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Spie e servizi segreti

I servizi segreti monitoravano Salvini dai russi. Vi pare normale?

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Che l’operazione “di pace” di Matteo Salvini con le sue quattro visite all’ambasciatore russo sia stata un tentativo maldestro da effetto boomerang, ormai nessuno lo mette in dubbio. Ha offerto (di nuovo, dopo il blitz in Polonia) l’occasione su un piatto d’argento ai suoi nemici per accusarlo di putinismo, filorussismo e rivangare le varie storie del Metropol. Dunque, errore suo. Però anche al linciaggio mediatico c’è un limite. E forse va notato anche dell’altro.

Stando a quanto scrive ilDomani, infatti, i servizi segreti americani e quelli italiani sapevano da mesi in quali occasioni, e con quali accompagnatori, Salvini si recava alla residenza dell’ambasciatore russo Sergej Razov. Nulla di sorprendete: sarebbe una falla enorme nel nostro sistema di controspionaggio se un paio di 007 non controllassero a vista la sede dell’ambasciata russa. Quello che fa invece strano qualcuno “in via informale” avrebbe fatto arrivare l’informazione ad “alcuni importanti esponenti di Palazzo Chigi”. I quali sarebbero stati dunque a conoscenza delle date “esatte” in cui il leghista s’è visto con Razov. Non solo. Secondo il Domani, “alcuni esponenti di vertice della Lega sono stati addirittura messi in allerta per la presenza nei rendez vous” dell’ormai mitologico Antonio Capuano.

Dunque, riassumiamo. Gli 007 vedono Salvini entrare nella sede dell’ambasciata russa, incontro magari scivoloso ma non illecito, e in qualche modo l’informazione arriva al governo e a chissà quali esponenti del Carroccio. Il tutto “in via informale”. Vi pare normale? Palazzo Chigi smentisce di essere stato a conoscenza delle interlocuzioni di Salvini. Il pezzo del Domani però pare ben informato. Non vi sembra strano tutto questo sommovimento di agenti segreti per incontri tutto sommato innocui?

A dire il vero, al netto dell’opportunità politica e dei marchiani errori di Salvini, non è che le cene con Razov fossero chissà quale segreto (di Pulcinella). Il segretario della Lega lamenta di essere stato “linciato”, assicura di aver fatto “tutto alla luce del sole”, tanto che esistono agenzie di stampa e interviste (da Vespa) in cui annunciava di aver incontrato l’ambasciatore russo. Una delle dichiarazioni risale al 5 maggio, subito dopo l’incontro tra Draghi e Salvini. Mettere in mezzo il Copasir per gli incontro con un ambasciatore ci pare un tantino esagerato. Razov in fondo, antipatico o meno che sia, sta lì apposta per incontrare politici e governi in ottica di dialogo. O no?