Esteri

Flotilla, nessun aiuto: la Svezia scarica Greta

Si lancia verso Gaza ignorando ogni avvertimento, ma quando si mette male chiede soccorso. E Stoccolma le dice: arrangiati

pro pal greta (1)
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Greta Thunberg, la giovane icona verde che un tempo dettava l’agenda ai potenti del mondo, oggi non riesce nemmeno a ottenere una telefonata di cortesia dal suo stesso Paese. Ebbene sì, la Svezia ha messo la parola fine all’epoca della protezione speciale per la sua pasionaria climatica. Anzi, le ha praticamente detto: cara Greta, se ti vuoi imbarcare verso Gaza con la Flotilla, fallo pure. Ma non contare su di noi.

La realtà è questa: il ministero degli Esteri svedese ha ribadito di non avere “nessuna possibilità di fornire assistenza consolare in mare”, come già aveva chiarito lo scorso giugno, quando l’attivista era stata rimpatriata dopo essere stata fermata su un’altra flottiglia. In pratica: se ti arrestano, arrangiati. In soldoni: Greta è stata scaricata anche da Stoccolma.

E infatti, anche questa volta, i diplomatici svedesi a Tel Aviv faranno da tappezzeria. Presenzieranno, “se interpellati”, nel caso Israele decida di fermare Greta e gli altri passeggeri della nuova flottiglia. Ma nulla di più. Il governo ha da tempo avvisato i propri cittadini di non mettere piede a Gaza, dichiarando che “la situazione della sicurezza è grave e che le persone dovrebbero valutare attentamente la loro decisione di viaggiare”. In altre parole: statevene a casa.

Ma Greta no. Lei va avanti imperterrita, salpa verso zone di guerra come se stesse andando in gita scolastica. Poi, quando le cose si mettono male, si aspetta che lo Stato arrivi in soccorso. Ma questa volta, anche in Svezia, il giocattolo si è rotto. Fonti diplomatiche citate da La Stampa confermano che i funzionari svedesi non hanno nemmeno partecipato alle riunioni di coordinamento con gli altri Paesi coinvolti, quelle per decidere una linea comune sui cittadini presenti nella flottiglia. Greta chi? È questo, ormai, il sottotesto.

Leggi anche:

Del resto la ministra degli Esteri svedese, Maria Malmer Stenegard, lo aveva già detto chiaro e tondo a giugno: “Non credo che Greta Thunberg abbia realmente bisogno di aiuto”. E aveva aggiunto che la responsabilità è tutta di chi sceglie di ignorare gli avvertimenti del proprio governo. Tradotto dal linguaggio diplomatico: se vai in una zona di guerra per fare propaganda, poi non venire a piangere.

Certo, fa un po’ effetto che la stessa Svezia che da anni mantiene una linea ipercritica verso Israele — al punto da non escludere sanzioni — ora non muova un dito nemmeno davanti alle proteste dei suoi stessi cittadini, o alle valanghe di telefonate e messaggi ricevuti per “salvare” i membri svedesi della flottiglia, Greta in testa. Anche perché le prospettive non sono rosee: secondo indiscrezioni, l’esercito israeliano starebbe preparando un abbordaggio delle imbarcazioni, con il trasferimento degli attivisti in un porto — probabilmente Ashdod, come già accaduto con la Madleen a giugno. Qui, l’offerta sarà semplice: espulsione immediata o 72 ore di trattenimento in attesa di udienza con un giudice. La scorsa volta, Greta scelse la via rapida. Qualcun altro invece volle giocare il ruolo del martire fino in fondo.

Insomma, la Greta che una volta faceva tremare i vertici dell’Onu e veniva accolta come una rockstar a Davos, oggi viene scaricata dalla sua stessa nazione come una passeggera qualsiasi. Forse, tra una “how dare you” e una supercazzola climatica, sarebbe ora che qualcuno le spiegasse che il mondo reale è un po’ più complicato delle manifestazioni del Friday for Future. E che quando si gioca con la geopolitica, il rischio è quello di passare dalla ribalta al ridicolo. Anche — e soprattutto — se ti chiami Greta Thunberg.

Franco Lodige, 29 settembre 2025

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni

SEDUTE SATIRICHE

Lui conserva tutto - Vignetta del 16/05/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Lui conserva tutto

Vignetta del 16/05/2026