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Il Qatar blocca il transito di gas da Suez. Torna l’allarme bollette?

Cinque navi ferme al largo dell’Oman. Se il blocco si prolunga, scorte europee a rischio

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ciris gas

L’Europa torna a rischiare il caro-bollette. Il Qatar ha deciso di sospendere il passaggio delle sue navi cisterna con il Gas naturale liquefatto (Gnl) attraverso il Canale di Suez. Perché è troppo pericoloso il transito dopo gli attacchi dei ribelli houthi e i raid aerei americani in Yemen nel tentativo di fermarli.

Si parla in particolare di almeno cinque imbarcazioni, battenti la bandiera degli emiri, ferme da venerdì scorso davanti alle coste dell’Oman in attesa di ordini.

Peccato che proprio il Qatar sia tra i Paesi con cui nel pieno della crisi dell’energia, nel marzo del 2022, il governo Draghi aveva stretto nuovi accordi di fornitura per cercare di emancipare l’Italia dalla Russia. Avviando al contempo la realizzazione di nuovi rigassificatori, come quelli di Piombino e di Ravenna.

La mossa dell’ex premier era stata conseguente alla guerra in Ucraina e all’impennarsi del prezzo dell’energia al TTF di Amsterdam, che rappresenta il mercato di riferimento nel settore per l’intera Unione Europea.

L’area mediorientale, come dimostrano la crisi di Suez e l’attacco dei tagliagola di Hamas contro Israele, non è però di certo più tranquilla del confine orientale polacco.

Anzi, diciamolo chiaro l’escalation della tensione a Suez rappresenta una bomba orologeria per l’intero commercio mondiale. E, davanti a una crisi internazionale di tale portata, Bruxelles ha avuto la brillante idea di inviare come esperto artificiere Luigi Di Maio. Viene da ridere, per non piangere.

Gli attacchi sferrati dagli houthi promettono di mandare in panne le catene di approvvigionamento delle imprese Ue e il made in Italy. I ribelli al momento non hanno colpito con i propri missili alcuna nave cisterna con il gas naturale liquefatto, ma è evidente che la decisione presa da Doha rappresenta un segnale di forte tensione e instabilità.

Va da sè che un prolungato blocco delle consegne qatariote creerebbe un notevole problema nel mantenimento delle scorte di gas europee, considerato anche il rigido inverno in corso.

 

E tensioni sul prezzo del gas o del petrolio finirebbero per dare nuovamente alle fiamme le bollette di famiglie e imprese. Con la conseguenza di far ripartire l’inflazione e di fornire una scusa ai falchi del rigore che volano sopra la Bce di Christine Lagarde per procastinare il taglio dei tassi di interesse. Costo del denaro che oggi resta ai massimi storici e che rappresenta un macigno per la tenuta del Pil.

Per approfondire leggi anche: imprese tedesche al tappeto, guai in arrivo per l’Italia.

A meno che non prevalgano, come in queste ore, gli spettri della recessione e quindi di una domanda in discesa. Ma questo, in prospettiva, è anche peggio.

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