Grazie Diego, ultimo idolo di un mondo “scorretto”

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Nascerà mai un altro Diego Armando Maradona, il campione argentino trapiantato nel periodo d’oro della sua vita a Napoli e che, insieme a Pelé, è sicuramente stato il più grande calciatore di ogni tempo? La domanda ha un senso non nel significato tecnico dell’espressione: per quanto grande, e per molti aspetti irraggiungibile sia stato il pibe de oro, il mondo dello sport è fatto in qualche modo per superarsi continuamente. Il senso della domanda è invece morale, per così dire, e concerne la personalità di Maradona, che aderiva perfettamente al suo personaggio, dentro e fuori del campo.

Maradona, quello degli anni d’oro e non la larva d’uomo che col tempo era diventato, era il prototipo del “genio e sregolatezza”; della creatività e della fantasia che piegavano a sé le regole; del vizio che rendeva continuamente omaggio alla virtù: dalla frequentazione compiaciuta dei personaggi più impresentabili del pianeta (da Castro a Chavez) alla insolenza del “gesto dell’ombrello” contro lo Stato rapace che lo riduceva a prosaico “evasore fiscale”. E i due aspetti si tenevano in maniera così inscindibile in lui che tutti sapevamo che il genio non avrebbe retto alla routine di una vita normale, fatta di convenzioni sociali, sotto il tutorato di medici, famiglia, Stato. Alcuni scriveranno che, figlio della “favelas” argentine, Maradona non ha retto alla notorietà e alla ricchezza, ai lussi e ala bella vita. Nulla di più falso. Le droghe, gli eccessi, la trascuratezza (del corpo e della mente) a cui si era abbandonato, non erano un difetto della volontà e del carattere, ma erano appunto il suo carattere e la sua forza volitiva.

In barba a tutti i moralisti, il bene e il male non si possono separare con una accetta: le grandi opere, quelle di cui la mediocrazia odierna non è più capace, nascono sotto la stessa spinta vitale che porta a rompere anche in negativo le forme olimpiche della vita. E la saggezza dell’Occidente si è formata proprio su questa consapevolezza, fatta di distinzione e culto della complessità umana: di rispetto per quella “nuda e cruda vitalità” che è diabolica e divina al tempo stesso.

Ecco, allora, che la domanda iniziale ci si appalesa in tutto il suo senso: ci sarà ancora spazio per un Maradona in un mondo ove il conformismo e la correctness, le commissioni e i codici etici, prescrivono a tutti, a maggior ragione a chi ha un certo successo, come comportarsi, come parlare, come omaggiare i baconiani idòla fori che riappaiono prepotenti in un tempo di mitologie rinate (dalle questioni di genere alla “sostenibilità” astratta e catastrofista alla Greta, per capirci).

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33 Commenti

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  1. Geniale l’analisi di Ocone: non seguo il calcio, non so nulla di Maradona, ma capisco che si è trattato di un personaggio mitico, cresciuto ed affermatosi in un mondo diverso dall’attuale. Quanto è scritto in questo post vale per moltissimi grandi uomini del passato.

  2. Buonasera
    Con Maradona, se ne va lo spettacolo, l’estro e la magia delle sue giocate. Lui era il calcio, quello che lasciava senza parole chi lo ha visto giocare. Pelè, con i suoi mille gol, ha incantato l’intero pianeta, Maradona, ha risvegliato l’intero pianeta. Il primo ha giocato esclusivamente in Brasile e non è mai uscito dallo stesso. Solo a fine carriera, si è recato in America giusto per un contratto milionario. Diego, ha giocato nei campi più difficili del mondo. E questo fa la differenza. Ai Mondiali contro l’Inghilterra, dopo una corsa di oltre sessanta metri e dopo essersi mangiato cinque giocatori, segno il gol più bello della sua carriera. Ancora oggi, considerato il più bel gol del secolo. Con tutto il rispetto per Pelè, ma siamo difronte a un extraterrestre. Ho 62 anni e ho visto giocare sia Pelè che Maradona. Amo il calcio e il primo è stato per anni il mio idolo. Ma le sensazioni che mi ha dato Diego vedendolo giocare, credo che mai più nessuno mi potrà dare. Dio creò Maradona e le disse: “vai e insegna al mondo come si gioca”.
    Buona serata
    Cordialmente

    • Non c entra nulla col discorso di Ocone. Di panegirici sulla grandezza di Maradona ce ne sono già una infinità, buona parte dei quali migliori del suo

  3. Grande, anzi grandissimo Prof. Ocone. Grazie per i suoi articoli.
    Questo articolo perfetto è l’unico che analizza compiutamente il personaggio Maradona in rapporto all’ambiente senza regole, irripetibile, in cui è vissuto. Se rinascesse verrebbe emarginato.

