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Le molestie di Gardaland

Gardaland, sulle molestie dei migranti la sinistra tace

Sei ragazze, sul treno di rientro da Gardaland, sono state molestate sessualmente da un gruppo di immigrati. Ma l’informazione pare voler insabbiare la notizia

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Se volete davvero capire la Festa della Repubblica Italiana non guardate alle liturgie da Museo delle Cere dei Mattarella, dei medici terminator e di tutta la mercanzia a vario titolo istituzionale. Andate a Peschiera del Garda, spostatevi a Gardaland e godetevi il divertimento. Un puttanaio di duemila balordi, in larga parte nordafricani, fanno tabula rasa, poi salgono su un treno e molestano le ragazze al grido: qui le donne non salgono.

L’ipocrisia dei media mainstream

Cosa che l’informazione di merda si è puntualmente dimenticata di dire: “Peschiera sembrava il Marocco” scrivevano sui social, per dire tutta la fascia del Maghreb. Anzi ci passa per razzista il sindaco di Peschiera, Orietta Gaiulli, atterrita dopo una tregenda di risse, accoltellamenti, distruzioni. L’informazione di merda nei telegiornali ha informato, testuale: disordini dopo una festa in spiaggia da cento ragazzi. Forze dell’ordine locali impotenti, del resto sono in sei in tutta la cittadina, quando la polizia in assetto di guerra arriva tutto si è già smorzato, come sempre si chiude la stalla a buoi scappati, secondo orientamento del ministro piddino Lamorgese, come sempre zitta, latitante dopo l’ennesimo disastro imputabile al suo dicastero.
Le denunce, però, questa volta ci sono state. Non come per gli alpini, in fama di mostri alla Chikatilo, il cannibale ucraino, per aver detto a qualche ragazza “che bella che sei”. No, qui gli assalti sessuali ci sono stati e ci sono state le denunce, sei per l’esattezza, circostanziate, anche se l’informazione di merda fa finta di niente esattamente come il cialtronesco mondo femminista. Buona Festa della Repubblica!

Peraltro il sindaco Gaiulli, ex poliziotta, non può cavarsela con le sue amabili contraddizioni: “Il primo anno erano duecento, il secondo 500, ieri duemila, si sapeva, si erano dati appuntamento su tiktok però nessuno poteva prevedere”. Si sapeva ma era imprevedibile? Questa è la dannazione nazionale: si sa ma si fa finta di non sapere, per non passare da boia, perché ormai l’asse della tolleranza mille è trasversale e a mandare l’allarme su duemila nordafricani che stanno calando dalle periferie di San Siro, di Quarto Oggiaro, a farla da padroni, ci si gioca il futuro politico. Meglio lamentarsi dopo, a buoi scappati.

Gardaland, un film già visto

Succedeva la scorsa estate, col rave di Velletri, dove non di immigrati ma di centri sociali, sempre protetti dal PD, si trattava; è successo a Peschiera, altre mille volte è successo e altre mille succederà. Per l’impossibilità di arginare i tempi? Per l’evidente impotenza di gestire spinte fuori controllo? Non solo: anche per la sostanziale connivenza in forma di rassegnazione.
Dopo l’assurdità della Festa della Repubblica a Peschiera sfociata in molestie sessuali, abusi, violenze, devastazioni, risse, spaccio, prepotenza, nessuno del Museo delle Cere si è sentito in dovere di spendere una parola in difesa della Repubblica. E il silenzio in questo caso è eloquente, suggerisce un atteggiamento da condividere: troncare, sopire, tanto non si può e non si vuole fare niente. L’informazione di merda, pronta, si adegua: “Disordini da un centinaio di giovani su un treno”. La completezza della notizia si usa contro gli alpini, comunque contro i maschi bianchi tossici patriarcali alcolizzati.

Dove sono i paladini dell’immigrazione?

Ma che dovrebbero fare gli imbucati dei telegiornali, in gran parte con tessera PD o suoi derivati? Che potrebbero fare, posto che il PD sull’immigrazione incontrollata, selvaggia, si tiene in piedi e ne vuole sempre di più? Meglio parlare del morbillo dei trichechi, nuova emergenza che rianima i viroparassiti e riaccende Speranza di chiusura, di blocco, di controllo. Il governo dei tecnici, dei supertecnici alla prova dei fatti è stato miserabile e come tale rischia di congedarsi: sguinzagliando l’Agenzia delle Entrate, anche questa controllata dal partito della post sinistra, sempre abbastanza sinistra, secondo cui in Italia uno su due è un evasore da ammazzare.
Che la pressione fiscale reale veleggi intorno al 75%, che sia praticamente impossibile osservare ogni e qualsiasi prescrizione impositiva, che si venga conteggiati come ladri anche per una multa di pochi euro inevasa, non rileva. La solita rapina a termini di legge sui poveri cristi, diffamati dall’universo piddino, con la scusa di “non aumentare le tasse”. Con certi ministri piddini che hanno pure il coraggio di invocare più salari e però più tasse, tutto insieme.
Più salari per chi? Per i garantiti, per gli statali, per quanto rimane della fascia operaia, da sostenere spremendo gli autonomi, tutti in stigma di evasori criminali. Quanti dei vandali maghrebini di Peschiera cresceranno come cittadini pronti a pagare le tasse, tutte, senza sconti? Quanti sceglieranno di impegnarsi anziché mantenersi col reddito di cittadinanza, arrotondando con lo spaccio e le attività connesse ad una condizione illegale? L’informazione di merda non sa e non vuole rispondere, la politica trasversale neanche si pone il problema, e il pontefice si affaccia e dice: chi diffida dei migranti è uno fuori dalla grazia d’Iddio.
Sì, chi ce l’ha per partito preso con altri esseri umani non è umano, non è cristiano, ma chi si incazza e ha paura per la calata di duemila barbari, vedi caso, importati e sbandati, è umanissimo. E lo è chi non si riconosce più in una Repubblica che non merita celebrazioni o giubilei ma la sua abolizione, con canto di cartello “Svendesi”, come icasticamente messo in scena a Peschiera, nell’omertà del Museo delle Cere.
Max Del Papa, 5 giugno 2022