Salute

Hantavirus, guarda un po’: Moderna lavora già al vaccino

Dai pipistrelli ai topi, torna l'allarmismo sui virus con il caso della nave. Qui c'è voglia di lockdown

Hantavirus vaccino Immagine generata da AI tramite GPT Image 1.5 di OpenAI
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Tanto tuonò che piovve, si dice così, no? E piovono pandemie, piovono navi da crociera, ratti, virologi venditori di pentole, giornalisti sotto la servitude, cretine già in maschera, in un deja-vu che ha dell’avvilente, dell’incredibile, ma di quale incredibile possiamo più stupirci? “Vedrete che ci riproveranno, non ci hanno mai rinunciato, non possono rinunciare”: quante volte l’avrò scritto in questi tre, quattro anni in cui più che sopravvivere sottovivevo. E i soliti tra l’imbecille e il bot, fra provocazione e fanatismo: “Ih. Hai preso le goccine. Dove li vedi questi lockdown”. Ma c’era poco da aspettare: i vecchi mascalzoni del potere vero, quello reticolato che viaggia sotto e sopra i Paesi, le nazioni, le popolazioni, non hanno mai smesso di insistere, di battere con la loro idea apocalittica di permacrisi, a dire la crisi perenne, autorigenerante, per non lasciar respirare le plebi, per tenerla nell’isteria perenne, tutti, le Ursula, i Timmermans, gli Schwaab del WFE, il Gates appena reincriminato nei Paesi Bassi per menzogne sul vaccino Covid, il che equivale a crimini contro l’umanità, uno dei demiurghi della pandemia più infame di tutti i tempi, concordata in una delle 27 visite nelle “isole della gioia” del pedofilo cannibale e stragista seriale di minori Epstein. “Come facciamo a sterminare i poveri?” si chiedevano tutti questi ultralaidi nelle mail. “E che ci vuole? Una bella pandemia, poi lanciamo vaccini velenosi, che sterilizzano, che eliminano, e ci facciamo anche i miliardi”. Andò esattamente così e non ci sono complotti che tengano.

E tutto si ripete o almeno sembra ripetersi, dai pipistrelli ai topi che in fondo sono la stessa razza, solo senza le ali. Tutto già visto, già patito, a cominciare da un contagio alla Hollywood party, che nessuno capisce ma che subito scatena panico e appelli dai venditori di pentole, corse a nuovi vaccini, che non ci sono ma già annunciati. La base è sempre il famigerato mRNA, l’acido “messaggero” che, se non lo sapete, gira dagli anni ’60 e negli ultimi 25 è stato testato su malati di ogni forma di cancro ed altre patologie: non ne ha combattuta neanche una, anzi le aggravava, come poi si è visto col Covid. Perché modifica il DNA, cambia il patrimonio genetico, origina l’orrore delle mutazioni umane; perché la proteina spike gira in eterno e scatena devastazioni. Ma l’affare è troppo grosso e neanche il tempo di rifiatare dal trauma più violento dall’ultima guerra mondiale, che la élite mascalzona rilancia il nuovo -ismo, totalitarismo pandemico, sublimazione delle ideologie più nefaste, più atroci del “secolo breve”. Moderna esplode letteralmente in Borsa mentre annuncia il vaccino che verrà. Prezzolati di tutti i reparti, dalla “scienza” all’informazione, si mettono già in fila col piattino. La politica elitaria dei sovrastati ricomincia il balletto dei veti e degli affari, degli appelli e delle arroganze, come quel vecchio farabutto del Tedros, dell’OMS, che ha il coraggio di dire: adesso dovete tutti obbedienza a me, a noi, e nessuno si sogni di sgarrare. Messaggi da boss mafioso, anche questi già sentiti, già subìti da uno che reggeva il gioco della Cina pandemica. Ma perché, nel nostro piccolo il politburo grillopiddino non diceva, all’epoca della riesumazione del grottesco libretto del ministro della salute decaduto, Speranza: “Torneremo ma la prossima volta cattivi, la prossima volta non lasceremo spazi”?

Sono tornati. Hanno trovato un nuovo nome, vagamente esotico, Hantavirus, ma tutto il resto è uguale, se mai potenziato, perché la legge è nota ed è quella dei reality: raggiunto un certo limite di abominio bisogna superarlo, se non non funziona più. Così si spiegano i centomila articoli in poche ore su un virus ridicolo, in circolazione da un decennio, che non ha mai preccupato nessuno fino a ieri mattina. Così si vendono i nuovi assalti alla diligenza delle maschere, dei tamponi, delle chiusure, della tecnologia del controllo e della repressione che in sei anni ha fatto passi da gigante.

