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Fincantieri apre nuove rotte nella sostenibilità in mare

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Oggi il gas naturale liquefatto per tagliare le emissioni, domani sempre più celle a combustibile, batterie al litio e idrogeno: il neo amministratore delegato Pierroberto Folgiero guida Fincantieri, insieme al presidente generale Claudio Graziano, nella transizione green, aprendo nuove rotte per la lotta climatica nel settore della navigazione, anche nell’industria delle crociere. Nel cantiere di Monfalcone, Fincantieri infatti è da poco iniziata la costruzione di una nave di nuova concezione per il gruppo Tui Cruises, che sarà spinta da propulsori a Lng, acronimo inglese di gas naturale liquefatto. L’ordine complessivo prevede due giganti del mare da circa 160.000 tonnellate di stazza lorda, da consegnare nel 2024 e 2026.

Una fase della lavorazione, con il taglio della lamiera destinata alla costruzione dell’innovativa nave di Tui Cruises, nel sito Fincantieri di San Giorgio di Nogaro (Udine), dove ha sede Centro Servizi Navali

 

La sostenibilità al centro della nave

L’intera progettazione della nave poggia su un prototipo sviluppato da Fincantieri per TUI Cruises, che già solca i mari con una delle flotte più avanzate sotto il profilo ecologico. La commessa è un’altra dimostrazione della leadership tecnologica di Fincantieri, che ha il suo cuore a Trieste e in oltre 230 anni di storia ha costruito più di 7.000 navi, che rappresentano un riferimento tecnologico a livello mondiale. Si tratta di imbarcazioni sempre più simili a città galleggianti, iperconnesse, energeticamente autosufficienti, più leggere, capaci di riciclare fino al 90% dei rifiuti prodotti e appunto a propellente “verde” o ibrido. Allo stato attuale Fincantieri è già in grado di recuperare termicamente fino al 20% dell’energia contenuta nel combustibile, livello che aumenta ancora grazie ad alcuni interventi sugli impianti non propulsivi di bordo: per esempio, su una nave da circa 130.000 tonnellate si riescono a ridurre fino a 1.200 tonnellate di combustile all’anno, pari al 7% dei consumi complessivi. Ma è l’intero processo produttivo di Fincantieri a essere pensato per minimizzare l’impatto ambientate della nave durante tutto il ciclo di vita.

 

Gas liquefatto e zero emissioni in porto

Il presente di Fincantieri, dal punto di vista del taglio delle emissioni, vede la progressiva sostituzione sulle navi dei combustibili tradizionali con il gas naturale liquefatto. In ogni caso, tutti i motori diesel sono di ultima generazione e abbinati a sistemi di depurazione dei fumi. Il futuro è invece proiettato sulle “fuel cell” e sulle batterie al litio. Le fuel cell sono dispositivi che generano energia elettrica e calore combinando un combustibile (idrogeno, metanolo o metano) e un comburente (ossigeno) in assenza di combustione. In questo modo non sono di fatto prodotte sostanze inquinanti. Si tratta di una tecnologia di derivazione spaziale, che Fincantieri sta ora testando per ricavarne la potenza necessaria ad alimentare una grande nave: da 40 a 80 megawatt nel caso di una imbarcazione da crociera. Le batterie a litio, oltre ad alimentare le navi che coprono brevi distanze, potranno invece contribuire ad azzerare le emissioni in porto. Allo stesso scopo punta il cold ironing, cioè la progressiva elettrificazione delle banchine così da trasmettere energia elettrica a bordo direttamente da terra. Questo permette di spegnere i motori navali durante l’ormeggio, con un beneficio sia in termini di C02 sia di inquinamento acustico.

 

Il generale Claudio Graziano, presidente di Fincantieri e l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero

 

L’idrogeno di Zeus

In un futuro più lontano sarà invece probabilmente l’impiego dell’idrogeno o forse dell’ammoniaca ad azzerare le emissioni del trasporto marittimo. Su questo fronte, fiore all’occhiello di Fincantieri è il laboratorio galleggiante Zeus, realizzato in collaborazione con il Cnr, le università di Genova, Napoli e Palermo e con il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico: Zeus,  acronimo di “Zero Emission Ultimate Ship”, è una unità navale sperimentale di 25,6 metri alimentata a idrogeno tramite fuel cell e dotata di una batteria a ioni di litio per la navigazione in mare. Prima nel suo genere al mondo aiuterà Fincantieri a realizzare la prima nave da crociera al mondo alimentata a idrogeno: un obiettivo, quest’ultimo, oggetto di un memorandum con Msc e Snam per valutarne la fattibilità.

 

Una normativa sempre più severa

Lo sforzo di Fincantieri si inquadra in una cornice normativa sempre più stringente che sta cambiando il settore della navigazione. L’International Maritime Organization, che in campo navale sovrintende ai regolamenti in tema di sicurezza e ambiente, ha infatti imposto degli obiettivi di riduzione dell’intensità media di CO2, per tonnellata-miglio del 40% entro il 2030 e di riduzione delle emissioni totali annue di gas a effetto serra di almeno il 50% entro il 2050, anno in cui l’Europa alza l’asticella della sfida fino alla neutralità climatica.

 

Il sito Fincantieri a Monfalcone

 

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