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Energia, cosa nasconde l’asse Macron-Maduro

Ogni giorno uno sguardo esclusivo sul mondo sudamericano

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Venezuela e Francia rafforzano la loro cooperazione bilaterale in materia di antidroga

Il Sovrintendente nazionale antidroga (Sunad) della dittatura, Richard López Vargas, dopo essersi incontrato con il procuratore generale della Repubblica francese in Martinica, Clarisse Taron e altri funzionari di Macron, ha espresso “piena soddisfazione per l’accordo tra funzionari venezuelani e francesi a favore della lotta alla droga, Insomma l’asse Maduro-Macron oltre che sull’ambiente si rafforza anche sulla “lotta contro la droga”.

COP27: I 10 comandamenti di Petro per salvare il pianeta dall'”inferno” del cambiamento climatico

Petro, un ex membro della guerriglia marxista M19, sta conducendo una feroce campagna contro i combustibili fossili, definendoli “più velenosi” per l’umanità della cocaina ed offrendo un’appassionata difesa della droga durante il suo primo discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre. La sua feroce condanna dei combustibili fossili attraverso il suo discorso di ieri alla COP27 è una continuazione della crociata di Petro contro carbone, petrolio, gas naturale e altre fonti di combustibile. “La scienza ha parlato. La crisi climatica è il problema principale dell’umanità, può e ha il potenziale per porre fine alla vita sul pianeta e all’esistenza della specie umana”, ha detto ieri Petro in Egitto, aggiungendo che “il tempo è scaduto” per combattere il cambiamento climatico. Poi Petro, a nome della Colombia, ha presentato un elenco di “dieci comandamenti” che, secondo lui, “salveranno la vita del pianeta ed eviteranno l’estinzione della specie umana”. Ecco gli otto principali:

1. “La decarbonizzazione è un vero e profondo cambiamento nel sistema economico dominante. È l’ora dell’umanità e non dei mercati”

2. “Il mercato non è il principale meccanismo per superare la crisi climatica. È il mercato e l’accumulazione di capitale che lo hanno prodotto e non saranno mai il suo rimedio”

3. “È solo la pianificazione multilaterale pubblica e globale che ci consente di passare a un’economia globale decarbonizzata. Le Nazioni Unite devono essere la scena di tale pianificazione”

4. “La crisi climatica può essere superata solo se smettiamo di consumare idrocarburi. È tempo di svalutare l’economia degli idrocarburi con date definite per la sua fine e di valutare i rami dell’economia decarbonizzata. La soluzione è un mondo senza petrolio e senza carbone”

5. “Le banche private e multilaterali del mondo devono smettere di finanziare l’economia degli idrocarburi”.

6. Ïl Fondo Monetario Internazionale deve avviare un programma di scambio del debito con investimenti nell’adattamento e nella mitigazione del cambiamento climatico in tutti i paesi in via di sviluppo del mondo”.

7. “Salvare la foresta pluviale amazzonica”. (Le proposte di Petro per “salvare” la foresta pluviale amazzonica sono state sostenute dal dittatore venezuelano Maduro).

8. “Abbiamo bisogno che molti dei paesi poveri, tutti i paesi in via di sviluppo, siano liberati dal pagamento del debito, in modo che i soldi che oggi vanno al settore finanziario, vadano verso l’azione per il clima”

Colombia: 35 omicidi di leader sociali nei primi tre mesi di mandato di Petro

Gustavo Petro è entrato in carica come presidente il 7 agosto e da allora 35 difensori dei diritti umani sono stati assassinati, ha denunciato ieri il direttore associato di Human Rights Watch per le Americhe, Juan Pappier. L’investigatore dell’Ong ha riferito che durante questo periodo “abbiamo documentato 35 omicidi di difensori dei diritti umani e leader sociali nei primi tre mesi del governo Petro in Colombia”. Il dipartimento più violento contro i leader sociali è quello di Nariño, dove sono stati denunciati otto omicidi, seguito da Putumayo con 4 e Cauca con 3.

COP27/2 Guaidó: Maduro il cinico che partecipa al vertice sul clima

Il leader dell’opposizione ha definito il dittatore Maduro come un cinico essendo il responsabile di uno dei più gravi ecocidi del pianeta nell’Amazzonia venezuelana. Guaidó ha esortato i venezuelani e la comunità internazionale a conoscere i dettagli dell’ecocidio perpetrato dalla dittatura di Maduro attraverso il documentario SOS Orinoco, che mostra la distruzione ambientale generata dal regime di Maduro, che contribuisce anche al finanziamento del terrorismo, allo sfollamento di gruppi etnici indigeni e tratta di esseri umani, come denunciato da organizzazioni non governative e politici di opposizione.

