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Gli islamici minacciano la Miss israeliana

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April Benayoun, la bellissima ragazza che vedete nelle fotografie, dopo aver vinto il titolo di Miss Provenza ha partecipato all’elezione di Miss France 2021. La ragazza non è però salita agli onori della cronaca per la sua bellezza, per il titolo vinto o per il fatto di essere una delle favorite a diventare la più bella di Francia, ma per motivi che nulla hanno a che fare con l’avvenenza o con il concorso.

La “colpa” di essere israeliani

Durante un’intervista un giornalista le ha chiesto qualcosa sulle sue origini e, soprattutto, sul suo cognome, Benayoun, che non è proprio caratteristico della regione che rappresentava. Lei, molto ingenuamente e senza capire in quale ginepraio si stava per infilare, ha risposto che il cognome è quello del padre che, di origine, è israeliano. Da quel momento, e non solo sui social, si è scatenato l’inferno con insulti e minacce di chiaro stampo antisemita.

“Rimpiangerai di essere viva”, è stata la frase più riportata dai media, la più leggera delle minacce che sono andate dallo stupro alla morte violenta. Aurore Bergé, vicepresidente del gruppo Lrem, La Republique En Marche, il partito del Presidente Macron, ha espresso la sua indignazione. Renaud Muselier presidente della Lr Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha parlato di abominio mentre Eric Ciotti, deputato di Lr per le Alpi marittime, per far comprendere bene il suo sdegno, ha riesumato addirittura frasi e discorsi di Adolf Hitler.

Essere ebrei in Europa non è mai stato facile, neanche nei momenti tranquilli, e se davanti ad atti antisemiti come quelli che hanno colpito la giovane ragazza, si evoca giustamente il fascismo e il nazismo, le minuscole sono volute, e si dimenticano gli altri antisemitismi si fa un errore colossale. Ora, è chiaro che un attacco di questo tipo contro una ragazza la cui fotografia gira sulle maggiori riviste di moda francesi faccia notizia, come è altrettanto chiaro che davanti a una situazione di questo tipo i politici debbano far sentire la loro voce. È il minimo sindacale.

Silenzio francese

A questo punto però la domanda sorge spontanea: dove sono state le alzate di scudi contro l’antisemitismo di tipo fascista, nazista, comunista e soprattutto quello di natura islamica che negli ultimi anni ha, in qualche modo, sdoganato e trascinato tutti gli altri antisemitismi di cui sopra creando una sorta di macedonia antiebraica sempre più tracotante e pericolosa? Perché non abbiamo né visto né sentito nessuno dei politici regionali e nazionali francesi mentre la comunità ebraica di Francia, la più grande e importante d’Europa, si disgregava sotto gli attacchi alle persone o alle sinagoghe? Non è possibile che a Parigi non si siano accorti che migliaia di ebrei francesi si sono trasferiti armi e bagagli in Israele, e se lo hanno fatto è solo e unicamente perché il governo francese non è stato in grado di garantire la loro sicurezza.

Allora, perché non abbiamo visto articoli di uguale tenore a quello riservato all’aspirante Miss quando bottiglie molotov sono state lanciate contro le porte e le finestre di diverse sinagoghe sia a Parigi che in altre importanti città come Nizza o Marsiglia? Perché non è stata data la giusta importanza agli attacchi terroristici verso i ristoranti Kosher e verso i supermercati che vendono prodotti Kosher, per non parlare delle aggressioni che vengono sistematicamente ignorate dalla stampa? Se ci fermiamo a pensare che oggi in Francia, e non solo, girare in strada indossando dei simboli religiosi ebraici significa diventare immediatamente un obbiettivo da colpire e, nella maggioranza dei casi, impunemente, ci possiamo rendere conto verso quale tipo di inferno ci stiamo dirigendo.

Simboli cristiani a rischio

Questo perché, lasciatemelo dire, ciò che oggi sta succedendo in Francia, in un tempo che potrebbe essere più breve di quello che si può immaginare, si espanderà nel vecchio continente e, alla fine, potrebbe colpire tutti indistintamente. Perché se oggi girare con un simbolo ebraico come una catenina con il scudo di David o un copricapo simbolo di fede è pericoloso, è facile prevedere che la stessa cosa accadrà presto anche per i simboli cristiani o di qualsiasi altra fede. Lo stesso dicasi per il velo che oggi è già, di fatto, obbligatorio per le donne islamiche, e che presto, se non si prenderanno provvedimenti, diventerà una moda obbligata e in maniera generalizzata per tutte.