  4. “Però ti son mostrate in queste rote,
    nel monte e ne la valle dolorosa
    pur l’anime che son di fama note,
    che l’animo di quel ch’ode, non posa
    né ferma fede per essempro ch’aia
    la sua radice incognita e ascosa,
    né per altro argomento che non paia” ”
    …..A proposito di “poesia”, non posso non osservare che il sistema mediatico giustamente generoso in termini di tempo di copertura della notizia della prematura scomparsa del pibe de oro, mi è parso in confronto, un tantino tirchio sul tempo dedicato a quelle notizie che riguardano le premature dipartite di interi popoli ……….vedasi sterminio dei cristiani d’oriente in Siria, solo per fare uno dei tanti esempi e senza nulla togliere al campione Diego Armando.

  5. Diego è morto, ma il mondo scorretto, è rimasto, anzi in Italia la scorrettezza si è moltiplicata, con epici di delinquenza!!!

  6. Vabbé, diciamo pure di Maradona che era genio e sregolatezza, anche se quest’ultima non é obbligatoria. Però oggi gli eccessi e le frequentazioni assai opinabili di Maradona non trovano una voce critica neppure tra i bacchettoni del politicamente corretto, forse perché era intimo amico di Fidel Castro ? Proviamo a immaginare se in tempi precedenti, per mere ragioni anagrafiche, un altro grande calciatore, chessó ! Un Juan Alberto Schiaffino, fosse stato amico intimo di Pinochet che, quanto a morti ammazzati, forse con Castro il confronto lo perde, pensate che una sua morte prematura avrebbe suscitato le stesse reazioni ?

    • Bravo. Siccome era amico di Fidel come calciatore non valeva nulla. Evidentemente lei, non lo ha mai visto giocare o allenarsi

    • Buonasera
      @ Valter Valter.
      Una semplice domanda è d’obbligo. Perchè associare il calcio alla politica. Sono un uomo di estrema destra, ciò non toglie che la mia ammirazione per un giocatore come Maradona (nonostante le sue idee castriste) rimarrà scolpita nella mia mente, fino alla fine dei miei giorni. Non si può giudicare una persona, solo per il fatto che non la pensi esattamente come te. Qui si stà parlando, di chi fosse Diego giocatore e di quello che fece, durante la sua esaltante carriera. Personalmente, che amasse Castro o Hitler, non mi interessa nulla. Quello che conta è quello che è stato per il mondo del calcio e quello che ha lasciato ai posteri. Guardiola, oggi ha dichiarato: “non importa quello che ha fatto Maradona per lui, ma quello che ha fatto per noi”. Questa si chiama intelligenza e buon senso.
      Buona serata
      Cordialmente

  7. Pelè. Semplicemente Pelè. Lineare, pulito, senza controindicazioni, senza arzigogoli e senza tanti giri di parole per difendere l’indifendibile di altri, la normalità di un calciatore eccezionale e di un uomo che si può portare ad esempio per i giovani e per tutti.
    Pulito, senza cocaina, senza colpi di mano citando a sproposito Dio, senza vita dissoluta, senza i peggiori dittatori indicati ad esempio, senza l’elogio dell’ignoranza.
    Pelè. Basta la parola.
    Un giorno parleremo di Alfredo Di Stefano, di Ferenc Puskas, di Johan Crujiff, di Zinedine Zidane, di Marco Van Basten, di Michel Platini e di altri.
    Tutti superiori in carriera a Maradona anche come calciatori.

    • Ammesso e non sempre concesso che Diego abbia vinto in carriera meno dei calciatori citati in ultimo da Mariotto (per esempio Puskas, Platini, Van Basten, Crujiff, non hanno vinto nessun mondiale con le loro nazionali), la sua vera grandezza sta nel fatto che lui ha fatto vincere il Napoli e non le solite juve, inter, milan, real madrid, bayern, liverpool ecc. ecc..

      • Giusto. Gran parte dei napoletani gli sono riconoscenti. Come gli argentini. Il resto d’Italia e del mondo può avere ed esprimere altre preferenze ed idee? È graziosamente consentito? Ecco. Molti e anche io siamo di questa diversa idea. Probabilmente molto maggioritaria. Ognuno ha diritto alle sue convinzioni.

