
Il governo si prepara a inserire nella prossima Legge di Bilancio uno dei provvedimenti più attesi: il taglio dell’Irpef per i redditi medio-alti. La misura prevede una riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per chi guadagna tra 28 e 50mila euro l’anno, con un impatto stimato di quasi 3 miliardi di euro sul bilancio complessivo.
Benefici fino a 440 euro in più all’anno
Secondo le prime simulazioni, il taglio garantirà un risparmio fino a 440 euro netti annui per i contribuenti nella fascia interessata. Inizialmente, l’esecutivo aveva valutato di estendere la misura anche ai redditi fino a 60mila euro, ma l’ipotesi è stata accantonata per ragioni di sostenibilità finanziaria: il costo sarebbe salito fino a 5 miliardi di euro.
La segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha però lasciato intendere che margini per un ampliamento ci siano ancora, come avrebbe confermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Tuttavia, al momento, l’idea resta sullo sfondo.
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Cosa succede ai redditi oltre i 50mila euro
Uno dei punti più delicati riguarda il destino dei redditi superiori ai 50 mila euro. Il governo sembra orientato a introdurre un doppio tetto:
- Il primo a 50 mila euro, soglia entro la quale scatta la riduzione dell’aliquota;
- Il secondo a 200mila euro, oltre il quale il beneficio verrebbe completamente annullato.
In pratica, chi guadagna più di 50mila euro continuerà a beneficiare del risparmio di 440 euro annui, ma solo fino al tetto di 200mila. Superata questa soglia, la riduzione verrà “sterilizzata”.
Ipotesi di compensazione fiscale
Per garantire l’equilibrio dei conti pubblici, il governo starebbe valutando una soluzione simile a quella adottata lo scorso anno: applicare una franchigia sulle detrazioni fiscali per compensare il vantaggio del taglio Irpef. In questo modo, il beneficio in busta paga verrebbe in parte neutralizzato in fase di dichiarazione dei redditi.
Il quadro definitivo sarà chiarito nelle prossime settimane, ma una cosa è certa: il taglio Irpef 2025 si candida a essere uno dei capitoli centrali della prossima manovra economica.
Enrico Foscarini, 11 ottobre 2025
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