Certo il materiale ai complottisti non manca: le centomila pubblicazioni fatte in fotocopia con la IA e fatte girare, malamente copiate; l’ambigua tempistica di un nuovo piano pandemico in Italia, di fatto identico al precedente, che prevede gli stessi tamponi vaccini e mascherine, le stesse restrizioni ma, garantisticamente, per legge e non più per decreto, e che pare annunciare, preparare la scoperta di questo nuovo contagio surreale; la curiosa ricorrenza dell’OMS che alla vigilia di questo surrale “Hanta” ancia una esercitazione Polaris II “nell’eventualità di una nuova pandemia”; le strane coincidenze della nave “impestata” che pochi giorni fa aveva ricevuto la visita di una mammasantissima dell’OMS, la Ann Lindstrand; il riemergere da certe fogne di potere di alcuni personaggi che avremmo voluto dimenticare, tipo la Deborah Birx, braccio destro del Fauci oggi processato, e cosa dice Deborah? “Ci vogliono test PCR per tutti, non stiamo testando le popolazioni… Tutti debbono venire sperimentati”. Agghiacciante come un ritorno di Mengele; non mancano neppure gli influencer circolari, gli stessi del Covid oggi riutilizzati per l’ “Hanta”; ipse Gates, del quale circolano simpatiche elaborazioni a faccia di ratto, ritorna allo scoperto in singolare coincidenza con le sue incriminazioni protestando la necessità di nuovi lockdown globali, ed è lo stesso che negli ultimi mesi non si stancava di annunciare, trionfalmente, nuovi focolai. E se deve valere il sillogismo demenziale di Selvaggia Lucarelli, “io posso parlare di Garlasco perché sono stata testimone e anche imputata in vari processi”, a maggior ragione vale la mia esperienza, del tutto razionale, di vaccinato scopertosi un linfoma, che si sentiva dire dai medici che lo curavano: “Eh, avresti fatto meglio a non prenderlo, a non crederci”.

Ci hanno provato coi pipistrelli, e ci sono riusciti, poi sono passati ai serpenti, le scimmie, i cammelli, senza fortuna, infine sono tornati ai topi. Andrà meglio stavolta? A occhio diremmo di no e per una ragione molto semplice: hanno voluto strafare, hanno rifatto, sottovalutando l’attenzione di una platea vaccinata, almeno quello, contro le vecchie bufale, stanno rifacendo tutto da stupidi, secondo un copione troppo annunciato, troppo conosciuto a partire dalla confusione delle ricostruzioni francamente improbabili, se non assurde: uno che scende dalla nave e fa un picnic in una discarica? Il virus che si diffonde dalla merda di topo? O “per aerosol”, nell’aria, a dirla facile, come anche sostengono? Ma uno degli scienziati veri, e più attendibili, il dottor Robert Malone, che attendibile lo è per forza visto che la tecnologia a mRNA l’aveva battezzata lui, salvo poi dissociarsene avvertendo su tutti i rischi possibili, rischi tramutatisi in certezze, oggi dice: quella del giro turistico in discarica è una storia folle.

Oh, per favore, cherie! Complottismi di complottari o evidenze sotto gli occhi e per le quali uno più uno fa due? Su X trovo una sintesi perfetta, migliore di centomila fandonie giornalistiche: “Vaccinate i ratti! Li sterilizzerà, causerà aborti, parti morti, cancri turbo e una ridotta aspettativa di vita (Oh, aspetta… È quello che hanno fatto a noi umani. Siamo diventati ratti da laboratorio)”. Per questo, a occhio diremmo che questa volta non ce la faranno con la convinzione stupida, da potere arrogante, di poter fare, disfare e rifare tutto come vogliono. No, questa volta non attaccherà. Ma questo potere verticale e reticolato insieme, diffuso come metastasi, del tutto idiota non è: non avrà fantasia ma ha la crudeltà degli ottusi, sa che, per quanto infame, lurido, corrotto, evidentemente stragista sia, gli basterà insistere fino allo sfinimento – i mezzi li hanno, finanziari quanto tecnologici. Forse questa Hantafarsa era semplicemente troppo uguale e troppo presto e la cosiddetta controinformazione della gente esasperata, sconvolta, ha reagito. Ma ci riproveranno, lo sappiamo. Sappiamo che dovremo difenderci in eterno da questo male che racchiude tutti gli altri. Mentre l’informazione dei telegiornali già offre il solito spettacolo inverecondo confermando di non esser più altro che una articolazione del potere, un suo strumento. Vedrete come si scateneranno subito le solite fetide maschere dei nuovi contagi e i nuovi vaccini che poi son quelle che inquinano su tutto, dappertutto, da Garlasco alla famiglia del Bosco, dal gossip puttanesco ai segreti di Stato ai servizi segreti.

Oh, per favore cherie! Tanto rumor per nulla, è così che sta scritto, no? Ma non dubitate almeno di questo, solo di questo: l’età democratica è finita, l’ha seppellita la fusione di finanza, tecnica e politica e questi nuovi faraoni, che appaltano eternità agli Stranamore dei contagi e dei vaccini, hanno in testa una sola idea, per niente meravigliosa: il dominio totale, la schiavitù assoluta, la nuova specie che da cittadino consumatore si fa in consumatore senza cittadinanza e senza diritti. Dall’altra parte, una negazione democratica parallela, neocolonialista di islamisti disposti a tutto è già in atto nella transizione teocratica, iranica per dissodare da dentro l’occidente. Ci si chiede chi vincerà tra le due spinte totalitariste, la postmoderna e l’arcaica, ma nessuno domanda chi sta perdendo: e la risposta è talmente chiara e imbarazzante che la stessa Chiesa cattolica ha rinunciato a porla, a farsela. Ci riproveranno, con le zanzare, con gli alpini, con quello che volete. Hanno perfino detto che l’Hanta è colpa dei cambiamenti climatici. Ci riproveranno, ancora e ancora. Ci riproveranno sempre. Ci riproveranno.

Max Del Papa, 11 maggio 2026

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