Le Elezioni Comunali del 2025, che interessano 117 comuni in Regioni a statuto ordinario e 9 in Sicilia, hanno registrato un calo dell’affluenza al voto alla fine della prima giornata, domenica 25 maggio. Alle ore 23, infatti, solo il 43,85% degli aventi diritto si era recato alle urne, rispetto al 49,52% della tornata precedente. A Genova, l’affluenza è scesa al 39,15% (contro il 44,17% dell’ultima volta), mentre Taranto ha segnato un crollo a 44,49% rispetto al 52,28%. Restano sopra il 50% solo alcune aree, come Matera (50,17%). A Ravenna, invece, i votanti si sono fermati al 37,92% contro il 41,40% delle precedenti amministrative.
Genova, competizione accesa tra Salis e Piciocchi
La sfida a Genova vede Silvia Salis, sostenuta dal “campo largo” progressista (Pd, M5s e altri), fronteggiare Pietro Piciocchi, ex vicesindaco appoggiato dal centrodestra. La città, unica metropoli in Liguria al voto, registra una marcata diminuzione di partecipazione rispetto alle elezioni del 2021. Questi numeri riflettono una situazione complicata per entrambe le coalizioni, che puntano a stabilire equilibri decisivi a livello locale e regionale.
A Taranto e Matera coalizioni frammentate
A Taranto, la frammentazione politica è evidente. Il centrosinistra, rappresentato da Piero Bittetti, deve fare i conti con un Movimento Cinque Stelle indipendente, che sostiene Annagrazia Angolano. Anche nel centrodestra ci sono divisioni: Forza Italia e FdI supportano Luca Lazzaro, mentre la Lega appoggia Francesco Tacente. A Matera la competizione si svolge in un quadro simile, con il sindaco uscente Domenico Bennardi sostenuto dal M5s e Vincenzo Santochirico appoggiato da Pd e Avs. Il centrodestra si presenta unito con Antonio Nicoletti.
Ravenna, una roccaforte progressista?
Nella storica città rossa di Ravenna, chiamata alle urne dopo che Michele De Pascale è stato eletto presidente della Regione Emilia Romagna, il favorito Alessandro Barattoni, del Partito Democratico, sfida un centrodestra diviso. Nicola Grandi è sostenuto da FdI e Forza Italia, mentre Alvaro Ancisi ha l’appoggio della Lega. Tra i candidati emergono anche figure di liste civiche e della sinistra extraparlamentare, come Marisa Iannucci.
Il contesto siciliano
In Sicilia, si vota in nove comuni commissariati, tra cui Palagonia e Castiglione di Sicilia, dove lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose ha portato a un intervento delle autorità. Altri centri come Prizzi e Solarino devono ripristinare governi locali dopo lunghi periodi di commissariamento. L’affluenza complessiva nella Regione si attesta al 46,36%.
Cosa aspettarsi dopo la chiusura delle urne
Dopo la chiusura dei seggi lunedì 26 maggio alle ore 15, inizierà lo spoglio delle schede. I primi exit poll e le proiezioni saranno divulgati subito dopo. Ci vorranno invece ore per conoscere i risultati definitivi, fondamentali per capire se si andrà ai ballottaggi nei 31 comuni superiori.
Conclusione del primo turno
Se nessun candidato sindaco supererà il 50% dei voti nei comuni con più di 15mila abitanti, i cittadini saranno chiamati a votare nuovamente l’8 e il 9 giugno per i ballottaggi, gli stessi giorni in cui si terranno anche i cinque referendum abrogativi su tematiche legate a lavoro e cittadinanza. Intanto, i risultati di queste amministrative rappresentano un primo test elettorale importante per gli equilibri politici del Paese nel 2025.


