L'ANALISI

Salari: Lega, Fdi e Fi non la pensano allo stesso modo

L'unico punto in comune tra i tre partiti è il no al salario minimo

4.8k 8
meloni tajani salvini

Giorgia Meloni, Antonio Tajani e Matteo Salvini sono uniti nell’opposizione alla proposta di salario minimo avanzata dalle opposizioni, ma sono ben lontani dall’avere le stesse idee in materia di lavoro e salari. Gli stanziamenti necessari per attuare i loro progetti di legge, inoltre, variano notevolmente, mentre solo il disegno di legge delega di FdI si profila come quasi a costo zero.

La proposta della Lega: flat tax ed esoneri contributivi

La Lega sta preparando un disegno di legge sui salari che sarà presentato entro maggio. Il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, ha affermato che un intervento a sostegno dei salari è “necessario e urgente”, sottolineando che la Lega è pronta a depositare un provvedimento per tutelare e rafforzare il potere d’acquisto dei redditi più bassi. Freni ha evidenziato l’importanza di valorizzare il ruolo della contrattazione collettiva, affermando che “352mila giovani, di cui 132mila laureati, hanno lasciato l’Italia negli ultimi dieci anni” e che non possono rimanere immobili di fronte a questo esodo.

Il disegno di legge mira a favorire l’occupazione giovanile attraverso incentivi per i contratti a tempo indeterminato. “È inaccettabile che un ragazzo debba aspettare anni per avere un contratto a tempo indeterminato”, ha dichiarato Freni. Le misure principali includono l’esonero totale dei contributi previdenziali per tre anni per i datori di lavoro e una flat tax al 5% per cinque anni per i neo assunti con redditi fino a 40.000 euro. Sul fronte salariale, il sottosegretario ha chiarito che “non ci sarà il ritorno della scala mobile”, ma si punta a favorire l’adeguamento dei salari al costo della vita, utilizzando l’indice Ipca.

Il provvedimento, ha annunciato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, partirà dai giovani. “Presenteremo il ddl sui giovani a prima firma Toccalini in settimana in Parlamento, con una flat tax al 5%” per i neo assunti.

FdI punta tutto sulla contrattazione

Fratelli d’Italia, attraverso il ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone, ha annunciato che la delega sull’equa retribuzione sarà portata in aula per l’approvazione. Calderone ha affermato che ci sarà un’attenzione particolare alle valutazioni di impatto e ha sottolineato che “il governo ha piena convinzione di andare avanti spediti”. Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera, ha commentato le proposte della Lega, evidenziando che non si tratta esattamente di una scala mobile, ma di un adeguamento automatico dei salari all’inflazione.

Il disegno di legge delega prevede che il governo adotti uno o più decreti legislativi entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, per garantire una retribuzione proporzionata e sufficiente ai lavoratori, come sancito dall’articolo 36 della Costituzione. Gli obiettivi includono l’assicurazione di trattamenti retributivi giusti ed equi e il contrasto al lavoro sottopagato. Inoltre, la delega prevede di stabilire per ciascuna categoria i contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente applicati, affinché il trattamento economico minimo sia quello previsto dal contratto più rappresentativo.

Rizzetto ha anche messo in guardia contro la possibilità di differenze territoriali, affermando che “non si deve tornare al concetto di gabbie salariali, superato da tempo”. Ha aggiunto che “in Italia c’è più del 95% della contrattazione collettiva applicata” e che la politica può agevolare il rinnovo dei contratti, ma non può aumentare stipendi e salari direttamente.

Leggi anche:

Forza Italia detassa gli aumenti contrattuali per tre anni

Forza Italia ha presentato un disegno di legge volto a sostenere lavoratori e imprese, proponendo l’esenzione da imposte e contributi previdenziali per gli aumenti retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro per i prossimi tre anni. Maurizio Casasco, deputato di Forza Italia, ha spiegato che l’obiettivo è duplice: incentivare la contrattazione collettiva e aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori. Casasco ha affermato che questa misura “mette più soldi nelle tasche dei lavoratori, senza maggiori oneri a carico dello Stato o dell’Inps“.

Marciare divisi per colpire uniti?

In sintesi, mentre Lega, FdI e Forza Italia contrastano lo strepitio delle opposizioni sull’inutile salario minimo, le loro proposte differiscono notevolmente in termini di contenuto e costi. La Lega punta su incentivi per i giovani e la contrattazione collettiva, FdI si concentra sulla delega salari e sull’adeguamento all’inflazione, mentre Forza Italia propone un’esenzione fiscale temporanea per sostenere i lavoratori. Trovare una sintesi non sarà certo semplice, a meno che non si tratti di una strategia pensata per coprire tutto l'”arco ideologico” di centrodestra in materia di lavoro e retribuzioni. In ogni caso, prima o poi si dovrà raggiungere un’intesa.

Enrico Foscarini, 12 maggio 2025

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version