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Green pass, siamo tornati alla guerra fascisti vs comunisti

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Su Zafferano.news c’è una nuovissima rubrica (La Posta) basata su un mio perentorio: “Fate domande secche, avrete risposte secche”, aggiungendo che non avrei risposto a domande riferite ad argomenti di cui non padroneggio la materia.

Il primo impatto dell’iniziativa è stato un flop. Non per le mail arrivate, molte, ma perché tutte le domande riguardavano un unico tema: vaccino & pass, argomento che non padroneggio per nulla. Una buona metà di mail erano riconducibili agli “ultras filo vaccino”, quelli che vogliono l’obbligo (mi sfugge come possa avvenire l’execution se non via tso). Di contro una parte di “ni-vax”, qualche sparuto “no-vax”. Però tutte mail molto educate.

I primi appartengono di certo alla “sinistra illiberale” (grazie The Economist per la definizione e per aver preso le distanze da costoro) sono per intenderci quelli della Cancel&Woke Culture fino all’ultima variante di quei poveretti sempre in dubbio se inginocchiarsi o no. I secondi, li definisco della destra illiberale, per avere comportamenti culturali speculari, seppur opposti. Per un liberale nature come me, per di più apòta, sono la stessa cosa. Mi pare essere tornato al 1947 quando papà mi spiegò che nazifascisti e comunisti erano la stessa cosa, però noi liberali perbene, pur avendo sofferto molto per causa loro, dovevamo avere verso entrambi un assoluto rispetto umano. Furono le mie linee guida di vita, basate su un’assunzione di papà che portava alla tolleranza: capire è difficile.

Proprio perché ho il massimo rispetto verso chi mi ha scritto, di entrambe le correnti di pensiero, posso solo fare questa sintesi: io, a differenza loro, non voglio complicarmi la vita, per cui ho separato da subito i problemi. Il vaccinarsi è una mia scelta privata, mentre l’uso del pass e le sue modalità di applicazione, è una decisione che non mi compete, spetta solo al governo, per essere poi approvata (o bocciata) dal parlamento, quindi diventare o no legge.