Il caso della “famiglia nel bosco” di Palmoli tiene banco in Italia. Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto l’allontanamento della madre, Catherine Birmingham, dalla casa famiglia di Vasto, dove viveva con i tre figli. Dal 20 novembre 2025, i minori erano stati collocati in questa struttura protetta, dopo il trasferimento dal casolare nei boschi abruzzesi in cui abitavano. Il provvedimento include anche il loro imminente trasferimento in un’altra struttura.
Catherine, definita dai giudici come un elemento “ostile” al lavoro degli operatori sociali, è stata estromessa definitivamente. Il 6 marzo 2026, la sua uscita dalla struttura è stata descritta come una scena dolorosa: la donna è apparsa sconvolta, mentre uno dei bambini si aggrappava a lei in lacrime. La madre ora può comunicare con i figli soltanto tramite videochiamate, un’esperienza che la sorella Rachel ha definito “straziante”.
Lo spettro dell’adozione e il rischio dei traumi
Secondo Tonino Cantelmi, psichiatra e perito di parte della famiglia, il provvedimento rappresenta una “strada sbagliata e pericolosa” che potrebbe condurre i bambini verso l’adozione. Cantelmi ha sottolineato che staccare i piccoli dalla figura materna in modo così drastico potrebbe provocare danni psicologici significativi, tra cui ansia e regressioni emotive. Ha suggerito come alternativa un percorso di riunificazione familiare, accompagnato da un monitoraggio costante da parte dei servizi sociosanitari.
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La Garante regionale per l’infanzia dell’Abruzzo, Alessandra De Febis, si è recata nella struttura protetta il 7 marzo 2026. Ha riconosciuto il clima di tensione mediatica e ha richiesto che i bambini non siano trasferiti altrove per evitare ulteriori disagi. Ha anche riferito la necessità di tutelare gli altri minori ospitati nella casa famiglia.
La possibilità di affidamento esclusivo al padre
Il Tribunale sta valutando l’ipotesi di affidare la custodia dei tre minori esclusivamente al padre, Nathan Trevallion. Secondo le relazioni degli assistenti sociali, Nathan si è mostrato più disponibile e collaborativo rispetto a Catherine. Un esempio riferito dai giudici è la somministrazione dei vaccini, avvenuta il 14 gennaio 2026, grazie al suo supporto nonostante la contrarietà iniziale della madre. Tuttavia, Nathan può attualmente vedere i figli solo durante visite e incontri protetti nella struttura di Vasto.
Meloni manda gli ispettori
La vicenda ha generato un acceso dibattito politico. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso indignazione per le decisioni prese, ritenendo che danneggino ulteriormente i bambini. Durante un intervento televisivo, ha dichiarato: “Non si può togliere ai genitori i figli per motivi ideologici”. La premier ha inoltre annunciato l’invio di ispettori ministeriali al Tribunale dei Minorenni per verificare la gestione del caso, ritenendo le misure adottate eccessive.
Nel frattempo, Matteo Salvini, ministro e vicepresidente del Consiglio, ha dichiarato che visiterà personalmente Palmoli per comprendere meglio la situazione. Ha definito il trattamento riservato ai bambini una forma di “violenza istituzionalizzata”.
Il ricorso dei legali
La vicenda ha spinto numerose persone a manifestare solidarietà alla famiglia. Davanti alla casa famiglia di Vasto si sono tenute manifestazioni con fiaccolate, striscioni e peluche lasciati ai cancelli. Nel frattempo, i legali di Catherine e Nathan hanno presentato il 9 marzo 2026 un reclamo alla Corte d’Appello dell’Aquila, chiedendo la sospensione del provvedimento e il ricongiungimento famigliare. Hanno criticato la decisione come destabilizzante per i bambini e basata su motivazioni non attendibili.
La risoluzione del Tribunale sarà cruciale per il futuro della famiglia e per un possibile rientro dei bambini nella cerchia familiare, oppure per un percorso che potrebbe portare all’adozione.
Franco Lodige, 9 marzo 2026
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