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Green pass, siamo tornati alla guerra fascisti vs comunisti - Seconda parte

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Sono un “vaccinista” convinto per un motivo banale: nel passato la mia famiglia è stata colpita duramente dalla “spagnola” (due sorelle di 15 e 16 anni di mia mamma morte) e dalla poliomielite. Mia mamma e mio papà, fieri antifascisti, per di più schedati, esultarono quando nel 1939 Benito Mussolini impose d’imperio il vaccino contro la difterite. Mai mi sono posto il problema di cosa ci sia dentro un vaccino, così come dentro ai medicinali: mi fido degli scienziati, così come mi fido dei piloti degli aerei che prendo. Vivere in comunità significa fidarsi, altrimenti è anarchia. Ogni tre mesi faccio una puntura anti carcinoma, potrei immaginarla piena di chissà quali diavolerie, di quali negative implicazioni future, altrimenti non costerebbe 500 euro (sic!), etc. etc. Avendo una visione ottimistica della vita, mi limito a sperare che contribuisca banalmente a salvarmi la vita, adesso.

La scelta dell’uso del pass invece è un atto politico che spetta solo al Premier, che deve valutare le implicazioni politiche, economiche, di salute pubblica, etc. Mario Draghi è stato nominato pochi mesi fa dal 90% dei parlamentari (tutti i sei partitini salvo uno, seppur tutti ob torto collo). Essendo l’Italia una repubblica parlamentare, i parlamentari possono mandarlo a casa in qualsiasi momento, sfiduciandolo. Scambiarsi volgarità sui talk, scrivere post da una remota tastiera, minacciare di scendere in piazza, insultare chi non la pensa come noi, non serve a nulla: in democrazia contano solo i voti (quelli nell’urna). E, mai dimenticare la saggezza milanese: “Ofelè fa el to mesté. (pasticciere, fai il tuo mestiere!).

A tutti quelli che mi hanno scritto (grazie per l’attenzione) dico: ho massimo rispetto per tutti, ma non sono un “pasticciere”. Sono un artigiano del vivere, che si esprime via Camei e libri. Vi racconto due piccoli gesti, artigianali, che chiudono e aprono la mia giornata di scrittore: prima di dormire vado in terrazza a vedere le stelle e al risveglio, all’alba, torno in terrazza a controllare come abbiano passato la notte le mie erbe aromatiche e officinali, alle quali sono molto legato. Usiamo le nostre energie non per polemizzare su questo mondo di fuffa, ma per lavorare insieme per rammendare l’Italia. Prosit!

Riccardo Ruggeri, 26 settembre 2021

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