        • Sul maggioritario avrei dei dubbi. Forse solo nella nordica padania e nelle valli alpine c’è qualcuno che la pensa come lei. Dire che Zidane o Van Basten erano superiori a Diego equivale a paragonare il piombo con l’oro; e comunque libero di esserne convinto, ci mancherebbe.

          • A Roma, tanto per stare vicini a Napoli, pensano che Totti sia stato migliore di Maradona.

    • Pelè il più grande. Però anche Ibra è una forza della natura (e un atleta deve anche essere espressione della fisicità). Di Stefano purtroppo non è ricordato a sufficienza, non rientra tra gli “idoli” che i media devono propinarci ossessivamente.

  8. ma per essere un ‘genio’ non è sempre necessaria la ‘sregolatezza’……..anche Pelè viene dalle favelas ma la sua vita non è stata poi debosciata come quella di Maradona e quindi ogni giustifica ai suoi evidenti errori che l’hanno poi portato alla tomba non mi sembra valida……bravo giocatore ma pessimo uomo, non lo citerei come esempio……….

  9. Mi ricordo ancora quando all’epoca quegli str*nzi leghisti gli gridavano con odio: “terrone!”. Una pagina della storia italiana alquanto buia.

    • Me lo ricordo pure io, ma ero felice perché lo insultavano da perdenti per rabbia e invidia. All’ epoca vivevo nel norditalia e percepivo chiaramente,soprattutto tra i meno giovani dei nordici, sentimenti di frustazione per le gesta di Diego, del Napoli e della nazionale argentina.

  10. A me non interessa stabilire se Diego è il più grande tra i calciatori. Il fatto più importante è che, grazie a lui e ad altri valenti giocatori, il Napoli è stata per qualche anno una delle squadre più forti del mondo e che in quel periodo esso ha conquistato la maggior parte dei titoli in suo possesso.

  11. Giusto dire che i meriti sportivi sono superiori alle debolezze umane: giusto, ma i meriti sportivi li hai perché ci nasci con un corpo attrezzato per fare quello che faceva Maradona, le debolezze umane si possono gestire con la ragione. Detto questo anche per me è stato un grande giocatore, da lì a tutto il resto si può sempre dire che ultimamente veniva solo commiserato è tutta questa santificazione non la capisco. Riposa in pace Diego, ora hai bisogno di quello più delle sviolinate che ti riservano

  12. Eschilo, Petronius Arbiter, Lucius Annaeus Seneca, Francesco “Cecco” Angiolieri, Michelangelo Merisi (Caravaggio), Miguel de Cervantes, Edgard Allan Poe, Charles Baudelaire, Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Gabriele d’Annunzio, Jimi Hendrix, Jim Morrison, . . .
    Perché nessuno li mette in discussione “tecnicamente”? Il perché è ovvio: non erano calciatori. E i calciatori vengono giudicati da due categorie di persone assolutamente incapaci di esprimere giudizi obiettivi: i tifosi e i perbenisti.

  13. Soltanto un civiltà decadente, vuota, maschilista e ignorante è in grado di trasformare un calciatore in un dio.
    Meno male che sono soltanto parole.

  14. il tuo problema non è maradona, per che anche dopo quello che hai vomitato, non ti e passata! prova a purgarti! p.s. anche platinì, baggio, gullit, del piero, totti, erano più forte di maradona!

  15. La “mano de Dios” però gli inglesi non gliel’hanno perdonata e oggi la foto della truffa del secolo, messa in prima pagina sui tabloid in tutta la sua crudezza, rende l’idea di come un soggetto simile poteva trovare gloria solo in una città come Napoli. Per me Pelè tutta la vita, metteva paura solo a vederlo in campo, strapotente fisicamente e forte anche di testa, con un difetto: non ha giocato a Napoli. Contro O’ Rey ai Mondiali 1970 in Messico ne portammo a casa 4, contro Maradona nel 1982 abbiamo vinto, c’è la sua differenza.

    • il tuo problema non è maradona, per che anche dopo quello che hai vomitato, non ti e passata! prova a purgarti! p.s. anche platinì, baggio, gullit, del piero, totti, erano più forte di maradona!

      • Mi sono purgato ed è fuoriuscito giovanni. Non ti risponderò mai più e invito gli altri commensali a fare altrettanto, i troll vanno isolati come il virus.

        • Applausi per l’abilitá da judoka e la capacità di sintesi: con le prime “ 7 parole 7 “ ha detto tutto. Ci consola almeno il fatto che i troll sono virus per i quali non serve la mascherina, basta tirare lo sciacquone.

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