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La crisi energetica

Energia, l’ideona del ministro francese per risparmiare

Sempre più surreali le soluzioni dei leader Ue alla crisi energetica

Bruno Le Maire

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Nel corso di questi ultimi mesi, a partire dall’aggressione russa all’Ucraina, l’Unione Europea non solo si è dimostrata inerte nell’adottare misure rapide, efficaci, rilevanti, per contenere il dilagare della crisi energetica – si pensi, per esempio, all’eterno balletto sul price cap – ma anche totalmente distaccata dalla realtà, dalle difficoltà concrete dei cittadini.

In situazioni di puro stato d’allarme, la pre-condizione necessaria per un governo, o per una comunità di Stati, dovrebbe essere quella di creare un livello di fiducia minima, affinché proposte ed opinioni possano essere ascoltate. Eppure, dinanzi all’impennare dell’inflazione, dei prezzi delle bollette, di un conseguente rischio di razionamenti energetici, i leader europei se ne sono usciti con dichiarazioni al limite della realtà.

Quest’estate, il premier Mario Draghi, per esempio, liquidò le problematiche in questione con la celeberrima frase: “Preferite la guerra o il condizionatore acceso?”. La commissaria Ue Vestager spronò i ragazzi a farsi meno docce, affinché non ci fossero troppi sprechi d’acqua. Oggi, è arrivato il momento del ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire: “Non mi vedrete più con indosso la cravatta, ma con un dolcevita a collo alto”. E voi penserete ad una questione di stile, di look, di preferenze vestiarie. Invece no, il motivo? “Ci consentirà di risparmiare energia, di dar prova di sobrietà”. E conclude: “Il calorifero del ministero dell’Economia, a Parigi, resterà spento almeno fino a quando il termometro non passerà al di sotto dei 19 gradi”.

Ma non finisce qui. L’ormai famosa premier Borne – esatto, quella che dovrà vigilare sul diritto all’aborto in Italia, dopo l’ascesa di Giorgia Meloni – si è presentata in conferenza con una felpa di pile, a collo alto, inneggiando la famosa “sobrietà energetica”, quella che dovrebbe sconfiggere Putin e salvare il continente dalle sanzioni che noi stessi abbiamo deciso di applicare. Per di più, il deputato di sinistra, Gilles Le Gendre, sostiene ormai da tempo di non utilizzare più l’asciugatrice per un solo stendino. Ed ecco che si completa la grande strategia per abbattere il Cremlino.

Ora, i cittadini europei, dinanzi a queste uscite pubbliche, dovrebbero sentirsi rassicurati? Si trasmette la sensazione di avere un Piano B, una soluzione di breve termine, una strategia coordinata a livello comunitario, oppure sa di presa in giro nei confronti della popolazione? Noi, dal lato della nostra estrema umiltà, propenderemo verso la seconda soluzione.

Matteo Milanesi, 29 settembre 2022