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Fanpage-Fidanza, il mondo capovolto della “legalità”

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Che cosa faccia un giornalista sotto copertura che svolge la funzione di agente provocatore lo ha detto già Nicola: architetta un tranello e se il malcapitato ci casca, il giornalista gira tutto alla procura. Si tratta di un modo di svolgere la professione di giornalista scorretto e molto, molto discutibile. Ma dietro questo modo scorretto di comportarsi c’è un modo addirittura perverso di pensare e di concepire la vita civile, ossia il rapporto tra lo Stato e il cittadino.

Una volta le cose funzionavano in questo modo: c’era un fatto, si verificava se era un reato, si individuava il colpevole. Oggi invece prima si individua il colpevole, poi si sceglie il reato, poi si crea il fatto. È il mondo capovolto. Lo chiamano “controllo di legalità”. Ed è uno stato mentale di polizia, che prefigura lo Stato di polizia in cui vorrebbero farci precipitare e vivere. In fondo, poco ci manca.

È il convincimento, aberrante, che il diritto penale sia una sorta di diritto penale totale. E che comprenda in sé il diritto pubblico, la coscienza morale e la sicurezza. Al confronto di questo modo di concepire lo Stato, che di liberale e di diritto non ha più nulla, lo Stato etico era né più né meno che una delicatissima margheritina di campo.

Giancristiano Desiderio, 3 ottobre 2021