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Gismondo sgancia la bomba: “Questo vaccino ora è inutile”

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Maria Rita Gismondo, ospite dell’ultima puntata di “Fuori dal Coro”, condotto su Rete4 da Mario Giordano, ha piazzato una vera e propria mina sull’infinita campagna vaccinale che il ministro Speranza vorrebbe proseguire senza sosta anche nei mesi estivi. In aperto contrasto con la visione metascientifica che sembra dominare l’intero establishment nazionale, così si è espressa la direttrice di Microbiologia del Sacco di Milano: “Il vaccino oggi sarebbe sprecato – ha detto la Gismondo – Abbiamo affrontato due anni di pandemia con due virus diversi. Un conto era il virus del 2020, un conto quelli che stanno circolando ora. Adesso questo vaccino è sostanzialmente inutile. Quindi perché rischiare gli effetti collaterali?”.

E già, è proprio questo il punto di una questione che in un mondo evoluto dovrebbe, se non altro, suscitare un ampio dibattito a 360 gradi: perché infischiarsene altamente del principio fondamentale di ogni tipo di terapia, ovvero primum non nocere, di fronte ad una evoluzione naturale di un virus che era stata prevista, sulla base delle nostre attuali conoscenze, sin dall’inizio della pandemia?   Perché, oltre ai citati rischi di effetti collaterali, tutt’altro che trascurabili, inoculare insieme ad un vaccino obsoleto l’illusione di star assumendo una sorta di elisir di lunga? E perché, infine, si continua a battere quasi esclusivamente la strada di un vaccino usurato, trascurando quasi completamente le cure alternative, così come la stessa Gismondo ha più volte denunciato?

A mio avviso la risposta è piuttosto semplice: per un evidente motivo politico, il quale con la tutela della salute pubblica, giunti a questo punto, ha ben poco con cui spartire. Così come è avvenuto per l’abominevole green pass, totalmente inefficace a bloccare la circolazione del virus, e per le attuali mascherine, altrettanto abominevoli per i nostri ragazzi che vanno a scuola, anche il vaccino a prescindere rappresenta uno strumento di controllo sociale finalizzato ad ottenere un ritorno in termini di consenso elettorale per alcuni e professionale per altri.

Tutto questo si lega ad una ossessione tipicamente italiana: quella di perseguire con ogni mezzo l’obiettivo della massima sicurezza in ogni campo. Pertanto, dopo aver spaventato in un lungo e in largo la popolazione con un virus che, in realtà, ha sempre colpito in modo grave solo la componente più fragile della collettività, anche un vaccino oramai inutile rientra in quella massa di procedure altrettanto inutili che, in molti altri settori della nostra esistenza, vengono imposti dal sistema illiberale e paternalista che si sta sempre più affermando nel Paese.

In tal senso, le coraggiose sortite della dottoressa Gismondo, nei confronti del dogma sanitario imperante, risultano ancora più apprezzabili.

Claudio Romiti, 14 maggio 2022