I soliti anti italiani: i parlamentari Pd sulla Sea Watch

Ci sono momenti nella storia di una nazione in cui le divisioni politiche interne passano in secondo piano rispetto all’amor patrio e all’interesse nazionale, in cui è necessario mettere da parte divisioni, scontri per un bene superiore. Nella storia italiana sono spesso avvenute queste circostanze ma non sempre tutti i nostri connazionali si sono dimostrati all’altezza preferendo la strada più breve e semplice, il tornaconto personale piuttosto che l’interesse collettivo, una visione sintetizzata perfettamente dall’aforisma di longanesiana memoria “tengo famiglia”.

Un mal costume nazionale che si è tradotto nello svendersi al miglior acquirente spesso coinciso con una potenza straniera, già nel periodo rinascimentale le città stato spianavano la strada ai sovrani stranieri per indebolire i propri avversari interni con il risultato di venire in seguito loro stesse annesse e conquistate.

Una parte del paese è stata da sempre avezza a questo sentimento che possiamo definire senza remore “anti italiano” ed è spesso coincisa con la sinistra, non tanto gli elettori dei partiti di sinistra quanto la classe dirigente, l’establishment e il celebre apparato che già dai tempi del Partito Comunista Italiano avrebbe voluto un’Italia subalterna della Russia.

Oggi lo stesso copione si ripete con il caso Sea Watch, non si tratta di essere pro o contro Salvini, il punto non è se ci piace o meno il Ministro dell’interno e le sue politiche, quanto la necessità di rispettare la legge. I parlamentari del Pd e di altri partiti di sinistra che sono saliti sulla Sea Watch 3 affermando: “Rimaniamo a bordo della Sea Watch finchè non sarà dato l’ordine di sbarco”, hanno fatto una precisa scelta di campo facendo passare il messaggio che in Italia si può non rispettare la legge. Come può un semplice cittadino credere in una nazione che non riesce a tutelare i propri confini? Come possono i cittadini avere fiducia nei parlamentari che prendono pubblicamente posizione contro lo stato che dovrebbero rappresentare?

Condividi questo articolo

5 Commenti

Scrivi un commento
  1. A CARLOTTACHARLE,
    IL commento era per il suo intervento. Non capisco perché sia finito qui, anziché sotto il suo commento dove sono andato a scriverlo. Comunque la domanda è estesa a tutti quelli che conoscono la risposta. Grazie.

  2. Sottoscrivo ogni parola, ma vorrei sapere:
    quanti sono gli italiani che hanno un buon posto nella P.A. grazie alle ideologie di sinistra anziché al merito? o nella rai, o nei giornali, o nelle partecipate, o nelle migliaia di società consortili? Quanti sono nelle associazioni culturali, o nelle associazioni non profit foraggiate dai sinistrorsi?Moltiplichiamo per i componenti del nucleo famigliare, aggiungiamo qualche amico e parente e avremo lo zoccolo duro dei voti del PD e compani.
    Qualcuno mi può indicare questo numero? grazie.

  3. E’ inutile girare intorno al problema LE LEGGI GIUSTE O SBAGLIATE CHE SIANO VANNO RISPETTATE. Se non siamo d’accordo abbiamo due soluzioni – prima soluzione: ci facciamo eleggere, costituiamo una maggioranza e modifichiamo le leggi che consideriamo sbagliate; seconda soluzione: facciamo come ha “minacciato” quel fenomeno di Giuliano CAZZOLA a “Stasera Italia” – ce ne andiamo in Svizzera. Io certamente non lo rimpiangerò, anzi se si portasse appresso qualche compagno di partito sarei ancora più contento.

  4. Sarò bastian contrario ma li capisco. Quando ti accorgi che non vali niente, che tua moglie si fotte il tuo caro amico così prestante e simpatico, quando anche tuo figlio preferisce il papà tatuato dell’amico perchè è FIGO etu sei un povero minchione allora devi fare qualcosa di eclatante per far vedere che anche tu sei Superman, con travestimento, ma lo sei. E allora fai quello che nessuno avrebbe fatto, vai dal nemico di tutti e dimostri di essere suo amico così gli altri, per una volta, diranno che hai i ********. Peccato che questi siano i tuoi compagni di avventura, esattamente come sei tu.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *