Cronaca

Garlasco, la scia dei suicidi misteriosi

Dalla morte di Giovanni Ferri a quella del medico Corrado Cavallini, una serie di vicende controverse riaccende gli interrogativi attorno al caso Poggi. Ma ogni eventuale collegamento resta da dimostrare

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Come ampiamente riportato dalla stampa nazionale, la Procura di Pavia ha aperto un fascicolo sulla strana morte di Giovanni Ferri, l’88enne di Garlasco che venne rapidamente liquidata, senza nessun approfondimento, come suicidio.
Il fatto avvenne il 22 novembre del 2010. Il poveretto fu ritrovato con la gola ed entrambi i polsi tagliati all’interno di un vicolo largo più di mezzo metro, con accanto il coltello ed un fazzoletto intriso di sangue.

Né il fazzoletto e né il coltello furono mai esaminati. La moglie, che è assistita dall’avvocato Fabrizio Gallo, non ha mai creduto al suicidio, avendo anche sempre sostenuto che in casa non mancava alcun coltello. L’evento, in particolare, rientra in una lunga scia di sangue che, a partire dall’atroce omicidio di Chiara Poggi, ha caratterizzato il piccolo centro della Lomellina.

Luigi Grimaldi, l’ex iena che sul caso di Garlasco rappresenta una vera e propria enciclopedia itinerante, lo scorso anno ha realizzato una video inchiesta su questi misteriosi suicidi. Nell’ultimo di questi documenti, per l’appunto, si è occupato di quello in oggetto.

A suo parere il Ferri potrebbe avere qualche connessione con il delitto della povera Chiara perché abitava poco distanze dalla casa occupata dalla famiglia Sempio nel 2007. Inoltre il bar che frequentava regolarmente era posizionato in modo tale che avrebbe potuto veder ipoteticamente passare la fantomatica persona in bicicletta che Marco Muschitta disse di aver visto transitare la mattina del delitto nei pressi della villetta dei Poggi. Testimonianza che venne contestualmente ritrattata, tanto che quest’ultimo subì anche un processo per calunnia. In questo caso però Muschitta, per essendo stato considerato del tutto inattendibile, fu assolto nel 2011.

Come spiega Grimaldi nel video, l’eventuale connessione di Ferri è legata alla possibilità che il bar da lui frequentato – egli vi ci si recava sempre in un orario compatibile con quello dell’omicidio di Chiara Poggi – non fosse chiuso per ferie quel fatidico 13 agosto del 2007.

Tuttavia Grimaldi, pur esprimendo una doverosa cautela garantista nei confronti dell’attuale indagato, che deve sempre essere un faro per chi opera nel mondo dell’informazione, così tira le somme del suo contributo: “Certo, bisogna dire che Andrea Sempio è veramente sfortunato; perché c’è un vicino di casa e questo muore accoltellato o si accoltella. Ha un amico d’infanzia e questo si impicca. Ha la sorella di un suo amico che l’accoppano a martellate in testa. Tutto ciò fa riflettere”.

Già, se poi ci aggiungiamo un altro strano suicidio, quello di Corrado Cavallini, medico di base di Sempio e di Ferri, trovato morto in casa nel 2012 a causa di una iniezione letale, il mistero diventa ancora più fitto. Tutte casualità suicidiarie o c’è dell’altro? A Fabio Napoleone e ai suoi uomini l’ardua sentenza.

Claudio Romiti, 25 ottobre 2026

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