in

Galli fa retromarcia: “I morti di Covid? Avevano altre patologie” - Seconda parte

Il tele-virologo sacerdote della liturgia del terrore si accorge della conta sbagliata dei decessi legati al virus

Dimensioni testo

E no, stimatissimo luminare della medicina “de’ noantri”: la questione legata alla conta dei morti non è affatto un problema di lana caprina. Considerando, in modo a mio avviso truffaldino, tutti i positivi al tampone come morti Covid, si mantiene in piedi uno dei principali caposaldi per giustificare le intollerabili restrizioni della nostra libertà che vedono nel ministro Speranza, il talebano delle mascherine, il suo più agguerrito sostenitore. Inoltre, citando ancora una volta quei numeri che lo stesso Galli proprio non riesce a digerire, sin dall’inizio di questa tragedia molto autoinflitta gran parte dei poveretti ufficialmente uccisi dal virus non erano affetti solo da una malattia grave, bensì almeno da tre patologie mortali in su.

Tuttavia, anche quest’ultimo riferimento rappresenta da sempre un tabù per i sacerdoti del terrore e per chi specula da oltre due anni sulla paura. Giungere alla conclusione che, soprattutto oggi, il coronavirus non rappresenta un vero rischio per le persone in salute, renderebbe ancor più manifesti gli abusi alla nostra libertà che ancora siamo costretti inutilmente a subire.

Claudio Romiti, 29 aprile 2022