno un anno e che consentirebbe, se superata con esito positivo, l’estinzione del reato.
Una vicenda destinata a chiudersi senza patteggiamenti
I legali di Elkann avrebbero infatti scartato l’ipotesi di un patteggiamento, per evitare ripercussioni sulle cariche societarie. La “messa alla prova” potrebbe risultare più favorevole anche dal punto di vista reputazionale. Si tratterebbe di un impegno in attività sociali, culturali o ambientali, che sospenderebbe il procedimento penale sino al suo completamento.
Enrico Foscarini, 13 luglio 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


