Esteri

Flotilla, ovunque vada le piglia. Ma questo loro comunicato è devastante

I flotillanti a forza di provocare hanno rotto i corbezzoli a tutti. E ora frignano formulando accuse incredibili

Bilbao, Global Sumud Flotilla
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Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor. L’invasore siete voi Islam di conquista, voi stragisti modenesi, voi Pd di sostegno, voi Flotilla presa a calci nel culo globalmente. E la Flotilla che fa? Un comunicato allucinatorio per dire che è colpa di Israele che esporta i metodi terroristici. Forse è vero che il comunismo rende pazzi, che lo sforzo perenne per adeguare un’ideologia irreale, folle, alla realtà genera psicosi, la paranoia per eccesso di tattica, l’alienazione congenita di chi pensa d’esser più furbo di tutti. Chiamala falsa coscienza, dissonanza cognitiva se vuoi fare il fine, chiamala demenza o semplicemente malafede, farabuttaggine ma non se ne esce, il comunista mente come respira, mente perché è comunista, perché non può farne a meno, un comunista che non mente non si dà in natura e neanche in istoria, nel materialismo dialettico che è tutta una menzogna.

“L’aggressione ai danni dei sopravvissuti alla flottiglia all’aeroporto di Bilbao, dopo le orribili violenze fisiche subite per mano dell’iOF, mette in luce il modello di brutalità esportato da Israele”. Sopravvissuti? A cosa? Alla traversata? Le orribili violenze? Chi, voi? Non gli ebrei del 7 ottobre, non la popolazione di Gaza maciullata (e demenzialmente riconoscente) da 20 anni dai vostri proxy? Ma andate a cagare, dai. Ecco perché li pestano come la canapa, per quell’impasto di invenzioni, di vanità, di ambiguità inconcludente, di simpatetismo indecente. Si paragonano agli ostaggi del 7 ottobre, in un modo che giustifica ampiamente le legnate prese e quelle non prese, millantano di massacri, di occhi neri che nessuno ha visto, si definiscono sopravvissuti: circola per i social il video di una più morta che viva, col collare, gli occhi di fuori, ma perfettamente truccata, che dopo mezz’ora saltella piena d’energia inneggiando ad Hamas coi labbroni turgidi: ma che, sulla Flotilla imbarcano pure i chirurghi plastici? Ma perché invece non ci parlate dei vostri presunti rapporti con Hamas, con chi vi finanzia (un pezzo è uscito su questa testata poche ore fa: niente da dire, compagni?).

Le capriole verbali per giustificare un regime considerato amico, quello del comunista Sanchez, sono penose: “Quanto accaduto all’aeroporto di Bilbao non è un caso isolato di cattiva gestione da parte della polizia locale; è una dimostrazione agghiacciante di repressione globale interconnessa. Così come il regime israeliano ha esteso la sua illegalità contro il popolo palestinese alle acque internazionali, intercettando, rapendo e terrorizzando illegalmente attivisti civili in alto mare, ha di fatto esportato la sua violenza strutturale direttamente nel cuore dei Paesi Baschi. È di dominio pubblico che l’Ertzaintza abbia mantenuto nel tempo stretti legami, contratti commerciali e programmi di addestramento tattico con società di sicurezza private israeliane, tra cui Guardian Defense & Homeland Security e ISDS, entità guidate da ex militari e agenti dei servizi segreti israeliani”.

Praticamente difendono chi li pesta, col bla bla bla fumogeno. È di dominio pubblico che a pestarli sono stati i compagni baschi, e lo hanno fatto perché indotti: si diceva poco sopra dei comunisti che mentono come respirano e anche in apnea, ebbene le cose non sono andate come riferiscono questi, “Quando un familiare, in ansiosa attesa nel terminal degli arrivi, ha tentato di oltrepassare una barriera per abbracciare i propri cari, l’Ertzaintza ha reagito improvvisamente e in modo scioccante con violenza. Quello che avrebbe dovuto essere un momento di sollievo e conforto familiare dopo un’esperienza così straziante è stato interrotto da un’ulteriore brutalità”. I filmati, se constatati nella loro completezza, mostrano altro, mostrano l’atteggiamento provocatorio di chi, in piena salute e senza un livido addosso, si comporta con l’arroganza di chi si percepisce Leonida tornato dalle Termopili, non rispetta nessuna fila, nessuna prescrizione, ignora ripetutamente la polizia, non accetta l’ordine imposto a tutti gli altri viaggiatori, vuol forzare i limiti, finché la sbirraglia si scatena.

La solita strategia fra megalomania e provocazione, e soliti calcoli sbagliati però: la verità è che c’è a questo punto un controllo diffuso, condiviso in tutta Europa, che dei vittimismi, delle lagne aggressive di questi perdigiorno non importa più niente a nessuno, destra o sinistra (fa eccezione l’Italia che li difende con accenti quasi isterici, spiegabili, forse, solo in prospettiva di prossime, stravaganti alleanze calate da chissà quale cielo): nessuno si fida di questi convogli pagati dai vari Soros, dal progressismo finanziario antioccidentale, dall’islamismo organizzato di penetrazione, sono faccette di provocatori con addosso il tanfo del sospetto: ma parlateci, vi prego, dei vostri presunti rapporti con Hamas, con chi vi finanzia, spiegateci come mai non trovate una parola non si dica per condannare l’atrocità estrema, fuori categoria, del 7 ottobre ma almeno le stragi in Europa.

Ed è palese, anche a un idiota o a un ipocrita senza vergogna, il filo rosso che corre tra il jihadismo importato dei marocchini emiliani o bergamaschi e quello locale di Gaza, di Teheran, uno stragismo a prato basso che induce gli islamici importanti ad esultare, “Parigi è nostra, Londra è presa, Roma è sulla lista”. “Modena è caduta” urlavano eccitati gli egizi e i tunisini coinvolti in una rissa omerica proprio sul luogo della strage. E il passaparola nelle moschee è altrettanto elettrico, eccitato e preoccupa i Servizi. Perché ad ogni strage interna cresce il livello di aggressività, cresce la certezza del successo finale che nel nome della jihad porta alla sharia definitiva. E questi naviganti affermano il terrorismo emulativo di fonte israeliana?

Sì, si può farneticare di repressione globale interconnessa, ma è solo l’ammissione di una insofferenza globale, di una preoccupazione globale che nessuno maschera più. I metodi spicci di Israele, cui dovremmo credere esclusivamente sulla parola di facce cialtronesche, hanno avuto l’effetto di sciogliere gli indugi, i ritegni in tutti i Paesi europei, dalla Spagna: oggi questi intriganti chiamati flotilleri, più inclini a certo patriarcato crocieristico che all’umanitarismo esotico, sono diffidati ovunque vadano: i loro capi e capetti trasudano sospetti, i testimonial alla Greta naufragano nel disprezzo. Facessero i comunicati che vogliono, la verità è che hanno fatto male i conti: a forza di provocare hanno rotto i coglioni a tutti e adesso ricevono quello che cercavano in una sovrabbondanza che non colpisce più nessuno, che non importa più a nessuno. Stavolta è andata male, malissimo a quel circolo organizzato che lega insieme islamismo invasivo, neomarxismo radicale, ambientalismo teppistico, gastronomismo alla carlin petrini, genderismo lunatico, climatismo vaneggiante, ecoterrorismo, inquinamento sanitario, vaccinismo stragistico, pedofilia d’èlite, maranzismo polverizzato, turismo filostragistico. A proposito, perché non ci parlate di Hamas, di chi vi finanzia?

Max Del Papa, 26 maggio 2026

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