1. Più tempo, ma con limiti precisi
La principale novità riguarda la rateizzazione: si studia un piano fino a 96 rate mensili, cioè 8 anni, con rate minime da 50 euro tutte dello stesso importo. La precedente “rottamazione-quater” prevedeva solo 5 anni e il versamento anticipato del 20% del debito. L’intento è rendere il pagamento più sostenibile, evitando abbandoni di massa come nelle precedenti edizioni.
2. Accesso vietato ai recidivi
Non tutti potranno aderire. Saranno esclusi i contribuenti recidivi, cioè coloro che hanno aderito a più di una rottamazione senza poi completare i pagamenti. Lo scopo è limitare l’uso strumentale della misura come escamotage per bloccare la riscossione coatta.
3. Regole più stringenti per le imprese
Per le aziende si pensa di vietare il rilascio del Durc (Documento di regolarità contributiva) con la sola adesione alla rottamazione. In futuro, il Durc potrà essere ottenuto solo dopo l’effettivo pagamento delle rate, grazie a un monitoraggio coordinato tra Agenzia Entrate-Riscossione, Inps e Inail. Questo per evitare che imprese non in regola possano partecipare ad appalti pubblici.
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4. Decadenza meno rigida (ma non troppo)
Attualmente basta una rata saltata o pagata in ritardo di oltre sette giorni per perdere i benefici. Con la nuova rottamazione, la decadenza scatterebbe dopo quattro rate non pagate, anche non consecutive, pur con l’ipotesi di riduzione a due rate per i casi di inadempienza grave.
5. Un equilibrio politico e contabile
La misura mira a trovare un compromesso tra le esigenze della Lega, favorevole a una “quinquies” allargata, e i vincoli di bilancio indicati dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La coperta resta corta: bisogna rispettare il limite del 3% deficit/Pil e destinare le risorse con cautela.
Non sarà un “condono”, ma un modo per dare ossigeno a chi, in buona fede, non è riuscito a onorare i propri debiti. Dalle passate rottamazioni sono arrivati 38 miliardi su 112 potenziali, segno che i margini di recupero restano ampi.
6. Prospettive e scadenze
Si lavora per includere nella misura le cartelle notificate fino al 31 dicembre 2023, con eventuale estensione al 2024. In casi particolari — come debiti più elevati — si valuta una rateizzazione fino a 120 rate, ma solo dietro un acconto del 5%.
Dal 1° gennaio 2026 entrerà inoltre in vigore la sospensione automatica dei ruoli e delle vendite immobiliari, una riforma che cambierà radicalmente il rapporto tra contribuenti e Stato.
Enrico Foscarini, 8 ottobre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


