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La crisi del gas

“Gas? Futuro difficile”. Paolo Scaroni avverte: cosa ci aspetta davvero

L’ex ad di Enel e Eni mette in guardia sulle bollette. E bacchetta la commissione Ue

paolo scaroni quarta

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Ci aspetta un inverno difficile. Con le famiglie che “non pagheranno le bollette” e le imprese “in difficoltà”. Ma quello che preoccupa di più Paolo Scaroni, tra i massimi esperti di energia che qualcuno indica come futuro ministro alla Transizione, non è tanto l’inverno attuale ma il prossimo. Nessun fuoco di paglia, insomma. Nessun pericolo scampato grazie alle scorte di quest’anno: “Venendo a mancare il gas russo dobbiamo disporre almeno dei rigassificatori per sostituirlo col gas liquido. Ma il futuro sarà molto difficile”.

Paolo Scaroni: i rischi per famiglie e imprese

Anche Claudio Descalzi, attuale ad dell’Eni, condivide queste analisi. In fondo ancora oggi riceviamo gas dalla Russia ogni giorno, circa 6 miliardi di metri cubi che ci hanno permesso di evitare restrizioni ininverno. Però se poi i tubi da Mosca verranno del tutto chiusi, allora nel 2024 saranno dolori. Forse saremo in grado di sostituire il metano russo, sempre che i rigassificatori vengano messi in campo in tempo, visto che altrimenti mancheranno 5-6 miliardi di metri cubi di gas nel 2023-24, ma comunque sarà tutto a caro prezzo. Oggi il gap tra gas “via tubo” e gas “liquido” si è ridotto al lumicino, visto l’impazzimento dei prezzi dell’energia. Ma – avverte Scaroni a Quarta Repubblica – le bollette saranno comunque più alte di quelle che eravamo abituati a pagare un anno fa. Sintesi: “Gli imprenditori italiani avranno costi più alti dei concorrenti americani e cinesi”. E questo crea delle differenze competitive sul mercato dei prodotti finali.

Gli errori di Ursula

Stesso problema che, con ogni probabilità, avverrà anche a causa della mossa annunciata ieri dalla Germania. Olaf Scholz ha messo in campo 200 miliardi di euro per calmierare il prezzo delle bollette dei cittadini e delle aziende tedesche, che si vedranno regalare la bolletta di Natale dal governo. Una strategia che manda su tutte le furie Scaroni. “Ursula von der Leyen, che ha emanato 6 o 7 sanzioni contro la Russia, non si è dedicata molto a costruire l’antidoto alle sanzioni. Sia da un punto di vista di contenuti, come il tetto al prezzo del gas. Sia da un punto di vista del metodo, ovvero una reazione unita dell’Europa. Se l’Ue emana le sanzioni, poi deve emanare anche i provvedimenti per reagire alle contro-sanzioni. Ma questo non è avvenuto”.