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Gassmann fa il delatore e se ne vanta - Seconda parte

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Tutto molto tetro, questa repubblica sovietica fondata sulla segnalazione, sentili sentili ‘sti schifosi, mamma guarda come si divertono, adesso li aggiusto io, chiamo il 113 e non ci penso più. E la polizia arriva e poi non si sente più niente, silenzio di lockdown, e AleGassmann è appagato, è fiero e può annunciarlo urbi et orbi via Twitter. Però c’è modo di rendergli la pariglia e qui ci rivolgiamo ai disperati vicini di AleGassmann, per i quali trasudiamo solidarietà: munitevi di microspie, cornetti acustici, bicchieri poggiati sulla parete, quello che vi pare, e restate in ascolto: prima o poi dovrete pur sentirlo andare al cesso, piantare un chiodo, spostare un mobile. A quel punto, partite come saette col numero antirumore e speditegli i gendarmi in casa. Se la capisce, uno a uno e palla al centro. Se non la capisce, insistete ogni volta che respira. Alla fine, o si mette zitto e buono o trasloca. Quantomeno, vi sentirete anche voi fieri d’aver fatto il vostro dovere.

Max Del Papa, 12 aprile 2021