Riduzione dell’impatto ambientale a monte e a valle della filiera, riduzione della plastica negli imballaggi e coinvolgimento di tutti gli stakeholder nell’impegno green: il percorso per la sostenibilità ambientale di Fratelli Beretta, il Gruppo italiano leader nella produzione e distribuzione di salumi e piatti pronti che da lavoro a 2.600 addetti, si articola in tre impegni precisi ormai da alcuni anni e quindi ha preso avvio con largo anticipo rispetto alla compagna di sensibilizzazione ora in atto anche da parte delle istituzioni. Fratelli Beretta aveva infatti già capito come la sostenibilità stesse diventando un driver di acquisto sempre più centrale, non solo tra le giovani generazioni, e ha da subito deciso di assicurare alle famiglie un prodotto non solo top di gamma 100% made in Italy e con standard di sicurezza largamente superiori ai termini di legge ma anche davvero green. Insomma insaccati e piatti pronti da portare in tavola tutti i giorni per favorire uno stile di vita salutare e con la certezza di rispettare il benessere del Pianeta.
Come cambia il mercato
Secondo i dati del Global Web Index, il 58% degli appartenenti alla GenZ (tra 16 e 21 anni) e il 61% dei Millennial (22-35 anni) si dichiara incline anche a pagare di più per prodotti sostenibili o eco-friendly. Ma anche la sensibilità all’ambiente delle altre generazioni è marcata: le percentuali della GenX (36-54 anni) e dei Baby Boomers (55-64 anni) si attestano, infatti, al 55 e al 46%. Questo significa due cose: la sostenibilità “sta entrando nelle abitudini di scelta” del consumatore in maniera sempre più importante, si può coniugare sostenibilità ambientale con sostenibilità economica perchè il consumatore sta capendo ciò, ed è disposto a premiare le aziende che intraprendono percorsi virtuosi. Come appunto ha fatto e continuerà a fare Fratelli Beretta, coniugando innovazione e tradizione – l’azienda è nata nel 1812 come piccolo negozio di macelleria ed cresciuta passando di generazione in generazione – in nome della qualità e sicurezza alimentare.

Riduzione dell’impatto ambientale a monte e a valle della filiera
Se un gruppo vuole davvero essere sostenibile e non semplicemente confondere il consumatore con termini altisonanti ma senza un reale riscontro nella sua realtà aziendale, non può che partire dai processi, prendendo in esame tutta la catena del valore, dalla materia prima al ‘fine vita’. E proprio questo è il percorso compiuto dal gruppo Fratelli Beretta con la nuova linea Puro Beretta, che comprende prodotti realizzati sia a partire da carne di pollo sia da carne suina. Beretta infatti è la prima azienda produttrice di salumi ad avere ottenuto dall’ente di certificazione internazionale SGS, la certificazione ISO 22005:2008 associata agli Standard Tecnici di Prodotto STP 005/234; 005/235; 005/236. Si tratta di sigle di non immediata comprensione per il consumatore finale, ma di fondamentale importanza perchè garantiscono caratteristiche centrali per chi intende seguire una alimentazione salutare. Ecco come si traducono nelle pratica queste certificazioni per il consumatore: 1) tracciabilità delle materie prime e dei prodotti alimentari, il non utilizzo di antibiotici dalla nascita; 2) il rispetto del benessere animale, tutti i suini sono allevati in spazi adeguati e il 100% dei polli è allevato a terra; 3) l’assenza di glutine, lattosio, glutammato monosodico, polifosfati aggiunti nei prodotti; 4) l’assenza di nitriti e nitrati aggiunti nei prosciutti crudi.
Filiera corta, 100% italiana e OGM free
Altro fiore all’occhiello è rappresentato da Filiera Beretta, tipica filiera corta che rispetta il Benessere Animale, con 100% di carne italiana ed allevamenti dislocati in Lombardia, Emilia e Piemonte controllati direttamente dall’Azienda. I capi hanno un’alimentazione OGM Free. Non solo Fratelli Beretta, proprio per valorizzare le differenti produzioni locali che concorrono alla ricchezza e inimitabilità alimentare del territorio italiano, ha deciso di articolarsi in 30 siti produttivi ad hoc. Il gruppo può così fregiarsi di oltre 500 referenze a marchio proprio, tra cui 19 produzioni IGP/DOP.
Addetti, management e stakeholder scientifici insieme per migliorare ancora
La sostenibilità non è un viaggio da affrontare in solitaria; è necessario al contrario avere un equipaggio esperto e motivato. Ecco allora alcune della collaborazioni avviate da Fratelli Beretta secondo il pensiero – “Prima saper fare, poi far sapere. Basandosi su fatti e dati certificati” – che da sempre accompagna lo sviluppo del gruppo e oggi più che mai utile e prezioso anche contro il green washing. A partire dall’asse con l’Osservatorio Food Sustainability del Politecnico di Milano, per un confronto costante, la condivisione di buone pratiche e la creazione di opportunità di ricerca. Ma, soprattutto, la possibilità per Beretta di esaminare in profondità le proprie azioni in chiave di sostenibilità. Tale il senso delle due tesi di ricerca sviluppate in Azienda del 2019 e del 2020, rispettivamente sulla misurazione dell’efficacia delle iniziative intraprese in ambito sostenibilità da Beretta e sulla costruzione di un cruscotto dei diversi indici di miglioramento continuo. Fondamentali, naturalmente, in questo percorso green anche gli stakeholder interni, ecco perchè il gruppo campione del mangiare made in Italy nel mondo continua a implementare una attività di formazione su temi specifici – dalla filiera corta al packaging al novel food – così da allineare management e dipendenti in una unica grande squadra vincente.

Riduzione plastica negli imballaggi: “B Green”
Neppure l’acme dell’emergenza Covid ha fermato lo sforzo green di Beretta. Ad aprile 2020 il gruppo ha infatti avviato una terza direttrice di sviluppo del suo approccio alla Sostenibilità: il lancio del logo “B Green”, che identifica i prodotti “plastic smart” con il quale ha iniziato a lavorare direttamente sul contenimento della quantità di plastica nelle proprie confezioni, e direttamente su un approvvigionamento responsabile di materiale plastico riciclato. Lavorare a valle della produzione significa infatti oggi, essenzialmente, fare i conti con il tema del packaging. Beretta ha una posizione molto pragmatica: la plastica è un elemento fondamentale per la sicurezza sanitaria dei prodotti confezionati nonché un imprescindibile supporto alla lotta contro spreco alimentare. Ad oggi non possiamo quindi ancora farne a meno senza perdere in maniera significativa in capacità di conservazione di prodotti, ma possiamo ridurla e riciclarla il meglio possibile, riutilizzandola in una prospettiva di economia circolare. A partire da inizio dello scorso anno le confezioni delle principali linee di prodotti Beretta sono state infatti realizzate con il 25% di plastica in meno rispetto alla quantità precedente. Inoltre per le confezioni di circa 300 referenze in assortimento, prodotte in 11 diversi siti produttivi, l’azienda utilizza il 65% di plastica riciclata. Le due iniziative convergono in un logo – B Green – certificato dal partner tecnico SGS attraverso la norma ISO14021:2016 (Environmental labels and declarations — Self-declared environmental claims), che disciplina le asserzioni/claim ambientali auto-dichiarati. Un impegno preciso, grazie al quale Beretta stima che il minor quantitativo di plastica utilizzata per i propri imballi consentirà una minore immissione in atmosfera di 1.145 tonnellate all’anno di CO2, corrispondente alla piantumazione di circa 58.000 alberi.

Contenuto sponsorizzato






