I grillini passano dallo streaming al segreto di Stato

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C’erano una volta i grillini che professavano onestà e trasparenza. Da “tutti devono sapere tutto” sono passati a “non dovete sapere nulla”. Chiamatelo segreto di Stato. La più alta espressione dell’illiberalismo italiano.

Giancristiano Desiderio, 4 agosto 2020

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12 Commenti

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  1. Desiderio,
    Belle parole. Gli uomini mediocri purtroppo hanno preso il sopravvento sull’onestà e la trasparenza in politica, e il risultato sono stati questi bei 50 anni di POLITICA CATTIVA. Era prevedibile nessuno ha mai contestato e noi cittadini siamo rimasti vittime di un sistema seppur virtuoso (come scriveva qualcuno l’altro giorno).
    Buona Giornata

  2. @Sal.
    L’hanno tolto ma in realtà non l’hanno tolto.
    La Presidente della Associazione “La verità su Ustica” Giuliana Cavazzi De Favari si è rivolta a Conte in questi giorni per avere accesso agli atti e la loro divulgazione. Ricolda che il 30.03.2015 presso la sede del DIS furono messi a disposizione documenti dopo trent’anni dal Segreto di stato, legge 124/2007. Ma, sulla base della stessa legge, art. 42, sono stati riclassificati in segreto, segretissimo o riservato.
    Il comma 5 fissa in ulteriori 10 anni il divieto di divulgazione degli stessi.
    Chiede di avere la facoltà di divulgazione. Ma ad oggi non è stata data.
    La stessa situazione è per la Strage di Bologna. Alcuni documenti leggibili ma non diffondibili, pena di tre anni se diffusi.
    Altre parti segrete e segretissime.
    Dopo 40 anni decidono sempre uffici mai nominati che continuano a impedire accesso e divulgazione.
    La verità intera è ancora da scrivere nella sua interezza. Inaccettabile per noi, per i amogliari e per i magistrati.

    • Grazie della spiegazione, ma il Sig. Sal si riferiva unicamente al refuso “anno” “hanno”. E’ piuttosto puntiglioso, ma qualche volta capita anche a lui.

      • Capita a tutti.
        Ma c’è il mentecatto Bertoncelli che interviene subito a fare il correttore automatico. Del resto senza sarebbe un analfabeta.
        So benissimo che ci si può sbagliare scrivendo magari in condizioni precarie con smartphone o PC.
        Ma lui non ci arriva!

  3. È una indecenza.
    Il segreto di Stato può apporlo o toglierlo il Presidente del Consiglio.
    Non lo toglie sui segreti di Stato esistenti (Bologna? Ustica?) come, se rimangono, non l’anno tolto i predecessori nonostante le periodiche e demagogiche affermazioni in occasione delle cerimonie commemorative.
    Conte lo appone di sua iniziativa sui verbali delle riunioni del Comitato Tecnico Scientifico concernenti il Covid 19. Assurdo.
    Vorrà nascondere che era stato informato del coronavirus cinese mesi prima di quanto sembra e che le misure suggerite ed adottate erano contraddittorie ed in ritardo sulle informazioni ricevute.
    Oggi un giudice di Pace con sentenza ha dichiarato incostituzionali e non legali le misure imposte con i Decreti del Presidente del Consiglio, i DPCM.
    È talmente certo che non ha avuto alcun dubbio ad emettere la sentenza, senza chiedere il rinvio per rimettere la materia al parere della Corte Costituzionale.
    Che il Parlamento affronti la questione con urgenza.
    Non se ne può più di un modo nascosto e ambiguo di affrontare i problemi.

      • Sal, ieri ti ho visto in gran forma, scatenato. I mesi di vacanza ti stanno facendo un gran bene.

        Oggi, come premio, ho deciso di lasciarti ragliare senza freni. Ti mollo allo stato brado, libero di galoppare sui pascoli della tua crassa ignoranza. E stasera, biada a volontà!
        Sei contento?
        … … …
        LIBERO RAGLIO IN LIBERO SAL.

        • @Fabio Bertoncelli

          Noto con piacere che, dopo la figura di m e r d a di ieri, oggi hai assunto un tono più dimesso.
          Ti sei messo a cuccia con la coda tra le gambe.
          Bravo! Metti anche la museruola e zitto!

  4. Desiderio, lei ha nominato Aristotele che per i khmer gialli é uno sconosciuto, ma verosimilmente é comunque sospettabile di essere una spia di Salvini. Attenzione ! Per gente come la Caverna … pardon, volevo dire Taverna, vale come portare gli occhiali ai tempi di Pol-Pot, segno di appartenenza al ceto intellettuale (ovvero saper leggere e scrivere) e motivo sufficiente per l’invio ai campi di rieducazione. Mannaggia ! E lei pure gli occhiali porta ! Si procuri al più presto lenti a contatto e si guardi dal nominare ancora Aristotele.
    P.S. Quanto al futuro confidiamo nella natura per cui tutto ritorna lá da dove viene: chi, come i 5s, é nato da un vaffa…. con un vaffa…. dovrá finire.

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