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I mini-bot e il governo della disonestà

Giovanni Tria (S), ministro dell'Economia, e Claudio Borghi (D), senatore della Lega, durante l'audizione preliminare sul Documento di Economia e Finanza (DEF) in Commissioni Bilancio di Camera e Senato, Senato della Repubblica, Roma, 17 aprile 2019. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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Il Movimento cinque stelle è andato al governo sull’onda della campagna anticasta che era tutta riassunta nello slogan assordante “onestà, onestà onestà”. La Lega ha nel suo dna la facile indignazione e l’ancor più agevole gogna e il suo slogan delle origini è degno di un Movimento cinque stelle ante litteram: “Roma ladrona”. Queste due forze politiche, che soltanto ricorrendo alla superficialità possono essere viste distinti e distanti, si sono date appuntamento a Palazzo Chigi proprio in forza del loro dichiarato populismo animato da un risentimento sociale sul quale hanno soffiato giornali, giornalisti, intrattenitori, imbonitori.

L’esecutivo che è nato è stato definito “il governo del Cambiamento” lasciando intendere che si sarebbe trattato di un ministero completamente diverso dai precedenti e in grado, grazie all’onestà e alla competenza e al consenso, di trarre fuori gli italiani e l’Italia dalla crisi e dai pericoli del logorio della vita moderna (per dirla con quel signore di Ernesto Calindri che reclamizzava Cynar). Ebbene, dopo un anno di prova e di prove sappiamo che il Cambiamento è, invece, “il governo della Disonestà” che non conduce il paese fuori dalla crisi ma ce lo ricaccia pesantemente trasferendo il debito pubblico dello Stato sull’economia reale delle aziende e delle famiglie. La comica e tragica vicenda dei mini-bot è esattamente questa pericolosissima operazione di trasferimento che la banda degli onesti – che purtroppo non è formata da Totò, Peppino e Giacomo Furia – sta conducendo secondo la logica del fatto compiuto.

L’onestà politica non è la immacolatezza ma la capacità di governare limitando i danni, gli spropositi, le perdite, i debiti. Se dovete farvi operare non chiedete un chirurgo onesto ma capace perché ci tenete alla vita e perché l’onestà del medico è la perizia clinica. Così è per il governo del paese: il politico onesto è colui che non lo manda in malora. Ma il governo di Salvini e Di Maio sta facendo proprio questo e, per giunta, bluffando e ricorrendo, per camuffare la propria disonestà politica, alla campagna del risentimento sociale degli onesti contro i disonesti, degli esclusi contro la Casta, degli italiani contro l’Europa. Continuando su questa strada, l’Italia pagherà un prezzo altissimo alla disonestà di governo: il debito pubblico non solo crescerà ma sarà riversato sull’economia del paese, che nel suo complesso è sana, e sui risparmi degli italiani che non sapevano di dover risparmiare per pagare le campagne elettorali permanenti di Salvini e di Di Maio e che quando lo sapranno sarà troppo tardi.

Qualunque sia il gioco che sta giocando Salvini è pericoloso per l’Italia. Questo basta non solo per criticarlo ma anche per capire che il suo populismo è un “populismo senza governo” mentre soprattutto l’Italia settentrionale ha un maledetto bisogno di azioni governative serie e costruttive. I mini-bot altro non sono che illegalità e debito che si aggiunge al debito e pensare di uscire dai debiti facendo altri debiti equivale, come disse una volta Winston Churchill, a mettere i piedi in un secchio e poi credere di sollevare il secchio tirandolo per il manico. È la solita scemenza del barone di Munchausen che finito nelle sabbie mobili cercava di salvarsi tirandosi il codino. Gli esempi e le metafore sono chiari e, tuttavia, sono inadeguati perché presuppongono l’ingenuità e la buonafede che nel caso del “governo della Disonestà” non c’è. La scelta dei mini-bot, se si concretizza, non è un calcolo economico sbagliato ma uno strumento politico per nascondere da un alto il fallimento del governo e dall’altro per creare lo scontro con l’Europa.

Davanti a questa scena non c’è altro da fare che dare corpo a un’opposizione liberale che dichiari del tutto illusorio che Salvini rifaccia il centrodestra e che il M5S si allei con il Pd. Questa è l’illusione di chi non vuol capire e di chi guarda indietro. L’opposizione non può che essere radicale nel suo moderatismo ed essere disposta ad ogni sacrificio pur di salvare il bene supremo della libertà che è la vera e unica forma di onestà umana.

Giancristiano Desiderio, 8 giugno 2019