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I pagelloni di Italia-Inghilterra - Seconda parte

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It’s coming home: è un mese che Oltremanica cantano a squarciagola il ritorno “a casa” del football. I presupposti c’erano tutti: hanno giocato l’intero Europeo a Wembley, nonostante fosse in teoria itinerante; hanno avuto 70mila tifosi a trascinarli in finale; dopo l’1 a 0 iniziale già facevano la “ola”. Ora però dovranno rivedere un po’ il testo della canzone: it’s coming… Rome. Tapiro d’oro, voto 2

Gareth Southgate: all’Europeo casalingo del 1996, l’Inghilterra arrivò in semifinale e venne sconfitta dalla Germania ai rigori. A sbagliare il penalty decisivo fu proprio lui, che 25 anni dopo ha perso la finale, di nuovo in casa, toppando clamorosamente la scelta dei rigoristi. Maledetto, voto: 6

I rigoristi inglesi: per fortuna Mancini non dà ascolto a Caressa. Quando al 119esimo minuto Southgate sta per mandare in campo Rashford e Sancho per calciare i penalty, il telecronista quasi suggerisce all’Italia di non far uscire palla per impedir loro di entrare. Poi però tutti e tre gli “specialisti” buttati nella mischia falliscono il loro rigore. Cambi scellerati, voto: 10

Raheem Sterling: per gli inglesi i simulatori eravamo noi. Ma l’attaccante del Manchester City sul rettangolo verde pare Tania Cagnotto negli anni migliori. Ogni volta che lo sfiorano fa un doppio carpiato con entrata in acqua di pancia. Coefficiente di difficoltà 8, voto 3. Diver

Bjorn Kuipers: dirige la finale arbitrando “all’inglese”. Il motto è: picchiatevi pure come fabbri, senza esagerare. Lui non sbaglia praticamente mai. Se avesse fischiato di più, la partita a suon di espulsioni e doppie ammonizioni sarebbe finita in 4 contro 4. Vigile urbano, voto: 7

Donnarumma: un Europeo con una difesa così ha bisogno solo di un portiere che, quando serve, mette la manona provvidenziale. Gigio interpreta il ruolo alla perfezione. Poi sui calci di rigore è meglio di Toldo contro l’Olanda nel 2000. Giustamente eletto miglior giocatore del torneo. Fuoriclasse, voto: 12 milioni di euro a stagione

Leonardo Spinazzola: ha corso come un forsennato per tre quarti di Europeo. È sempre stato decisivo quando era tra gli 11. Poi s’è spaccato il tendine di Achille (maledetto Achille), s’è fatto operare ed è tornato in campo per l’esultanza finale. Romantico, voto: 7

Marco Travaglio: lui e la sua redazione parevano fare il tifo contro la Nazionale solo per non vedere Draghi accogliere trionfante gli atleti a Palazzo Chigi. Sul Fatto Massimo Fini confessò di tifare Belgio, Travaglio condivise sui social il pezzo ed era pure convinto che al girone avessimo “battuto avversari da oratorio”. Insomma: remavano contro, e come con Conte hanno preso un granchio. Gufi, voto 4

Roberto Mancini: la sua Italia gioca bene con calciatori non di primissimo livello. Sa modificare in corsa il modulo quando serve. E soprattutto vince, vince sempre. Insomma: un mezzo capolavoro. Durante le interviste post partita ogni ruga del volto trasmette tutto il fastidio per le inutili domande dei giornalisti, ma riesce a mantenere la calma. L’abbraccio con Vialli l’unica cosa davvero emozionante tra le mille sdolcinerie scritte dette dai giornali. Professore, voto: 9

Federico Chiesa: se l’Italia ha rialzato la testa nel secondo tempo, buona parte del merito è sua. Uno dei pochi in tutto il torneo a puntare sistematicamente l’uomo per andare sul fondo. Figlio di un calcio che non c’è più. Trascinatore, voto: 8

Giuseppe De Lorenzo, 12 luglio 2021