Fincantieri vara la nave col “cervello”. La soluzione si chiama Navis Sapiens, “Nave Saggia” in latino, e promette di rivoluzionare il mondo della cantieristica. Si tratta, infatti, di un ecosistema digitale avanzato che, anche grazie all’intelligenza artificiale e ai big data, trasforma le navi in “unità cognitive”. Le rende appunto “sapienti”, capaci di “imparare” nuovi linguaggi e nuove funzionalità durante l’intero ciclo della loro vita, anche sfruttando tecnologie oggi ancora acerbe.
Navis Sapiens taglia consumi energetici e costi
Tutto questo ha un impatto determinate in termini ambientali, nella rotta di Fincantieri verso le “emissioni nette zero” tracciata dall’amministratore delegato Pierroberto Folgiero. Navis Sapiens impiega infatti soluzioni per ottimizzare i consumi energetici a bordo, nonché la gestione dei rifiuti e delle acque di zavorra. Navis Sapiens – che impiega piattaforme scalabili, componibili e aperte – rappresenta quindi una rivoluzione, perché una nave dotata di “cervello” è un prodotto che evolve, che sviluppa capacità aziendali sempre nuove o che possono essere installate e aggiornate a bordo nel corso degli anni. La nave diventa quindi un prodotto che non va più incontro alla obsolescenza digitale e che acquista valore anche nell’ottica di una migliore cybersecurity; questo consente al cliente di non dover continuare a investire per preservarne le capacità di partenza. Un bel vantaggio anche economico sul lungo termine se si guarda al cosiddetto “total cost of ownership”.
Fincantieri apripista nel nuovo paradigma delle navi
Navis Sapiens unisce infatti tecnologie avanzate – quali l’intelligenza artificiale e il machine learning, l’internet of things e il digital twin o l’automazione avanzata – per ottimizzare le prestazioni della nave in tempo reale, gestirne i sistemi di bordo e consentirne un monitoraggio predittivo, ottimizzare la manutenzione nonché ridurre il margine di errore umano e migliorare la gestione delle operazioni. Insomma, il gruppo guidato da Folgiero fa da apripista a una nuova generazione di navi. Il sistema si basa poi su piattaforme aperte che possono essere raggiunte e popolate dai soggetti coinvolti, favorendo così la comunicazione tra tutti gli stakeholder della nave, sia a bordo, migliorando l’esperienza dei passeggeri e degli equipaggi, sia a terra, coinvolgendo direttamente il porto di attracco, l’Autorità portuale, la catena di fornitura a terra e la rete commerciale di riferimento.
Con Accenture nasce Fincantieri Ingenium
Navis Sapiens si inserisce nel più ampio piano di trasformazione industriale del gruppo Fincantieri per rendere la cantieristica sempre più innovativa, sostenibile e competitiva a livello globale. Tanto che Fincantieri ha preso l’impegno di progettare, entro il 2035, la prima nave net zero. In tale percorso si inserisce l’accordo siglato con Accenture per la costituzione in joint-venture di Fincantieri Ingenium. La nuova società – partecipata al 70% da Fincantieri tramite Fincantieri NexTech e al 30% dal gruppo della consulenza – ha l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale nei settori crocieristico, della difesa e delle infrastrutture portuali, potenziando l’offerta di servizi e sistemi digitali basati sulle più moderne tecnologie. Fincantieri Ingenium rafforza la leadership tecnologica del gruppo e “rappresenta un passo strategico per accelerare la digitalizzazione del settore, facendo leva sull’intelligenza artificiale e sulle tecnologie più avanzate”, ha chiosato Folgiero. Con positive ricadute per l’intero ecosistema marittimo, proprio come sta accadendo con Navis Sapiens. In sintesi, le iniziative avviate da Fincantieri e quelle che saranno lanciate in futuro genereranno valore significativo sia per l’ecosistema marittimo nazionale sia per il Paese e avranno un impatto positivo per il clima su scala mondiale.

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