Esteri

La guerra in Ucraina

I russi sequestrano armi italiane: cosa hanno trovato nel Donbass - Seconda parte

Alcuni armamenti forniti dal nostro paese agli ucraini sarebbero finiti in mano russa. A testimoniarlo le scritte sulle casse di munizione

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Armi europee abbandonate dagli ucraini

A confermare questa tesi un altro comunicato proveniente dal Donbass: “Non lontano dalla periferia di Donetsk proseguono gli scontri tra l’esercito ucraino e la milizia popolare della Dnr. I miliziani, avanzando e conquistando le posizioni ucraine, continuano a trovare numerosi quantitativi di armi abbandonate che Kiev ha ricevuto in sostegno dai partner europei. In queste posizioni sono state rinvenute armi anticarro francesi, munizioni spagnole e spolette per bombe di mortaio da 120mm di fabbricazione italiana”. Ciò che di italiano è stato trovato sembrerebbe, quindi, come testimoniano le foto, i “colpi” per i mortai e nient’altro. Le altre armi deriverebbero da altri stati europei.

La deriva di questa guerra, ma non solo, anche e soprattutto della comunicazione che ne consegue, può sicuramente risultare pericolosa, motivo per cui dovremmo tutti tornare – o iniziare – a guardare questo conflitto dall’alto, senza entrare in quei dettagli che -come in ogni guerra – appartengono solo ed esclusivamente a chi li vive sulla propria pelle. Da interrogarsi invece, come popolo ma soprattutto come nazione, su quanto quella che viene paventata come la Terza guerra mondiale non sia ad oggi, la fotocopia più sanguinosa – o probabilmente solo sotto i riflettori – di ciò che accade in quella parte di mondo dal 2014 ad oggi. Un popolo diviso a metà, dove filorussi e nazionalisti cercano di affermare la propria identità e lo fanno attraverso la morte e sotto gli occhi di un Governo che oggi, dopo l’atroce invasione russa, ha chiamato in causa l’Occidente e la strapotenza americana.

Chi sono i veri protagonisti di questo conflitto? L’Ucraina, dovremmo chiederci alla luce della direzione che sta prendendo il conflitto, è veramente l’epicentro di un futuro mondiale incerto o una pedina usata come pretesto perché gli assi possano essersi calati senza metterci personalmente la faccia?

Bianca Leonardi, 29 aprile 2022

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