L’ambasciatore colombiano di Petro a Caracas insulta Guaidó, ”un coglione”

E per non farsi mancare nulla ieri l’ambasciatore colombiano in Venezuela, l’italo-colombiano Armando Benedetti, ha insultato il leader dell’opposizione, Juan Guaidó, definendolo “güevón” e “pendejo”, ovvero “coglione e idiota” in un’intervista al sito online Effetto Cocuyo. Benedetti ha ribadito il suo disprezzo per Guaidó affermando che “non è nessuno” (stessa frase di Lula), nonostante sia stato presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana e il governo colombiano lo abbia riconosciuto presidente ad interim tra febbraio 2019 e agosto 2022. “Mi è sempre sembrato uno stronzo. Non ora, ma da quando ero senatore”, ha insistito l’ambasciatore Benedetti che già a settembre aveva attaccato l’opposizione venezuelana su Twitter “sono dei pagliacci”.

COP27/3: Petro e Maduro chiedono una grande alleanza per salvare l’Amazzonia

Si sono incontrati ieri e hanno stretto un accordo per “salvare le foreste”. “Siamo determinati a rivitalizzare la foresta amazzonica”, per “dare all’umanità un’importante vittoria nella lotta contro il cambiamento climatico”, ha detto Petro al vertice sul clima. “Se noi sudamericani abbiamo una responsabilità, è quella di fermare la distruzione dell’Amazzonia e avviare un processo di recupero coordinato, efficiente e consapevole”, ha detto Maduro.

COP27/4: Macron e Kerry riabilitano Maduro

Sono finiti i giorni in cui Emmanuel Macron e altri leader europei ricevevano Juan Guaidó, presidente ad interim del Venezuela, nei loro uffici presidenziali. Il nuovo scenario in America Latina, con la vittoria della sinistra nei governi dei grandi Paesi della regione, dal Messico alla Colombia, dal Brasile al Cile passando per l’Argentina, ora rilancia Maduro sulla scena internazionale dopo un periodo di isolamento dovuto alla deriva autoritaria del suo governo e alle accuse di brogli elettorali per impedire la vittoria dell’opposizione. Lo si è visto bene al vertice sul clima COP27 in Egitto, dove il leader venezuelano ha avuto un colloquio con il presidente francese con Macron che ha espresso il desiderio di “iniziare un lavoro bilaterale utile per il Paese e la regione” e ha fatto riferimento all’avanzata della sinistra in America Latina dopo le vittorie di Gustavo Petro in Colombia e di Lula da Silva in Brasile.

Il continente “si sta unendo”, ha detto Macron a Maduro, che ha risposto al suo interlocutore affermando che “la Francia deve giocare un ruolo positivo”. Macron è disposto a lavorare “a stretto contatto” con Maduro per diversificare le fonti energetiche e contare sulle forniture dal Venezuela e dall’Iran. Degna di nota anche la calorosa stretta di mano di John Kerry con Maduro che, poco prima del voto di ieri negli Usa, non è stata “non pianificata”, ha detto il Dipartimento di Stato Usa, in un comunicato. Ma i fatti dicono altro, come ben descritto dal Financial Times, ovvero che dopo le midterms Biden scaricherà Guaido1 per riconoscere Maduro e togliere tutte le sanzioni alla dittatura.

Perù: chiesti 35 anni di carcere per l’ex presidente Toledo nell’ambito della corruzione Odebrecht (Lava Jato di Lula, tangenti miliardarie)

Toledo è accusata collusione e riciclaggio di denaro. Sull’ex presidente peruviano pesano già due accuse: una di 20 anni e 6 mesi e l’altra di 16 anni e 8 mesi di reclusione. Il Perù ha chiesto agli Stati Uniti l’estradizione dell’ex presidente peruviano per rispondere delle accuse a lui attribuite nell’ambito di questi due casi. Per ora però Washington ha sequestrato i passaporti diplomatici di Toledo e di sua moglie per evitare la loro fuga ma non ha estradato Toledo.

Paolo Manzo, 10 novembre 2022

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