I padri della Costituzione erano contro l’asse dei perdenti

«Le maggioranze si formano in Parlamento». È la frase più gettonata del momento. Ma cosa vuol dire? Meglio: cosa intendevano i padri costituenti quando scrissero gli articoli 92-96 della Costituzione, relativi all’ordinamento del governo? Avrebbero trovato normale o assurda una maggioranza parlamentare formata dal Partito democratico, sconfitto alle elezioni, e dal Movimento 5 stelle, che ha dilapidato il consenso perdendo tutte le votazioni successive alle politiche?

Ogni cittadino può farsi un’idea della risposta con un paio di letture facilmente reperibili. A partire dal dibattito sull‘articolo 94 dei padri costituenti stessi. È la mattina dell’8 gennaio 1947. Il democristiano Costantino Mortati e il futuro liberale Luigi Einaudi discutono su fiducia e sfiducia all’esecutivo. Secondo Mortati sono indispensabili alcune regole per blindare il governo, proteggendolo dalle guerre tra partiti. Secondo Einaudi, meglio andarci piano con le regole. Ecco il resoconto stenografico dell’intervento principale di Mortati: «Risponde all’onorevole Einaudi che vi sono due forme di instabilità. Una è quella alla quale egli (Einaudi, ndr) ha accennato, che deriva dal mutamento dello spirito pubblico e dalla modificazione della situazione politica del Paese. Su questa, evidentemente, non v’è niente da fare. È stata prevista l’esistenza di un Capo dello Stato che ha la funzione peculiare di accertare quando questi mutamenti dello spirito pubblico si verifichino, ed appunto al suo intervento è affidato il mutamento del governo e comunque le decisioni che devono servire a mantenere omogeneo lo spirito pubblico con l’azione di governo».

Poi ci sono le crisi provocate da manovre di partiti ma «non sentite nel Paese». Mortati dice a Einaudi che le norme agirebbero solo su queste ultime. Einaudi replica che le manovre, e le regole per evitarle, c’erano anche prima del fascismo ma non servivano a nulla. Il disaccordo dunque non è sul ruolo del capo dello Stato e sulla necessità che vi sia omogeneità tra governo e spirito del popolo. Il democristiano Mortati era un costituzionalista di valore e ha avuto una grande influenza nella stesura della Carta. Nel 1958 firmò Istituzioni di diritto pubblico (Cedam) dove tornava sul tema.

La citazione è lunga ma illuminante: «Sembra più consono all’indole di governo parlamentare considerare la presunzione di concordanza fra corpo elettorale e parlamentare (…) non assoluta, ma relativa, subordinata cioè alla possibilità di un accertamento in ogni momento della sua reale fondatezza. E poiché ciò è ottenibile attraverso la consultazione del corpo elettorale, da effettuare con lo scioglimento anticipato delle camere o con il referendum, occorre affidare ad un organo indipendente dal Parlamento un compito siffatto, diretto alla constatazione di eventuali disarmonie fra corpo elettorale e Parlamento». Quale organo?

Condividi questo articolo

4 Commenti

Scrivi un commento
  1. Governo non eletto direttamente dal popolo. Costituzione: “Si è quindi creata una prassi costituzionale in tal senso, reiterata per diversi governi: il capo della coalizione vincente diventava di fatto il capo del governo, con una corrispondenza (ed un rispetto) del voto espresso.”
    Il capo della coalizione vincente risalente è il centro destra con Berlusconi e quindi o si fa un governo di centro destra o si va a votare. Non potete continuare a prenderci per i paesi bassi. forza Salvini

  2. E basta con l’avallo delle porcate alla Scalfaro e Napolitano ! Gli italiani reclamano a maggioranza e a buon diritto il proprio Diritto ad esprimersi col voto. Non hanno bisogno di cariatidi a loro tutela. Chi negasse loro questa facoltà innescherebbe una possibile nuova guerra civile.

  3. La sua ultima domanda finale esige un: -Sicuramente no, non basta.
    Non spetta al parlamento inventarsi nuove alleanze già che è il voto che le crea; non spetta alle menti non troppo limpide decidere di far entrare dalla finestra chi fu cacciato con disdoro dalla porta
    Sempre tirano in ballo la Costituzione e sembra non la conoscano, oppure la usano interpretandola secondo convenienza, non c’è mai fine alle truffe di alcuni parlamentari.
    I truffatori li conosciamo da decenni e da decenni si spera in un cataclisma che li cancelli; sappiamo che la colpa è anche degli italiani che si lasciano buggerare senza abbiano un moto di ribellione ad essere trattati da m……e.
    E’ un circolo vizioso diventato norma sin da quando entrarono nel governo i contrari alle regole e correttezze nei lontani ’70.
    Quello che fa più rabbrividire è che ci siano stati Capi dello Stato che hanno usato la Carta Costituzionale come fosse stata carta igienica e null’altro, Capi che hanno fregato gli italiani senza abbiano avuto vergogna o un sussulto di dignità personale., anzi, dicendo urbi et orbi che era tutto legale, ben fatto, corretto,- la ganga elevata a regola.
    Dopo la lunga cura degli illegali si può ben capire la paura degli italiani, oggi.
    Il Capo dello Stato non lo conosciamo nel profondo, ci limitiamo alla conoscenza giornalistica che mai potrà raccontare il vero quando si tratta di uno che ha in mano le nostre vite e che le sue decisioni influenzeranno. Conosciamo meglio i consiglieri di cui la maggioranza sono dediti, per interessi di bottega, al traccheggio e subdole truffe, da consigliori più che da consiglieri.
    Certamente fa paura pensare che un Capo di Stato sia magari ricattabile oppure obnubilato a non vedere quel che scorre, o che non voglia capire il momento tragico, per ideologia o per mancanza di dignità personale e di rispetto verso la popolazione.
    Non reputo una buona Carta quella Costituzionale, ma sono certa che non tutta serva per il pesce; oggi è il momento di rispettarla almeno in quelle indicazioni date dai padri costituenti; mai momento fu più adatto di quello d’oggi dove un paese intero ha fatto capire dove sta girando il vento e che non è più disposto a giochi di potere di chi ha perso su tutta la linea, ed ancor di più.
    C’è l’incognita Colle, e noi sfiduciati sentiamo la paura del futuro scorrere sulle nostre vite se ancora una volta verremo traditi.
    Sono altresì speranzosa che questa volta non subiremo impassibili le scorrerie dei truffatori, sapremo ribellarci all’andazzo che ha ucciso speranze e buona vita. Spero.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *