Economia e Logistica

Unicredit macina utili e aspetta il governo su Banco Bpm

Giovedì 15 il vertice con l'esecutivo, poi Orcel potrà rompere gli indugi. La Bce stanga Banca Popolare di Sondrio

Orcel. castagna Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI,
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Unicredit batte le stime con 2,8 miliardi di utili in un solo trimestre e prende altro tempo sulla scalata al Banco Bpm. Il percorso, dopo l’adozione del Golden power da parte del governo e i ripetuti richiami di Giancarlo Giorgetti, è infatti diventato sempre più impervio.

L’amministratore delegato Andrea Orcel, mentre illustra al mercato la trimestrale “migliore della storia della banca”, continua a trincerarsi dietro al fatto che Unicredit farà shopping solo se questo creerà valore per gli azionisti. Tradotto se ci saranno le condizioni per aumentare ancora profitti e dividendi. Altrimenti il gruppo andrà avanti da sola.

Ma già si intravede una crepa nella (prima granitica) convinzione di espugnare la ex Popolare di Milano. Orcel ha infatti spiegato che la banca, dopo aver incontrato l’esecutivo, sta per avviare una serie di colloqui tecnici con il ministero dell’Economia per circoscrivere con precisione le prescrizioni del Golden power.

Il primo vertice potrebbe cadere già in settimana, forse giovedì 15 maggio. Questo offrirebbe a Orcel una buona occasione per maturare una decisione definitiva e comunicarla al mercato con ottima scelta di tempo, perchè terrebbe conto dell’avvenuto confronto con le istituzioni.

Di certo il governo chiede a Unicredit:

  1. di uscire dalla Russia entro il gennaio del prossimo anno. La banca vorrebbe però maggiore agio sia nella speranza di una risoluzione del conflitto ucraino sia per evitare dolorose minusvalenze;
  2. di concedere prestiti in rapporto ai depositi almeno pari a quelli ora erogati dal Banco Bpm di Giuseppe Castagna, ma Unicredit chiede libertà di movimento.
  3. di confermare l’impegno dei fondi di Anima su Bot e Btp.

A questo va aggiunto che Banco Bpm ha sfoderato una trimestrale da record, salendo in Borsa. Pertanto l’offerta di Unicredit, essendo una Offerta pubblica di scambio (cioè è tutta in azioni) è a ulteriore sconto. In sostanza avrebbe bisogno di un rilancio in denaro.

A Unicredit i soldi di certo non mancano e ha una ricca plusvalenza anche sul pacchetto di Commerzbank, ma Orcel ha ribadito più volte che procede unicamente se crea valore. Resta da capire come la partita del Banco Bpm si incrocerà con quella delle Generali.  Unicredit dichiara allo stato attuale di possedere una quota del 6,5% nel Leone. Partecipazione che allo stato attuale Orcel definisce essere “finanziaria”.

Leggi anche: Mediobanca spariglia le carte e compra Banca Generali.

A sostenere i conti di Unicredit nel primo trimestre dell’anno sono stati insieme il margine di interesse, che però ha dovuto fare i conti con il taglio dei tassi da parte della Bce, e dal balzo delle commissioni che sono cresciute dell’8,2% a 2,3 miliardi.

Unicredit a segnato in Borsa il suo massimo storico, e l’istituto ha superato seppur solo di misura Intesa Sanpaolo per capitalizzazione. Si tratta però di poche centinaia di milioni di vantaggio, vedremo se la classifica si ribalterà ancora nei prossimi giorni a favore del gruppo guidato da Carlo Messina, che è da sempre la prima banca del Paese. E l’unica davvero di sistema.

Nel frattempo, la Bce entra di forza in un’altra mano del risiko bancario, quella che vede Bper scalare Popolare di Sondrio. Secondo Francoforte c’è qualcosa che non va nei prestiti dell’istituto valtellinese tacciato di avere “grave carenze di governance” che ricadono sulla gestione dei rischi.

In sostanza, stando alle regole della Bce e alle svalutazioni già apportate, in pancia alla Popolare di Sondrio ci sarebbero 219 milioni che sarebbero stati da classificare non come “in bonis” ma come probabili crediti deteriorati. I prestiti sarebbero concentrati su 33 creditori.

La banca dissente, rimarcando che adeguarsi alle richieste di Francoforte cambierebbe poco o nulla del proprio conto economico. Aggiunge che, nella sua ultima ispezione, la Bce aveva chiesto di riclassificare 158 milioni lordi su 27 debitori. In ogni caso la Popolare di Sondrio precisa di aver già provveduto e che il problema sarà risolto nei tempi concordati con la Vigilanza.

Certo è che per Popolare Sondrio, a livello politico diventa ancora più arduo chiudere la porta in faccia a Bper, che è già il suo primo socio, e restare indipendente come vorrebbe la sua storia.

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