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Giuseppi, guarda come parla un uomo di Stato sul Coronavirus

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In questo momento lasciamo stare il merito delle decisioni del governo giallorosso e concentriamoci sulla comunicazione. Aspetto che assume un ruolo fondamentale, soprattutto nei momenti delicati come quello che stiamo vivendo per il Coronavirus. Prendiamo Conte e tutte le giravolte decisionali di questi ultimi giorni. L’effetto? Quello di aumentare la psicosi e impaurire o creare diffidenza agli occhi dei paesi stranieri.

Tutt’altra strategia quella adottata da Lee Hsien Loong, primo ministro di Singapore. In un recente video ha rassicurato i cittadini su rifornimenti, quarantena per chi arriva dalla Cina e paragone con la SARS. Chi avrebbe contratto la malattia, dunque, avrebbe avuto un virus meno letale rispetto a quello che aveva colpito i cittadini anni fa. L’effetto? Il contrario di ciò che ha fatto il nostro governo. Da quel momento, infatti, la popolazione singaporiana si è mostrata più calma. Ecco il suo videomessaggio alla Nazione…

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Catia
15 Marzo 2020 2:04

Grazie Nicola per questo articolo è riferimento al Primo Ministro di Singapore. Io vivo qui da 8 anni e posso dire che sto vivendo il sogno di come un paese e un governo devono comportarsi, in generale e, con maggior ragione, di fronte ad una situazione del genere. lo scorso 12 marzo 2020 l’OMS ha riconosciuto Singapore l’esempio a cui il mondo dovrebbe far riferimento. Ebbene, è così. Al primo accenno di panico e di messaggi non veritieri sugli avvenimenti, il PM si è presentato al popolo con il messaggio che qui hai mostrato. La reazione di tutti noi è stata unanime: trust! Gli abbiamo creduto e ci siamo affidati alle esperienze di un governo che tiene al suo popolo, e nonostante le perdite economiche implicate. ora è uscito con un secondo messaggio giusto pochi giorni fa, e ancora noi siamo qui, non abbassiamo la guardia, ma siamo tutti composti e con serenità affrontiamo la situazione. Stiamo a casa anche se non siamo in quarantena. Chiaramente io sono abbracciata all’Italia e alla mia famiglia lì a casa. Allo stesso tempo, sto vivendo grazie a questo paese un sogno che desirerei anche per il nostro. Per realizzare questo sogno però, servirebbero altre persone al governo, e un popolo che è disposto ad imparare l’educazione, la serietà, e quando necessario anche il… Leggi il resto »

daniela
daniela
13 Marzo 2020 15:23

Eccezionale.

Sal
Sal
6 Marzo 2020 15:14

Forse anche perché “Rimane il capo di governo più pagato al mondo”

Arminius
Arminius
6 Marzo 2020 13:39

Abissale differenza tra uno statista vero e un cadregaio improvvisato.

Salvatore
Salvatore
6 Marzo 2020 13:22

Cosa succede in Italia quando viene disatteso una ordinanza che dice di chiudere le scuole in ogni ordine e grado? Nulla

Cecco61
Cecco61
6 Marzo 2020 11:48

Al di là dei contenuti, totalmente sconosciuti ai nostri politicanti, andrebbe anche sottolineata la coreografia. Sfondo neutro, una semplice sedia, e vestito come un uomo comune, come migliaia e migliaia dei suoi concittadini. “Sono uno di voi, e come tale corro gli stessi rischi e ho le stesse paure” è il messaggio subliminale che trasmette, che vuole unire.

I nostri, da Conte a Mattarella, insegne, bandiere, ci mancano solo le medaglie di latta e, immancabile, la scrivania, tra noi e loro, per stabilire sempre e comunque la differenza, la separazione tra loro e noi comuni mortali, il cui unico scopo è lavorare per potergli pagare il lauto stipendio. A tanto non ci arriva neppure il Presidente USA, lo Stato più potente del mondo, che parla sempre e comunque in piedi, da un leggio, con solo il simbolo USA e niente di più. Hanno fatto loro la rima del Belli: “Io son io, e voi non siete un c….”. E pretendono pure di ottenere la nostra fiducia.

Alessandro Liverani
Alessandro Liverani
6 Marzo 2020 11:00

Ho avuto la fortuna di vivere a Singapore per alcuni anni (incluso il periodo della SARS) e di lavorare per una società di Singapore.

Il comportamento del PM Lee non è una sorpresa, bensi’ l’ennesima dimostrazione del modo di essere in quel Paese. Non per nulla, un Paese in cui la priorità n.1 è l’istruzione, oggi come in qualsiasi momento fin dalla fondazione nel 1965. Non è un Paese che si possa definire “democratico”, ma la maggior parte della popolazione sa come comportarsi, rispetta le regole e non ha bisogno dei mondiali di calcio ogni quattro anni per riscoprire l’orgoglio nazionale.

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