Il comunicato stampa che la Procura di Pavia ha divulgato nell’immediatezza della chiusura della nuova indagine a carico di Andrea Sempio contiene un elemento potenzialmente deflagrante. Tant’è che gran parte delle testate giornalistiche, compreso in talk pomeridiano condotto da Alberto Matano su Rai1, sono usciti con il titolo altisonante di un possibile depistaggio ai danni di Alberto Stasi nel corso della prima indagine.
Data l’estrema delicatezza di ciò che asseriscono gli inquirenti condotti da Fabio Napoleone, riportiamo integralmente il relativo passaggio, prima di commentarlo: “È stata acquisita una consulenza dei CT nominati dalla difesa di Alberto Stasi, Dott.ri Ugo Ricci e Pasquale Linarello, avente ad oggetto i Raw Data (dati grezzi n.d.r.) consegnati alla Procura di Pavia dal RIS di Parma il 6.11.2025 nell’ambito dell’attuale procedimento. Nei Raw Data i predetti consulenti hanno rilevato la presenza di contro-analisi (ben due corse elettroforetiche datate 20.09.2007) del campione bu_p (lo stesso campione che rivelò la presenza del DNA della vittima sui pedali della bici di Umberto Dei e che portò al fermo di Stasi) totalmente negative, contro-analisi idonee, a loro giudizio, a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo del proc. pen. 2025/2007 R.G.N.R. (Procura di Vigevano). In altri termini, il profilo genetico determinato appena il giorno prima (19.09.2007) dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta (reperto bu_p) e attribuito dal consulente tecnico del P.M. dell’epoca ‘oltre ogni ragionevole dubbio’ alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo (20.09.2007), allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi. Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto”.
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Ora, checché ne dica Roberta Bruzzone, ospite di Matano, la quale si è rifiutata in diretta di prendere in considerazione l’eventualità del depistaggio, qui ci troviamo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita – tanto per usare una espressione molto cara alla stessa criminologa -. Ciò, se confermato, dimostrerebbe che la grottesca pantomima sullo scambio dei pedali, la quale continua ad imperversare ancora oggi in tutti i salotti televisivi, poteva essere immediatamente smontata da chi all’epoca effettuò le analisi scientifiche; ovvero i Ris di Parma dell’allora colonnello Garofano. Non solo. Dato che sui medesimi pedali non c’era alcuna traccia della povera Chiara Poggi, secondo quanto sostiene oggi la Procura di Pavia, questo vuol dire che cade rovinosamente la suggestiva ricostruzione colpevolista costruita intorno alla storia inverosimile di una bicicletta nera mai posseduta da Alberto Stasi.
Resta ora da scoprire, sempre se le cose stessero in questi termini, per quale ragione chi indagava nel 2007 si prese la responsabilità di nascondere un dato che con tutta probabilità avrebbe fatto evitare ad Alberto Stasi il calvario di 5 processi e una infamante condanna per l’omicidio della sua amata Chiara Poggi.
Claudio Romiti, 29 settembre 2026
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