I sistemi di tracciamento automatico di cui dovrebbero disporre tutte le imbarcazioni (AIS) risultano spenti dal quarto giorno prima che le imbarcazioni e le navi della Gaza Sumud Flotilla entrassero in acque a rischio, quelle che in base alle decisioni della Commissione Palmer del 2011 e del Manuale di Sanremo, non possono essere considerate acque internazionali, e quindi non sottostanno alle regole delle acque internazionali stesse.
Ebbene, per quattro giorni le navi e le imbarcazioni della Flotilla 1 hanno navigato come fantasmi, rischiando potenzialmente di essere considerate e non solo dalla Marina israeliana, natanti ostili diretti verso una zona sottoposta a blocco navale e quindi a tutti gli effetti zona di guerra. 42 imbarcazioni che, dopo essere state dirottate nella base navale di Ashdod e in gran parte, pare, nel porto turistico a sud di Ashdod, a pochi chilometri a nord della Striscia di Gaza, sono considerate a tutti gli effetti res nullius o comunque imbarcazioni totalmente perse per i loro proprietari, tutt’oggi misteriosi, che le hanno messe a disposizione della “missione umanitaria” fornendo anche equipaggio e skipper professionali.
Bel danno. Anche senza possedere i dati sull’anzianità delle singole barche, sui loro nomi reali poi trasformati dalla flottiglia in nomi di battaglia che riecheggiano fatti e personaggi della storia palestinese, si può tentare un calcolo sommario: la maggioranza delle imbarcazioni era – secondo quanto riportato dagli organizzatori – di lunghezza compresa fra i 12/15 e i 20 metri, con alcun yacht di dimensioni maggiori.
Secondo nostre fonti (le stesse che per prime avevano appurato la pressoché totale assenza a bordo degli annunciati aiuti umanitari, per altro mai rivendicati dagli attivisti espulsi da Israele) le 42 barche che sono state intercettate dalla Marina israeliana, avrebbero consumato mediamente, nel corso della lunga crociera mediterranea, poco meno di 100.000 litri di gasolio a barca. Tenendosi bassi ciò si tradurrebbe in un costo medio di gasolio di 150/160.000 euro per barca, il che sfocerebbe in un costo carburante della flottiglia prossimo ai 10 milioni di euro. Non ci soffermiamo, per pietà di Greta Thunberg, a calcolare il valore delle emissioni inquinanti.
E prima di addentrarci nel valore delle imbarcazioni certo perse per i loro proprietari (tutti da scoprire) è da registrare come oggi alle prime luci dell’alba una seconda Flotilla, composta da nove imbarcazioni e guidata da un’ammiraglia di 68 metri, la Conscience battente bandiera di Timor Est, con 100 attivisti a bordo (secondo le solite fonti oggettive della Flotilla e di Al Jazeera) in gran parte medici, infermieri e giornalisti, sia stata intercettata dagli incursori israeliani che si sono calati sulla nave ammiraglia da un elicottero.
L’episodio è avvenuto una settimana dopo che la Marina aveva intercettato le 42 imbarcazioni che costituivano la Global Sumud Flotilla, e dopo l’espulsione di gran parte dei 479 attivisti che avevano partecipato a quella spedizione.
L’intercettazione della Flotilla 2 sostenuta dal governo turco – precisa la stampa israeliana – è arrivata dopo che gli organizzatori avevano rifiutato le richieste di consegnare la piccola quantità di aiuti simbolici trasportata alle autorità israeliane o a organizzazioni internazionali per la distribuzione nella Striscia.
La nuova flottiglia — composta da nove imbarcazioni e organizzata dalla Freedom Flotilla Coalition — trasportava circa 100 attivisti su una nave e circa 50 sulle altre otto. Era salpata dall’Italia circa due settimane fa.
Secondo la Freedom Flotilla Coalition, le imbarcazioni trasportavano aiuti del valore di oltre 110.000 dollari, consistenti in medicinali, apparecchiature respiratorie e forniture nutrizionali destinate agli ospedali di Gaza.
E oggi sono stati resi noti dal Ministero degli Esteri israeliano i dati precisi relativi agli aiuti trasportati da Greta e compagni: le 42 navi della Global Sumud Flotilla trasportavano complessivamente circa due tonnellate di aiuti, “meno di un decimo del carico di un singolo camion umanitario”. E ogni giorno entrano a Gaza circa 300 camion di aiuti.
E veniamo ai numeri più interessanti che inevitabilmente riportano a galla il quesito principale: chi ha pagato queste…azioni umanitarie? Una domanda tutt’altro che marginale e che potrebbe sfociare in inchieste mirate sulle Organizzazioni che ufficialmente hanno promosso le missioni.
Il valore delle imbarcazioni usate è difficilmente quantificabile con precisione anche se sopra ai 15 metri a vela o a motore può attestarsi fra i 50 e i 60mila euro per natante, considerando che le barche a prezzo di liquidazione difficilmente avrebbero potuto affrontare una traversata con tante incertezze come quella da Genova a Gaza. Moltiplicando un valore medio di 70.000 euro per le 42 barche e sfiorando i 200.000 per le imbarcazioni più grandi a motore, si può a spanne affermare che sono state intercettate e sequestrate imbarcazioni per un valore compreso fra i 4,5 milioni di euro e i 5 milioni di euro. A questi si aggiungono dall’alba di stamattina anche le barche della nuova Flotilla per un valore (abbattendo quello della nave passeggeri a un simbolico milione di euro) di altri 1,6 milioni. Per un totale presunto che potrebbe superare abbondantemente gli 8 milioni di Euro. 8 milioni persi e non coperti da assicurazione per una navigazione in zona di guerra.
Sommando i costi del carburante, le provviste di bordo, i servizi portuali e tutto quanto necessario alla spedizione (incluso l’igienizzante e la crema solare sequestrata) si sfora ampiamento il muro dei 25 milioni di euro mettendo la prua verso i 30 milioni. Il tutto basandosi su cifre a a dir poco prudenti. Dimenticavamo i biglietti per il rimpatrio e forse gli stipendi degli equipaggi e dei comandanti, a meno che non si tratti di altri attivisti e benefattori.
Bruno Dardani, 8 ottobre 2025
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).
Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra


