Economia e Logistica

L'ANALISI

Manovra 2026, torna il silenzio-assenso sul Tfr: cosa bisogna fare

Restano nel calderone della manovra il taglio Irpef e le proroghe di Quota 103 e Opzione Donna. Banche, Gros-Pietro: «Intesa c'è»

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Un nuovo semestre di silenzio-assenso sul Tfr apre ufficialmente il cantiere della manovra 2026. Il Ministero del Lavoro ha proposto al Mef di riproporre, dal 1° aprile al 30 settembre 2026, il meccanismo già sperimentato nel 2007: i lavoratori dovranno scegliere se lasciare in azienda il proprio Trattamento di fine rapporto o destinarlo alla previdenza complementare. In assenza di risposta, scatterà automaticamente il conferimento ai fondi pensione. L’obiettivo è spingere la previdenza integrativa e ridurre il peso del sistema pubblico nel medio periodo.

Taglio Irpef e pace fiscale

Sul fronte fiscale, il governo punta a un taglio di due punti della seconda aliquota Irpef, che scenderebbe dal 35% al 33% per i redditi tra 28 e 50 mila euro. Il vantaggio massimo per contribuente è stimato in circa 440 euro l’anno, per un costo complessivo di 2,5 miliardi di euro. Prevista anche una nuova pace fiscale, con rottamazione delle cartelle in nove anni e 108 rate, riservata ai contribuenti “meritevoli”.

Imprese e incentivi alla crescita

Per le imprese, viene confermata l’Ires premiale per chi investe in occupazione e innovazione (400-500 milioni di risorse) e si lavora a un nuovo incentivo che superi il poco efficace schema Transizione 5.0.

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La manovra prosegue nel solco della continuità: proroghe fino al 2026 per Quota 103, Opzione donna e Ape sociale, oltre al rinnovo delle decontribuzioni per l’assunzione di giovani e donne e agli aiuti all’imprenditoria giovanile nei settori digitali e green.

Per i redditi da lavoro, il governo prepara un pacchetto di detassazioni: imposta sostitutiva al 10% su straordinari, turni e festivi, aumento dei fringe benefit (fino a 4.000 euro per chi ha figli e 2.000 per gli altri) e agevolazione al 10% anche sugli aumenti contrattuali riconosciuti nel triennio 2026-2028.

Famiglie e sostegni sociali

Il capitolo famiglie vale tra 500 milioni e un miliardo di euro e prevede il rinnovo del congedo parentale facoltativo all’80% per tre mesi e nuovi sgravi per le mamme lavoratrici. Raddoppia inoltre la soglia Isee per accedere alla Prestazione universale per gli anziani non autosufficienti, che passa da 6.000 a 12.000 euro.

Il segnale di Intesa Sanpaolo

Nel frattempo, dal fronte bancario arriva la disponibilità di Intesa Sanpaolo ad aumentare il proprio contributo al sistema.

«Noi siamo abituati, e lo facciamo sempre, a finanziare e contribuire al sistema generale. Vedremo se possiamo aiutare il governo, magari facendo anche qualcosa oltre a quello che siamo abituati a fare e che abbiamo già fatto», ha dichiarato il presidente Gian Maria Gros-Pietro.

Un messaggio che va nella direzione auspicata dal governo, impegnato a costruire una manovra da 16 miliardi di euro capace di sostenere crescita, occupazione e stabilità dei conti pubblici, in vista del Consiglio dei ministri del 14 ottobre che darà il via libera al testo definitivo.

Enrico Foscarini, 10 ottobre 2025

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