La sinistra è divisa su tutto, lo sappiamo. Basti pensare ai referendum, una Caporetto da ogni punto di vista: sia per quanto riguarda i numeri, sia per le divisioni sui vari quesiti. L’opposizione è spaccata, è lapalissiano, anche se prova in tutti i modi a parlare di unità per impensierire il governo guidato da Giorgia Meloni, che dopo tre anni a Palazzo Chigi non ha perso nemmeno un elettore. Ma il primo ministro forse dovrà fare i conti con il ritorno di fiamma dei compagni: sì, perché finalmente Pd e soci potrebbero aver trovato un tema per cui unirsi. Stiamo parlando del Gay Pride di Budapest.
I diritti Lgbt sono la priorità del Pd, ma non solo. Anche Movimento 5 Stelle, alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva, Azione e +Europa sembrano intenzionati a fare partire la riscossa dal mondo arcobaleno. Elly Schlein, con una frase mielosa come “l’amore non si cancella per legge”, ha ufficializzato la sua partecipazione al Pride in Ungheria in programma il 28 giugno. Ma la segretaria piddina non sarà da sola: le delegazioni degli altri partiti di sinistra faranno parte della comitiva pronta a sfidare il governo di Viktor Orban.
“Dobbiamo stare al loro fianco, perché non si può cancellare l’amore per decreto e per legge, non si può cancellare la diversità per legge, quindi credo che sia giusto esserci e portare il nostro supporto e la solidarietà” le parole della Schlein dal palco di “La Repubblica delle idee” a Bologna. Accompagnata dall’onnipresente Alessandro Zan, la Schlein potrà contare sul sostegno del seguente elenco di opposizione: per il M5s la senatrice Alessandra Maiorino e l’eurodeputata Carolina Morace; per Azione Carlo Calenda che ha dichiarato una delegazioni di una quarantina di persone; il segretario di +Europa, Riccardo Magi; Ivan Scalfarotto, con una delegazione dei renziani; esponenti di Avs non meglio precisati.
Leggi anche:
Attenzione, tra gli esponenti di Avs non figurerà sicuramente Ilaria Salis. L’attivista di estrema sinistra aveva annunciato la sua presenza a Budapest per il Gay Pride, ma evidentemente ha dato priorità alla sua libertà. Sì, perché in Ungheria rischia ventiquattro anni di carcere. Ecco le sue parole alla Stampa: “L’Europa deve decidere se stare dalla parte dello stato di diritto o dalla parte dell’autoritarismo. Se la commissione il 24 giugno, e poi la plenaria i primi di luglio, dovessero votare per la revoca si riaprirebbe il processo a mio carico in Ungheria. Da Budapest potrebbe venire emesso un mandato di cattura e potrei essere arrestata in Italia o a Bruxelles, mentre sono al lavoro”.
Non sappiamo se la battaglia Lgbt porterà nuove energie a questa sinistra priva di idee. Lottare per un ideale è sempre importante, qui non si discute la natura della lotta, ci mancherebbe. Il problema è un altro: ad eccezione del Gay Pride di Budapest, questi partiti hanno idee diverse su tutto, dalla politica estera all’economia, passando per l’educazione e l’Europa. La marcia dell’orgoglio arcobaleno potrà sanare queste differenze? La risposta è piuttosto semplice, con buona pace dei sognatori e di chi continua a giocare al totoministri…
Franco Lodige, 14 giugno 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi seguire Nicolaporro.it su Google visitando questa pagina e cliccando ‘Segui su Google“
Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI



