Garlasco, la rivelazione: “La porta del 2007 non è quella analizzata in tv’”

L'errore della Bruzzone sulla porta contestata: "Strutturalmente diversa da quella del delitto’”

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garlasco porta

Venerdì scorso, intervenendo a Quarto Grado, la criminologa Roberta Bruzzone ha dato spettacolo. Rivelando in parte il contenuto della sua consulenza gratuita offerta alla famiglia Poggi, la Bruzzone è entrata per la prima volta nella casa in cui si svolse il crimine, con lo scopo di dimostrare, ma guarda un po’, la colpevolezza di Alberto Stasi, come se quest’ultimo non fosse stato già condannato con sentenza passata in giudicato.

A tale scopo, l’esperta del crimine ha mostrato ai telespettatori l’ennesima pistola fumante che incastrerebbe per la centesima volta il “Biondino dagli occhi di ghiaccio”: una presunta menzogna che Stasi avrebbe dichiarato i carabinieri in merito alla porta a soffietto che conduceva alle scale del seminterrato, in cui fu gettato il corpo della povera Chiara Poggi.

Ebbene, dato che il bocconiano riferì di averla trovata chiusa, quando dichiarò essere entrato nella villetta, per poi aprirla spingendola con la mano in mezzo alle due ante, la Bruzzone ha dimostrato che in quel modo non era possibile aprire la medesima porta. Quindi, a suo dire, Stasi ha mentito, Stasi è ancora una volta l’assassino conclamato.

Tuttavia, ci sono almeno due dettagli, di cui uno era già abbastanza noto fin dalla prima indagine, che sembrerebbero smentire la sua consulenza pro veritate. In primis, come evidenziato dal giornalista Luigi Grimaldi con tanto di foto pubblicate in post su Facebook, pare che la porta incriminata sia stata sostituita.

Infatti, secondo Grimaldi, “la porta del 2007 e quella periziata a Quarto Grado da Roberta Bruzzone sono sostanzialmente diverse. La prima (2007 come da perizie) è una porta con sistema “a pacchetto” con guida centrale. Le due ante sono incernierate tra loro, ma essendo entrambe appese alla guida, il movimento è più rigido e vincolato.

Mentre quella mostrata a Quarto Grado è un sistema (reso evidente dalla lama di luce centrale che compare all’apertura) “Bi-Fold” che ruota su un lato, trasla e si piega simultaneamente rimanendo sempre centrata rispetto al binario.” In soldoni la differenza è che quella del 2007 è più macchinosa, avendo due perni di scorrimento, al contrario di quella attuale che ha un solo perno di scorrimento. Ma non basta, come sottolineato in alcuni articoli on-line, sembra che all’epoca la porta fosse stata montata al contrario e che fosse per questo estremamente difettosa, tant’è che furono gli stessi carabinieri a rimontarla nel modo corretto.

Tuttavia, al netto di qualsiasi considerazione di ordine tecnico, che a mio avviso lascia il tempo che trova, la Bruzzone dovrebbe ben sapere che la nostra memoria funziona in modo ricostruttivo, e per questo può anche accadere che, soprattutto se ci si trova in stato di choc per aver trovato la propria fidanzata morta, i ricordi di quel momento si sovrappongano ad altri ricordi precedenti, anche in considerazione del fatto che Stasi quella casa la frequentava.

Quindi, se la porta delle cantina fosse aperta o chiusa, se egli l’avesse aperta o meno, in un tale tragico contesto – ammettendo la buona fede del condannato – confondersi su un semplice dettaglio non sembra proprio una prova schiacciante di colpevolezza.

Come non lo dovrebbe essere l’inverosimile proprietà transitiva chi i colpevolisti, compresa la stessa Bruzzone, secondo la quale l’impronta di scarpe estive marca Frau, con suole a pallini, deve necessariamente essere ricondotta a Stasi, sebbene non sia mai stato dimostrato, nonostante una lunga indagine a tappeto, che egli acquistò quel particolare modello di calzature.

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Eppure la criminologa ligure, in un acceso confronto con Carmelo Abbate, ospite storico di Quarto Grado, il quale sosteneva quanto sopra, ovvero che non c’è prova di un tale acquisto, ha trovato il modo di confutare nientepopodimeno che la proprietà transitiva, che in questo caso potremmo così spiegare: l’assassino indossava le Frau estive con suole a pallini, Stasi possedeva quel modello, Stasi è uguale all’assassino.Ma Stasi, quel modello non lo aveva affatto; mentre tra le numerose paia di scarpe che all’epoca gli furono sequestrate c’erano si un paio di Frau, ma invernali e con la suola liscia.

Ebbene, secondo la Bruzzone già questo sarebbe un indizio piuttosto significativo. Per esemplificare, sarebbe come dire che un assassino è fuggito a bordo di una Fiat punto, e la polizia decidesse di dare la caccia ad un tipo sospetto che guida una panda. Sempre di una Fiat stiamo parlando. Miracoli della scienzah forense.

Claudio Romiti, 16 febbraio 2026

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