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I bilanci in rosso della Tesla figli del gretinismo - Seconda parte

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Il caso di scuola per quanto riguarda la Tesla resta la piccola Norvegia: uno dei maggiori produttori di petrolio in Europa, che ha deciso di pulirsi la coscienza trasformando il suo parco auto in elettrico. Parliamo di un paese in cui tra le quattro auto più vendute, a marzo, c’è la Model X che costa 125mila euro. In Norvegia le tasse sulle auto a benzina le rendono più care che se consumassero spremuta di caviale: si calcola che esse raddoppino il costo dell’auto rispetto a quanto valga in Europa. Di converso ci sono sconti fiscali giganteschi per l’elettrico: non solo in termini di incentivi fiscali, ma anche di pedaggi e servizi. Insomma è come se i contribuenti norvegesi (più di 5mila Tesla comprate in un solo mese) foraggiassero la società americana con le loro tasse: contenti loro.

La morale è che non conviene mai mettersi contro il vento e il sole. Il mondo ha deciso che l’auto elettrica è il futuro e in suo nome si possono commettere tutte le nefandezze possibili, anche finanziarie. È una piccola derivata dell’ambientalismo gretino. La stessa religione che non legge i dati appena rilasciati dal centro studi Ces-Ifo di Monaco, per il quale la Mercedes c220diesel emette 141 grammi di anidride carbonica per ogni chilometro che percorre, contro i 155-180 riferibili alla tesla Model3, considerando ricariche e produzione batterie.

P.s. Il nostro collaboratore Franco Battaglia, docente di chimica fisica presso l’università di Modena ha accettato l’invito dell’on Carlo Giovanardi e del candidato a sindaco di Modena Luca Ghelfi a confrontarsi pubblicamente a Modena con i sostenitori del riscaldamento globale causato dall’attività umana. La sedia degli interlocutori è rimasta desolantemente vuota perché non soltanto tutti gli invitati di quella scuola di pensiero hanno rifiutato l’invito, ma anche perché allo stesso orario la CGL Scuola di Modena, invitata a partecipare, ha organizzato altrove un incontro sullo stesso tema con relatori schierati con Greta Thunberg senza alcun contraddittorio. Insomma siamo arrivati al punto che a personaggi come Antonino Zichichi, il premio Nobel Carlo Rubbia, Franco Prodi, e il professor Battaglia, illustri docenti universitari, si nega un dibattito su un argomento decisivo per il nostro futuro, poiché con loro non ci si confronta.

Nicola Porro, Il Giornale 4 maggio 2019