Un altro pilastro della condanna di Alberto Stasi, la famosa perizia Testi, sembra che stia fragorosamente implodendo sotto i colpi di una informazione che finalmente, sul caso di Garlasco, ha cominciato a fare il suo mestiere. Lo ha svelato Milo Infante, nel corso nell’ultima puntata di Verità nascoste , in onda su Rete4, e lo ha confermato l’inviato di Quarto grado sui social Giammarco Menga. In breve, secondo tale perizia il fidanzato della vittima, se fosse stato lo scopritore, avrebbe sicuramente lasciato tracce di sangue nella sua auto, con la quale si recò a dare l’allarme nella locale stazione dei carabinieri.
Tuttavia l’avvocato Piercarlo Collivignarelli, all’epoca dei fatti assessore alla Sicurezza del Comune di Garlasco, ha raccontato un dettaglio importante in vari programmi televisivi, ovvero che diversi carabinieri, il giorno del delitto, aprirono l’auto, ispezionandola nel dettaglio (controllando i sedili, i cruscotti e la zona dello sterzo) e sollevando, rimuovendo o sbattendo i tappetini interni prima che venisse formalizzato un formale sequestro del veicolo.
Ebbene, interpellato la settimana scorsa da Menga, il maresciallo Roberto Pennini, all’epoca brigadiere, ha smentito recisamente le parole del testimone, sostenendo che Stasi – che in quel momento era sottoposto ad un lunghissimo interrogatorio – avrebbe chiuso l’auto e portato con sé le chiavi.
Purtroppo per lui i filmati e le immagini, divenute di dominio pubblico nel frattempo, lo smentiscono clamorosamente.
Tant’è che lo stesso inviato di Quarto grado ha pubblicato il seguente post con tanto di foto esplicativa: “Ecco le immagini che smentiscono il Maresciallo Pennini. La scorsa settimana ci aveva detto che era impossibile che la macchina di Alberto Stasi fosse stata aperta dai carabinieri il 13 agosto 2007 perchè “lui aveva portato con se’ le chiavi in caserma”. Ma noi abbiamo voluto ricontrollare le immagini delle prime telecamere arrivate a Garlasco quel giorno e abbiamo scoperto che non solo viene aperto il portellone posteriore della Golf di Stasi, ma un carabiniere apre anche la portiera del guidatore. Abbiamo ricontattato il Maresciallo Pennini che ci ha detto: “Io sicuramente non ero presente, come invece riferisce il testimone. Evidentemente mi sarò sbagliato. Sarà avvenuto quando ero già andato via dalla villetta”.
Ora, da garantisti dobbiamo presumere anche in questo caso la buonafede del graduato; tuttavia una semplice domanda ci sorge spontanea: ma è mai possibile che nella sequela dei “non ricordo” e di cattivi ricordi escano sempre dettagli contrari alla difesa di Alberto Stasi? Personalmente la qual cosa qualche sospetto me lo suscita.
Claudio Romiti, 23 ottobre 2026
Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

