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I politici fanno i medici, i medici fanno i politici

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Da quando l’emergenza pandemica ha fatto irruzione nella nostra quotidianità, alla figura dell’esperto, sia esso virologo, infettivologo o medico tout court, è stata riconosciuta una sovraesposizione mediatica assillante con un ritmo routinario che non ha precedenti. Legittima la voce dei tecnici del virus per decifrare l’evoluzione epidemiologica, semplificandone l’accessibilità conoscitiva al grande pubblico, ma quando le dichiarazioni degli specialisti esondano dalle loro competenze, per indirizzare le scelte politiche, assistiamo ad una commistione di ruoli che genera spaesamento.

La politica del governo sembra accettare tale sovvertimento di funzioni, tanto da indossare il camice medico per distribuire ricette sanitarie sotto forma di moniti orientati alla prudenza. Mentre i membri del Cts intervengono su materie come la scuola che dovrebbero essere appannaggio esclusivo delle scelte politiche. Un’esemplificazione di questa permuta di mansioni è rintracciabile dall’intervista rilasciata al Corriere della Sera dal responsabile del Cts, Agostino Miozzo, che dichiara: «Le scuole devono, non possono, ma devono, restare aperte».

Miozzo nell’intervista rivolge una pungente critica al governo per avere omesso l’applicazione dei suggerimenti del Cts al fine di mettere in sicurezza l’esercizio didattico: «Bisognerebbe rileggere quello che avevamo suggerito per far sì che le scuole aperte non avessero particolare impatto sulla curva: riorganizzazione del tpl, scaglionamento degli orari, monitoraggio sanitario. Siamo rimasti inascoltati e i ragazzi pagheranno gravi conseguenze».

La politica, che dovrebbe operare per recuperare l’agibilità degli spazi educativi, è stata spodestata nella sua missione prioritaria di organizzare la speranza della ripresa con i tecnici che, nella assidua visibilità mediatica, hanno raggiunto una tale popolarità da renderli fonte di suggestioni non solo in ambito sanitario ma anche politico.

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Marco
Marco
25 Novembre 2020 0:35

Buonasera Non potrebbe essere altrimenti. In questo generale marasma, tutti vogliono dire la sua e spesso, dimostrando la loro totale ignoranza, finiscono per essere sbugiardati dai fatti. Sono parzialmente d’accordo con il commento del Sig. Mariotto. Se un medico fa il politico, non muore nessuno. Viceversa, se un politico si mette a fare il medico, le persone muoiono. Ma attenzione ! anche un politico che fa il suo lavoro, può portare morte e disperazione tra la gente. Questi mesi, sono la prova tangibile di quello che stà accadendo. Non solo passeremo delle pessime vacanze natalizie ma molte famiglie, non avranno i soldi per un pranzo decente (e non mi riferisco al classico cenone, ma al pranzo quotidiano) e dovranno ricorrere alla Caritas. Tutto questo, grazie all’incompetenza dei nostri politici e all’arroganza di virologi dell’ultima ora. Purtroppo la realtà parla chiaro. L’ ignoranza che riguarda il COVID è palesemente presente, sia per gli addetti ai lavori, che per i politici. Ma non vorrei essere frainteso. Medici e infermieri che lottano quotidianamente per salvare la vita al prossimo, hanno tutta la mia stima e credo quella di tutta la Nazione. Stima che non ho, per i personaggi che giornalmente fanno a gara per apparire nei vari programmi televisivi. La gara ovviamente continua, per chi la spara più grossa. Ed è proprio qui… Leggi il resto »

Laval
Laval
24 Novembre 2020 8:19

I politici fanno i medici, i medici fanno i politici e al governo fanno i DPCM, poi Conte fa il papa e come Ponzio Pilato demanda le colpe agli altri riempiendo Arcuri, tanto una figuraccia in più o in meno non cambia niente.
Prodi, adesso convinto cinese a braccetto del suo ambasciatore in Italia Ding Wei, aspetta fiducioso il suo ritorno alla politica e manda il figlio in Cina come ricercatore e ogni tanto gli passa qualche notizia riservata.
Bergoglio abbraccia tutti meno Pompeo perché è americano.
Matterella prepara il discorso di Natale e gli italiani tutti a testa bassa annuendo, non hanno più neanche la forza di dire si o no, tanto non contano niente.
Dicono che L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, ma si avvicina sempre più alla dittatura cinese in silenzio e nell’ombra.

gianluca
gianluca
23 Novembre 2020 20:38

E’ difficile raccapezzarsi fra politici nominati dal Capo e quindi inclini al leccamento delle terga e accademici vincitori di concorsi notoriamente preconfezionati ovvero truccati. Ormai solo i cittadini più attempati ricordano che, alla base del funzionamento dei partiti, vi era il congresso, la discussione, il voto di maggioranza, l’elezione del segretario. Ora chi li schioda i vari caporioni di destra e di sinistra?

Vittorio
Vittorio
23 Novembre 2020 20:18

Prima o poi pagheremo il prezzo.

Lo sfascio dell’educazione non può essere privo di conseguenze.

Abbiamo progressivamente eroso i fondamenti prodromici alla formazione di uomini dotati di capacità critica, della grammatica di pensiero e forgiati dalla gavetta. Gli ignobili, che si oppongono agli aristorcratici del pensiero alto, conseguente ad una fatica fatta di studio ed umile esperienza, dominano le nostre vite. Cose già viste. Tanto è maggiore la loro dannosa e protervia inutilità,tanto maggiore sarà il loro fio da pagare.

Guido Moriotto
Guido Moriotto
23 Novembre 2020 19:48

La differenza.
Se i medici fanno i politici, non muore nessuno.
Se i politici fanno i medici, muoiono gli ammalati.
In politica succede come in fisica: i vuoti si riempiono.
Il vuoto lasciato dallo scadimento della politica è riempito da tutti gli altri.

Flavio Pantarotto
Flavio Pantarotto
23 Novembre 2020 19:41

Abbiamo capito quasi tutti cosa doveva essere fatto per “arginare” la pandemia.
Quelli che non l’hanno inteso sono gli unici che avrebbero potuto farlo: “politici”
al governo centrale e locale.
Ripristinare il primato della politica sulla “sanitocrazia” sarebbe doveroso se lo spessore dei componenti incaricati della prima fosse degno di considerazione.
D’accordo, meglio un asino democraticamente eletto che uno scienziato nominato non si sa da chi, pur sulla base di corposo curriculum.
Abbiamo a capo un asino nominato non si sa da chi. Tombola!

Giorgio
Giorgio
23 Novembre 2020 19:36

Va bene il primato della politica, ma siamo sicuri che con “questi” politici sia meglio?