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Eutanasia? La sinistra l’ha trasformata in morte di Stato - Seconda parte

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Per questo, anche chi non è cattolico o credente dovrebbe oggi opporsi alle leggi biopolitiche, in cui inserisco anche quella della soi disant dolce morte: proprio in nome della libertà. Non vogliamo far finire le nostre vite nelle mani di un magistrato, di un oscuro burocrate, di un medico magari costretto a firmare il via libera al “si uccida”. Mentre  bisognerebbe lottare perché questi problemi siano il più possibile risolti all’interno di una comunità ristretta, tra medico e parenti o malati stessi, come appunto secondo Cofrancesco si faceva ai tempi della Dc.

Nel momento in cui la sinistra però, alla ricerca di nuove ideologie (non può vivere senza) ha cavalcato l’eutanasia,  trasformandola in un tema fondante e identitario, assieme all’aborto, alla maternità surrogata e all’utero in affitto, in nome di un’idea di progresso stolida e fanatica, povera e volgare secolarizzazione della teodicea agostiniana, noi non possiamo che opporci.

Marco Gervasoni, 4 ottobre 2019

Lo Stato non s’impicci di come voglio vivere, o morire